Multe per 70.000 euro: Toyota fa causa a Lotito
Il presidente della squadra di calcio della Lazio ha collezionato 70.000 euro di multe con una Toyota in uso: si va per vie legali
Il presidente della squadra di calcio della Lazio ha collezionato 70.000 euro di multe con una Toyota in uso: si va per vie legali
Il presidente della squadra di calcio della Lazio ha collezionato 70.000 euro di multe con una Toyota in uso: si va per vie legali
Voleva collezionare trofei con la Lazio, ma per ora colleziona multe. Il conto ammonta a 70.000 euro, tutti verbali presi alla guida di una Toyota. Stando al Tempo, Lotito è stato infatti citato in causa dalla Casa nipponica, per un pacchetto di multe dovute a ripetuti eccessi di velocità, che lui ritiene di non dover pagare: la macchina di scorta correva per necessità, questa la tesi difensiva. Un problema da 70.000 euro (un pacco enorme di contravvenzioni!) che vede coinvolto il consigliere della Federcalcio di Carlo Tavecchio, a cui la Toyota aveva concesso una vettura in comodato d'uso gratuito, pratica abituale non soltanto con personalità del mondo sportivo. Una specie di “prestito”, intestato all'autista del presidente laziale, Luca Polce. Durante il periodo di comodato, però, la macchina è stato pizzicata a ripetizione dagli autovelox, con conseguenti sanzioni per eccesso di velocità.
LOTITO NON PAGA – La Toyota ha pagato i 70.000 euro di ammende, come di prassi, per poi chiederne conto al presidente Lotito. Che però di fronte alla richiesta di rimborso ha opposto un netto rifiuto. Il motivo? “Quelle multe sono maturate per necessità di scorta – spiega il legale di Lotito, l'avvocato Gentile – e la Toyota non ha inoltrato istanza al Prefetto per farle annullare: il Polce ha lo status di guardia pubblica e aveva quindi la possibilità di infrangere i limiti di velocità”. Insomma, quelle multe sono maturate per necessità di scorta.
MULTE ILLECITE – Secondo il legale di Lotito, la Toyota avrebbe dovuto verificare la legittimità di quelle sanzioni prima di pagarle. Sanzioni aumentate, sostiene inoltre Gentile, “per la mora maturata, in quanto inizialmente ignorate”. Ma la Toyota Italia non è d'accordo e anzi ha risposto ai tentativi di chiarimento portando Lotito davanti a un giudice: obiettivo, farsi restituire i 70.000 euro. Le parti stanno scambiando in questi giorni le memorie difensive in attesa della prima udienza civile, attesa a giorni: la possibilità di una mediazione, in questo momento, pare improbabile.
QUEI PRECEDENTI… – Dai pettegolezzi registrati alle infrazioni per eccesso di velocità immortalati, il presidente della Lazio fa sempre discutere di sé. La scorta di Lotito era già stata motivo di discussioni: ci riferiamo a una telefonata in cui puntava l'indice contro Carpi e Frosinone. Chiacchierata che scatenò la furia del sindaco ciociaro Ottaviani, il quale chiedeva di valutare “l'opportunità di continuare a concedere la scorta ad un uomo che sputa veleno sulla parte più nobile del calcio italiano e sulle istituzioni locali”. Nel 1992, fu coinvolto in un'inchiesta della magistratura sugli appalti della regione Lazio e poi arrestato in compagnia di un funzionario della Regione Lazio. Un'intercettazione telefonica nell'àmbito di un'inchiesta su corruzione e infiltrazioni mafiose nella Lega Pro rivelerebbe che Lotito ricattava i vertici della Lega Calcio. E sarebbe, con Adriano Galliani (vicepresidente del Milan) coinvolto nella Infront: società che gestisce i diritti televisivi della Lega Calcio, e per così dire “controllore” di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia. L'ultima parola, almeno per quanto riguarda le sanzioni da Codice della strada, spetta al Tribunale.