Multe Milano non pagate: valanga di avvisi bonari
Il comune ha concesso l'opportunità di sanare le multe non pagate, ma la polizia ha già speso per notifiche un terzo di quanto dovrebbe incassare!
Il comune ha concesso l'opportunità di sanare le multe non pagate
Il comune ha concesso l'opportunità di sanare le multe non pagate, ma la polizia ha già speso per notifiche un terzo di quanto dovrebbe incassare!
Comune di Milano sempre più scatenato in fatto di multe. Dopo aver piazzato gli autovelox che hanno consentito incassi d'oro a Palazzo Marino, dopo aver incamerato ticket milionari con l'Area C e verbali da capogiro, adesso va a caccia di almeno 28 milioni di euro. Sono le 710.000 multe non pagate nel 2013 da 183.000 guidatori: soldi che fanno gola all'amministrazione meneghino. Anche perché il comune s'è notevolmente esposto per individuare i trasgressori: fra 10 e 14 euro a notifica. Uno sproposito (una racconandata non costa così tanto), ma tant'è: questa è una specie di sovrattassa che i cittadini (di Milano e no) pagano al comune. Così, a conti fatti, un terzo di quanto dovrebbe incassare se n'è già andato in notifiche, e si capisce bene la fretta che il comune ha di ottenere i quattrini.
AVVISI BONARI – Il comune li chiama avvisi bonari. Sono diversi dalle cartelle esattoriali perché non includono gli interessi; ma già in passato gran parte di questi avvisi bonari si sono rivelati una bufala: giungevano a chi le multe le aveva già pagate. Ed era possibile fare ricorso, nonostante quanto raccontasse l'amministrazione. Sperando che questi gravissimi errori non si ripetano, vediamo che cosa dice il comune: “Con questi avvisi ricordiamo ai cittadini che hanno un debito – spiega l'assessore alla sicurezza e polizia locale, Marco Granelli – e che possono sanarlo senza aggravi prima che si passi alla riscossione coatta, che invece fa scattare interessi del 10 per cento ogni sei mesi. È un'opportunità per chiudere la pratica”. Già, un'opportunità per chi? Per l'automobilista, o per il comune di incassare soldi?
PER LE VERIFICHE – Così, il comune intende di capire se si tratti di invalidi che hanno dimenticato di rinnovare il pass: “A quel punto – aggiunge Granelli – verifichiamo e poi saniamo la situazione. Lo screening sui multati seriali serve anche per individuare chi sistematicamente commette infrazioni e poi si disinteressa. È su queste persone che ci concentriamo. Non vogliamo certo andare a colpire chi ha dimenticato di pagare una multa”. Comunque, conclude, “il recupero degli arretrati risponde a due princìpi di fondo. Da una parte, c'è una questione di equità e giustizia verso chi paga correttamente le multe; dall'altra, il tema delle finanze pubbliche va tenuto nella dovuta considerazione”. Giusto, chi paga non è fesso e va rispettato. Ma chi paga e riceve un avviso bonario ingiusto, o chi ha vinto un ricorso e riceve un avviso binario illegittimo, o chi ha un pass regolare ed è stato illegittimamente multato, come viene tutelato?
PERCENTUALI STRANE – Palazzo Marino snocciola queste percentuali: il 40 per cento dei cittadini che prendono una multa la paga subito; c'è poi un 20 per cento che salda il suo debito dopo la notifica; rimane infine un 40 per cento di trasgressori che comunque ignora la sanzione e non si mette in regola. Sarà. Ma il comune dimentica la percentuale fatta di multe impugnate o annullate in autotutela. Quante sono? Perché il comune ha commesso così tanti errori inviando multe illegittime? Senza considerare il vizio di Palazzo Marino di non rispettare i tempi di notifica: perché quando al comune fa comodo, allora vengono ricordate le regole per filo e per segno; quando invece le norme danno fastidio, vengono messe nel dimenticatoio.