Milano, due Vigili cancellavano multe in cambio di soldi e ortaggi: condannati

I due ex agenti annullavano verbali ai danni di commercianti e concedevano permessi di sosta in cambio di bustarelle: condannati

5 novembre 2015 - 9:21

Quattrini, ma pure frutta e verdura. Era questa la contropartita che due ex Vigili di Milano ottenevano in cambio di un favore preciso dai commercianti: cancellare multe. SicurAUTO.it ha seguito la vicenda sin dall'inizio: vedi qui. Alla fine, sono stati condannati sia i due ex agenti della Polizia municipale sia i commercianti stessi. Per la precisione, 11 le condanne fino a 4 anni e 8 mesi di reclusione e due assoluzioni al processo a carico di alcuni negozianti ed ex agenti della polizia locale di Milano accusati di aver cancellato multe in cambio di denaro, favori e anche cassette di frutta e verdura.

IL 30% DELLA MULTA – L'inchiesta, coordinata dal Pm di Milano Grazia Colacicco, aveva portato alla luce i presunti illeciti commessi dai vigili, accusati a vario titolo di corruzione, falso in atto pubblico e abuso d'ufficio. In particolare, alcuni degli imputati sono accusati di essere intervenuti sul database della Polizia locale, modificando i dati relativi alle contravvenzioni, in cambio del 30% del valore della multa. Per capirsi con un esempio: i multati (per insegne pubblicitarie abusive e anche varie infrazioni al Codice della strada), anziché pagare un verbale di 100 euro, versavano 30 euro a due agenti.

FUORI IN NOMI – Il promotore del sistema, l'ex agente Damiano Borchielli, è stato condannato a 4 anni di reclusione. Il collegio della quarta sezione penale del Tribunale, presieduto da Marco Tremolada, ha condannato inoltre a due anni di carcere un altro ex Vigile, Lucia Avolio. Il tribunale ha condannato inoltre alcuni degli imputati a versare risarcimenti fino a 15.000 euro al Comune di Milano, che si è costituito parte civile nel processo. Il pm aveva chiesto condanne da 7 mesi fino a 3 anni e 4 mesi di reclusione. I difensori, invece, avevano chiesto l'assoluzione.

QUELL'ANNUNCIO SUL WEB – “Mi chiamo Danny, risolvo moooooltissimi problemi. Garantisco il risultato al 99%”, scriveva sul web Borchielli cercando clienti in Rete prima di finire in manette tre anni fa. E poi al telefono invitava a lasciare una busta a un'edicola in corso Buenos Aires, scriveva i ricorsi, indicava stranieri ignari al posto dei guidatori per salvaguardare i punti della patente e usava pass di invalidi morti. Anche se era indagato da più di un anno con perquisizione in casa. Il processo è scaturito da un filone dell'inchiesta della Procura su presunte irregolarità commesse da agenti della polizia locale del capoluogo lombardo, tra cui l'assegnazione ad alcuni commercianti di permessi per parcheggiare in zone centrali della città in cambio di mazzette. Il dibattimento con al centro i pass assegnati illecitamente si era concluso, lo scorso gennaio, con la condanna di sette agenti a pene fino a sei anni e cinque mesi di carcere. Mele marce, questi e altri Vigili, da togliere immediatamente dalla cesta, per evitare un danno d'immagine a una categoria meritevole.

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