Mercato componenti auto in ripresa: in Italia vale 40 miliardi di euro
Nei primi 6 mesi del 2015 aumenta l'export di componenti, per lo più parti meccaniche. In testa ai Paesi di destinazione la Germania
Nei primi 6 mesi del 2015 aumenta l'export di componenti
Nei primi 6 mesi del 2015 aumenta l'export di componenti, per lo più parti meccaniche. In testa ai Paesi di destinazione la Germania
L'automotive riparte e con esso tutta la filiera dei componenti, settore nel quale il nostro Paese ha una lunga e non indifferente tradizione. A trainare il comparto anche i mercati esteri, che vedono la UE, prevedibilmente, fare la parte del leone anche se non manca qualche Paese che non ti aspetti.
IN ATTIVO, NONOSTANTE TUTTO – I dati sono sicuramente positivi, con un valore che ha raggiunto i 10,3 miliardi di Euro crescendo dell'1% rispetto al periodo gennaio – giugno 2014. Un valore ancor più interessante è quello della bilancia commerciale, che evidenzia un saldo positivo di 3,3 miliardi nonostante un andamento in altalena. Essa deriva infatti da importazioni decisamente vivaci, salite del 17,7% fino a 7 miliardi di euro, cosa che ha fatto scendere l'attivo del 22,5% rispetto al 1°semestre dell'anno precedente. Il risultato dell'export deriva da un 1° trimestre negativo (export a – 1,5% e import a + 12,6% rispetto al 2014) seguito da un 2° trimestre migliore, che ha visto aumentare sia l'export – a + 3,6% sia l'import, salito del +22,6%. Il comparto è molto importante, dato che vale il 5% dell'export italiano e il e 3,7% delle importazioni, quote che salgono rispettivamente al 5,1% e al 4,3% se si escludono i flussi commerciali del settore energetico. Il consuntivo del settore per tutto l'anno scorso parla di un valore di 19,3 miliardi di Euro e un saldo positivo della bilancia commerciale di 7,5 miliardi. Sono circa 2.500 le imprese operanti nel settore, per un totale di 165.000 addetti e un fatturato complessivo di circa 40 miliardi di Euro.
LE AUTO FANNO DA TRAINO – Che il mercato europeo sia in crescita ormai da mesi, con un mese di giugno a + 4,3% che chiude un semestre da + 6,2%, lo si sapeva. L'Italia ha fatto pure meglio, con il mese di giugno che cresce del 14,3% coronando un periodo gennaio – giugno da + 15,2%: è quindi logico aspettarsi un effetto positivo sulle industrie dei componenti. Aurelio Nervo, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA, ha evidenziato questo influsso positivo dicendo: “A fronte del lieve rallentamento dell'export della componentistica nel 1°semestre dell'anno in corso, la produzione, gli ordinativi e il fatturato del comparto mostrano un andamento positivo, soprattutto grazie alla crescita delle commesse sul mercato nazionale. I dati preliminari di ANFIA prefigurano infatti, per i primi 8 mesi del 2015, un aumento del 67% nella produzione di autovetture in Italia, con un notevole mese di agosto che ha visto una crescita del 145%. Il mercato dell'auto continua nel suo trend di ripresa, che evidenzia, fino a settembre, una crescita del 15,3% in Italia e del 8,8% in Europa. A beneficiarne anche la produzione dei componenti in Italia, che segna un rialzo del 18% ad agosto e del 9,3% nei primi 8 mesi dell'anno”.
I CONCORRENTI APPREZZANO – Non stupisce il sapere che anche nel 1° semestre 2015 l'export della componentistica verso i paesi UE sia maggioritario: i suoi 7 miliardi di Euro, anche se in calo dell'1,3%, sono infatti il 68,7% di tutto l'export (era il 70,3% un anno fa); l'avanzo commerciale è sceso dell'1,3% a 2,1 miliardi di Euro. Interessante, anche se non inattesa, vista la “vicinanza” dei nostri componentisti a VW, è la conferma della Germania come il principale acquirente dei nostri prodotti. I suoi 2 miliardi di Euro, anche se diminuiti del – 3,9%, assicurano una quota del 19,7% sul totale; seguono la Francia (11,3%), gli USA (8,1%), la Spagna (7,8%), la Polonia (6,7%)e il Regno Unito (6,3%). Osservando l'export verso i paesi extra UE si vede che il totale di 3,2 miliardi di euro è frutto di un aumento del 6,7% e produce un saldo positivo di 1,2 miliardi di Euro. In aumento le esportazioni verso l'area NAFTA, il cui valore di oltre 1 miliardo di euro (+ 16,2%) genera un saldo attivo di 507 milioni. L'aumento deriva da un + 16,6% degli USA, + 17% verso il Messico e + 6,7% verso il Canada. Scorporando per categorie le parti meccaniche (inclusi accessori e cristalli) arrivano al 65,5%, per un valore di 6,7 miliardi (+0,4% rispetto al 2014) e un saldo attivo di 2,9 miliardi. Seguono i motori (valore di 2,1 miliardi di euro, +0,4%), che pesano per il 20,1% sul totale e sono in attivo per 590 milioni. I componenti elettrici e affini totalizzano 836 milioni di Euro e valgono l'8,1% ma hanno un saldo negativo di 8,6 milioni; il settore pneumatici, camere d'aria e parti in gomma vale il 6,2% mentre gli apparecchi riproduttori del suono pesano per lo 0,2%.