Lubrificante pronto a diventare benzina di contrabbando. Il sequestro della GdF di Bari

La Guardia di finanza ha sequestrato 43.000 kg di olio che sarebbe finito nelle auto di ignari clienti causando potenziali danni al motore

9 febbraio 2015 - 10:00

“Un fenomeno in pericolosa ascesa, con conseguenze gravi per i motori delle auto, seriamente danneggiati dalla miscela spacciata per benzina”: così esordisce il tenente colonnello della Guardia di finanza, Massimiliano Tibollo, interpellato da SicurAUTO.it. Parliamo, per la precisione, del porto di Bari: questo continua a rivelarsi un crocevia per i traffici illeciti. Negli scorsi giorni, è stato effettuato un maxi-sequestro di prodotto dichiarato “olio lubrificante”, le cui analisi, invece, hanno permesso di stabilire che si trattava di una sostanza idonea a essere utilizzata, opportunamente miscelata, come carburante per autotrazione.

DALL'EST EUROPA – Sono sostanze, ci racconta Tibollo, che arrivano dall'Est Europa, con destinazione sopratutto Sud Italia. Arrivano a distributori compiacenti: pompe bianche, ossia no logo (non appartenenti a nessuna Compagnia ufficiale), che vendono parecchio sotto prezzo rispetto alle pompe colorate, delle solite Società. Il liquido, contenuto in 52 cisterne in plastica, erano dirette a operatori senza scrupoli. I quali lo avrebbero immesso in commercio in danno di ignari automobilisti (con gravi rischi per il funzionamento dei motori). Il business è stato scoperto, nel corso di una mirata operazione di servizio, condotta congiuntamente dai finanzieri del gruppo Bari e da funzionari del locale servizio di vigilanza antifrode dell'agenzia delle dogane e dei monopoli, a bordo di due autoarticolati appena sbarcati dalla motonave “Sveti Stefan” proveniente dal Montenegro.

COM'È ANDATA A FINIRE – Secondo la documentazione doganale esibita dagli autisti, il carico era proveniente dalla Lituania con destinazione finale Malta. In realtà, gli accertamenti eseguiti hanno fatto emergere che la società speditrice non era abilitata alla commercializzazione di prodotti petroliferi, mentre quella destinataria era, addirittura, inesistente. L'operazione si è conclusa con il sequestro di questo “olio lubrificante” e dei due autoarticolati, nonché con la denuncia di quattro cittadini slovacchi (autisti dei due mezzi) per falso ideologico e per essersi sottratti all'accertamento e al pagamento dell'imposta dovuta.

FENOMENO PREOCCUPANTE – D'altronde, come accennato inizialmente, già in passato s'è verificato qualcosa di analogo. La scorsa estate, in particolare, nel Napoletano c'è stato un blitz della Guardia di finanza nei distributori di carburante: su 800 impianti visitati in tutta Italia nell'ambito di un piano estivo a tutela dei consumatori, 230 sono risultati irregolari, pari al 28% dei controlli eseguiti. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno denunciato 33 persone, sequestrato 93 colonnine, 449 pistole erogatrici e oltre 780mila litri di prodotti petroliferi. Tra le irregolarità riscontrate anche un centinaio di violazioni alla disciplina sui prezzi. Gli impianti controllati sono stati selezionati dalla Gdf sulla base di una mirata analisi di rischio che ha tenuto conto sia delle informazioni raccolte dai finanzieri sia delle segnalazioni arrivate dai cittadini. Fra i maggiori guai, nelle pompe bianche, sostanze di vario genere mischiate alla benzina o al gasolio sostanze dannose per le auto.

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