Mercato auto Italia: il 2016 chiude a +15.8% con oltre 1.8 milioni di vetture

Il 2016 conferma le previsioni e chiude a + 15.8%, per il 2017 il mercato auto Italia potrà contare nuovamente sul superammortamento

4 gennaio 2017 - 10:25

Il mercato auto Italia conferma le previsioni fatte all'inizio dell'anno chiudendo con una crescita, rispetto al 2015, del 15,8%. Nel corso degli ultimi 12 mesi sono state immatricolate 1.824.968 automobili nuove e il contributo delle vendite di dicembre ha suggellato un'annata da incorniciare. Nel corso 2016 è stato determinante il contributo del cosiddetto superammortamento, grazie al quale è cresciuto e ha prosperato il mercato delle auto aziendali. La nuova Legge di Bilancio, appena entrata in vigore, ha confermato l'incentivo, ma sulla prossima stagione 2017 si aprono già gli interrogativi riguardo la piega che potrà prendere il mercato.

VOLUMI DI VENDITA ADEGUATI ALLE POTENZIALITÀ' DI SVILUPPO Lo scorso dicembre è stato il 31esimo mese di crescita per il mercato auto nazionale, nonostante un giorno lavorativo in meno rispetto all'anno precedente sono state immatricolate 124.438 nuove auto, pari a un incremento del 13.1%. La performance dell'ultimo mese è stata il coronamento di un anno intenso e prosperoso per l'industria automobilistica, la quale non può che crogiolarsi della crescita in doppia cifra rispetto al 2015. Con questi numeri il mercato nazionale si accosta a volumi di immatricolazioni adeguati alle potenzialità di sviluppo del Paese, stimate appunto tra 1.8 e 1.9 milioni di veicoli. L'Italia si conferma quarto mercato dell'Unione Europea, dopo Germania, Regno Unito e Francia (Leggi quali erano le previsioni per il 2016).

GASOLIO SEMPRE AL TOP, FESTA DI FINE ANNO PER IBRIDE ED ELETTRICHE Scorrendo i dati statistici circa le motorizzazioni scelte dagli utenti italiani che hanno acquistato un'auto lo scorso dicembre ci accorgiamo che le vetture alimentate a benzina sono aumentate dell'11% rappresentando il 31,1% del mercato; è invece del 15% l'incremento delle motorizzazioni a gasolio, le quali raggiungono una quota del 57,6%. Interessante è il dato relativo alle auto ibride ed elettriche, le prime hanno avuto un incremento mensile del 48%, ricavando una quota del 2.8%, le seconde hanno registrato un incremento nelle vendite pari all'85% (Scopri perché le flotte aziendali rifuggono dall'elettrico). In dicembre le auto a GPL hanno riportato il primo segno positivo del 2016 mentre quelle a metano registrano un calo del -26%. In generale le automobili ad alimentazione alternative crescono in dicembre dell'11.2% con una quota di mercato pari all'11.3%. [A margine dell'articolo troverai i dati ufficiali di vendita 2016 e la Top Ten delle Auto più vendute]

AUTO ELETTRICHE E BIFUEL IN CALO NEGLI ULTIMI 12 MESI Su base annua le automobili a gasolio sono cresciute del 19%, quelle a benzina del 22%, le ibride del 48% mentre le auto elettriche calano del 5.3%. Annata negativa per le vetture bifuel, nel 2016 le GPL hanno perso il 15,6% rispetto l'anno precedente e le auto a metano addirittura il 30%. Complessivamente le auto “ecofriendly” registrano un calo delle vendite del 12,1% con una quota del 10,2%. Come riporta il comunicato stampa ANFIA nel 2016, ogni 100 nuove vetture immatricolate, 10 hanno alimentazione alternativa e ogni 10.000 nuove auto immatricolate, solo 7,5 hanno alimentazione full electric.

BUONI AUSPICI PER IL MERCATO AUTO 2017 Secondo le aspettative il 2017 sarà un'annata positiva, nella quale è prevista una crescita, rispetto al 2016 appena conclusosi, tra il 3 e il 5%. A infondere ottimismo sono le prospettive positive sui ritmi di crescita dell'economia nazionale e il rilancio della produzione automobilistica in Italia (Leggi la UE conta su Italia e Spagna per il rilancio dell'industria auto). Per Gianmarco Giorda, Presidente ANFIA, al fine di poter assistere a un proseguimento della crescita del mercato e al progressivo rinnovamento del parco auto circolante, sarà fondamentale il contenimento della fiscalità di settore, già gravosa e recentemente appesantita dall'aumento dei pedaggi autostradali deliberati nei giorni scorsi.

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