Manutenzione strade: il limite a 30 km/h è più economico dell'asfalto nuovo

La Provincia di Lecco abbassa il limite a 30 km/h ed espone gli automobilisti a multe e pericoli anziché mettere in sicurezza 5 Strade Provinciali

11 gennaio 2019 - 13:12

Chi va piano va sano e va lontano. Potrebbe funzionare meglio se non dovesse scansare una delle tante buche che incontra lungo il cammino. Cosa c'entra? Sembrerebbe questa ormai l'abitudine dei governatori da nord a sud per risolvere il problema delle strade dissestate: abbassare i limiti di velocità piuttosto che riassaltare le strade. Sicuramente non un gesto di premura nei confronti degli utenti della strada su cui vogliamo fare qualche riflessione partendo proprio dalla recente ordinanza della Provincia di Lecco che su 5 Strade Statali ha disposto il limite a 30 km/h perché non ci sono soldi per la manutenzione. Se state per inorridire, dovete sapere che in realtà basta molto meno a Comuni e amministrazioni per scrollarsi le responsabilità dalle spalle.

IL CASO A LECCO La vicenda di attualità che vede coinvolta la Provincia di Lecco, in realtà è solo un modus operandi diffuso in diverse regioni d'Italia. Ma allora, se una strada non ha le condizioni minime di sicurezza per poter consentire agli utenti di arrivare da un punto a un altro della città non sarebbe meglio chiuderla al traffico? La motivazione della mancanza di fondi però è solo uno dei motivi ufficiali per cui spesso auto e moto si trovano a dover percorrere strade ad ampio scorrimento anche a 10 km/h. A Lecco fortunatamente ci si è limiti tra 30 o 50 km/h in base al tratto delle SP 62 della Valsassina, SP 63 di Monterone, SP 64 Prealpina Orobica, SP 72 del Lago di Como e SP 73 Parlasco-Portone.

I LIMITI DI “EMERGENZA” DA NORD A SUD Basta guardare ai recenti casi di Roma (limite in centro di 30 km/h a causa di buche e radici sporgenti) che ha poi mobilitato l'Esercito mandando su tutte le furie le massime cariche delle forze armate. Scendendo più giù lungo lo stivale arriviamo fino in Sicilia, dove il Comune di Partinico ha imposto il limite di 10 km/h sulla statale 113. Tornando al nord , la situazione non cambia, secondo quanto riporta il Giornale di Brescia che la scorsa estate ha denunciato il divieto di circolazione alle moto sulla SP 236 Goitese, tra Montichiari e Carpenedolo e il limite di velocità ridotto a 50 km/h a causa dello stato del manto stradale. E scavando tra le pagine di cronaca di esempi ne vengono fuori a pioggia.

OLTRE IL LIMITE DI VELOCITA' NESSUN RISARCIMENTO Perché i Comuni (o gli enti che hanno in mano la gestione e la manutenzione della strada) abbassano così tanto i limiti di velocità, pur sapendo che un cartello non risolve a monte il problema delle buche o del dissesto stradale? Semplice, perché se cadi su una buca (o allo stesso modo l'auto si danneggia) e fai causa al Comune, una sentenza della Cassazione (la n. 10220/12)  esclude il diritto al risarcimento se si supera la velocità massima consentita. E' chiaro che poi tutto sta a dimostrare di aver superato il limite di velocità, ma capirete bene che anche un ciclista poco allenato supera abbondantemente i 10 km/h. Vogliamo metterla sul piano economico e la mancanza di soldi per la manutenzione delle strade? Ma anche qui la necessità dei limiti di velocità al ribasso fa acqua da tutte le parti se si pensa che nel 2017 – come riporta Il Sole 24 Ore – gli incassi delle multe alla stelle (1,67 miliardi di euro) sono inversamente proporzionali agli investimenti nella manutenzione delle strade. Lasciamo a voi le deduzioni del caso.

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