Mobilità intelligente: fino a quando saremo auto-dipendenti?
Nei prossimi anni ci sarà una crescente domanda di mobilità. L'Aniasa proietta il rapporto degli italiani con l'automobile del futuro
Nei prossimi anni ci sarà una crescente domanda di mobilità. L'Aniasa proietta il rapporto degli italiani con l'automobile del futuro
Nei prossimi anni ci sarà una crescente domanda di mobilità. L'Aniasa proietta il rapporto degli italiani con l'automobile del futuro
Il rapporto “L'evoluzione della mobilità degli italiani – Dallo scenario attuale al 2020-2030”, realizzato dall'ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria) e dalla Fondazione CENSIS(illustrato in occasione dei 50 anni di attività dell'Associazione dell'autonoleggio), ha fatto emergere dei trend su cui riflettere, per organizzare una mobilità futura in grado di sostenere i nostri spostamenti nel migliore dei modi.
I PUNTI SALIENTI – Quali sono i punti che non dobbiamo sottovalutare?La crescente concentrazione di abitanti nelle “regioni metropolitane” (52,3% della popolazione) e l'aumento dei flussi turistici (+42%) porterannonei prossimi 15 anni nel nostro Paese un deciso aumento dei pendolari. Al centro di questa crescente domanda di mobilità, in cui il trasporto pubblico farà fatica a fornire risposte adeguate per tantissimi motivi, ci sarà l'utilizzo dell'automobile (che già oggi copre oltre il 70% degli spostamenti per lavoro), totalmente connessa, a basse emissioni e autonoma. Sarà decisiva per l'avvento delle smart city la capacità delle istituzioni di governare la digitalizzazione dell'infomobilità.
IL RUOLO DEI PENDOLARI – Sono quasi 29 milioni le persone che in Italia si spostano quotidianamente per studio o per lavoro (il 48,6% della popolazione) e nel 2030 tale dato toccherà quota 30,9 milioni. I pendolari per studio subiranno una leggera riduzione (da 9,7 a 9,4 milioni di studenti), mentre quelli mossi da ragioni di lavoro cresceranno da 19,2 a 21,5 mln. L'aumento del pendolarismo riguarderà le grandi regioni urbane del Centro e del Nord, ma non interesserà le regioni del Mezzogiorno. I pendolari che utilizzeranno l'automobile passeranno dai 17,5 milioni del 2011 ai circa 18,8 milioni del 2030. Già oggi risulta in crescita anche la quota di coloro che varcano ogni giorno i confini del Comune di residenza, passata negli ultimi anni dal 36,2% al 39,4%. Se poi si guarda unicamente a chi si sposta per lavoro la quota degli “sconfinamenti” sale al 46,2% proprio per il ruolo giocato dai processi di dispersione residenziale all'interno delle “megacities”.
SI USERA' SEMPRE PIU' L'AUTOMOBILE – Lo spostamento, oggi giorno, avviene sempre più grazie all'uso dell'auto, a causa della mancanza di coerenza tra pianificazione insediativa, infrastrutturale e servizi di trasporto pubblico. Secondo le ultime stime dell'Unione Europea, la quantità di spostamenti passerà da 953 a 1.095 Gpkm (miliardi di passeggeri al km), di cui oltre 3/4 in auto e moto. Qualunque sarà il contesto economico dei prossimi anni, l'auto rimarrà centrale negli spostamenti degli italiani.
SERVE L'AUTOMOBILE INTELLIGENTE – Quale prodotto per il futuro? Da qui al 2020-2030 è lecito attendersi che le auto subiranno una forte innovazione tecnologica lungo tre diverse direttrici: le propulsioni ibride ed elettriche, la crescente connettività delle automobili (connected car) che le metterà in costante comunicazione con i sistemi di regolamentazione del traffico e con i driver (oltre alla telediagnosi) e l'affrancamento dell'auto dall'uomo per il suo funzionamento, in alcune attività di base, ma non solo (autonomous car).