Marchionne: il dieselgate è un grosso problema. Ma Daimler prende le distanze
L'AD di FCA è preoccupato sul futuro del diesel e tira in ballo tutti i costruttori, ma per Zetsche (Daimler) le auto tedesche contano di più
L'AD di FCA è preoccupato sul futuro del diesel e tira in ballo tutti i costruttori
L'AD di FCA è preoccupato sul futuro del diesel e tira in ballo tutti i costruttori, ma per Zetsche (Daimler) le auto tedesche contano di più
Intorno al diesel e al suo scandalo Sergio Marchionne alterna considerazioni “camaleontiche”. Provvedimenti strategici a parte, il “boss” di Fca invita a guardare oltre per il futuro dell'automobile, mettendo in gioco una bella fetta di mercato e rivalutando il rapporto tra i Costruttori. Ecco i dettagli di una storia che vede come protagonisti Fca e il suo capo, il diesel, l'elettrico e tutte le Case automobilistiche, tedesche in primis.
“UN PROBLEMA PER TUTTI” – Ghiotta occasione per Marchionne il Salone di Ginevra con tutta la stampa pronta a cogliere ogni dichiarazione e curiosità. Tema delle ultime dichiarazioni dell'A.D. è il dieselgate Volkswagen, diventato “un problema per tutti i Costruttori”. Il pensiero è stato dichiarato a termine della riunione dell'Acea, a cui hanno partecipato tutti i Costruttori. Secondo Marchionne lo scandalo emissioni peserà in maniera significativa sulle future scelte del settore: “dobbiamo cercare di capire come il diesel continuerà a far parte del portafoglio prodotti”, ha spiegato il top manager. Sono passati così soltanto cinque mesi da quando l'A.D. di Fca difendeva a spada tratta la motorizzazione diesel: “non dobbiamo pensare che il diesel sia morto” e valutava così lo scandalo che aveva coinvolto da poco la Volkswagen: “c'è stata un'incredibile speculazione…; ho il massimo rispetto per l'organizzazione Volkswagen…ne uscirà più forte di prima”.
ELETTRIFICAZIONE E CALIBRAZIONI – La storia racconta anche del rapporto di “amore e odio” nei confronti dell'elettrificazione del mondo dell'automobile di Sergio Marchionne. Nel suo caso si tratterebbe prima di odio (quando non credeva nelle unità elettriche di Casa sua, ma neanche in quelle degli altri), poi di amore, con dei programmi a breve e media scadenza che vogliono motori ibridi su tutta la gamma Fca per il futuro (leggi qui tutti i particolari). Per quanto riguarda il diesel, è storia più recente il comunicato di Fca che spiegava di voler “aggiornare le proprie calibrazioni Euro 6 con nuovi set di dati per migliorare la prestazione in termini di emissioni in condizioni di guida reali”. Le nuove calibrazioni, “volontarie e non imposte né richieste da alcuna autorità”, sono state applicate a tutti i nuovi veicoli venduti a partire da aprile 2016 e saranno rese disponibili in via gratuita a tutti i possessori di veicoli Euro 6, “nell'ambito delle attività di aggiornamento effettuate periodicamente”. Il Gruppo FCA ha dichiarato che “continuerà nel suo impegno per il miglioramento delle prestazioni dei propri veicoli diesel in materia di emissioni, in coerenza con i propri obiettivi di sostenibilità e al fine di dare corretta risposta alle preoccupazioni dell'opinione pubblica riguardo alla tecnologia diesel ed alla sua applicazione agli autoveicoli”.
IL SECONDO PROBLEMA – Marchionne ci è andato giù pesante e non si è soffermato soltanto sullo scandalo dieselgate. Un altro grande problema, secondo l'A.D., viene dal complesso rapporto che intercorre tra le Case europee. Così ha voluto ricordare che la stessa Acea (European Automobile Manufacturers' Association), al momento presieduta da Dieter Zetsche, “grande capo” di Daimler, è nata “per essere un punto di equilibrio tra gli interessi nazionali e il Dna dei singoli Costruttori. Difficile dire se poi lo sia effettivamente. Gli interessi della Mercedes non possono essere gli stessi della Fiat che fa la Panda, quindi cerchiamo di incrociarli e di trovare un livello minimo di coesione. Non è semplice: bisogna rendersi conto che l'industria automobilistica tedesca pesa di più di quella degli altri Paesi”. Contro chi avrà puntato il dito dell'accusa Sergio Marchionne? Si apriranno sicuramente scenari complessi, intanto il capo di Fca ha commentato così il momento della sua Azienda nel mercato: “abbiamo fatto sei anni all'inferno, il fatto che non stiamo più sui carboni non significa che stiamo bene. Sono incoraggiato dal progresso, contento in linea generale ma mai soddisfatto. Neppure in America, dove stiamo crescendo da 71 mesi di fila”.