Lotta all'alcol, la Polizia protesta: pochi mezzi

Mancano mezzi, tecnologie e formazione degli agenti della Polstrada. È il quadro delineato dal sindacato Silp che interviene sull'omicidio stradale

7 marzo 2016 - 10:00

Con il nuovo reato di omicidio stradale (vedi qui), l'incidente mortale dovuto a alcol o droga è punito fino a 18 anni nel caso in cui il conducente ubriaco o drogato provochi la morte di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. L'obiettivo è arginare il fenomeno dei sinistri dovuti ad alcol o droghe, e quello della pirateria stradale (vedi qui): per chi scappa, le sanzioni sono ancora più dure. Per l'omicidio stradale ha scatenato diverse polemiche, fra cui quella innescata dal segretario del Silp Cgil Daniele Tissone.

PAROLA AL SINDACALISTA – Per Tissone, il recente varo della legge che introduce nel nostro ordinamento l'omicidio stradale assorbendo l'attuale omicidio colposo aggravato “necessita, affinché indagini e processi vengano condotti al meglio, di inderogabili quanto indispensabili investimenti sul versante della formazione degli operatori deputati alla trattazione dei rilievi stradali compresa una implementazione in mezzi e tecnologie”.

TAGLI ALLE SPESE – Il fatto è che, dice Tissone, “la Polizia stradale, storica specialità della Polizia di Stato nata nel lontano 1945, ha visto susseguirsi, nel tempo, spesso a causa dei tagli lineari imposti dalla spending review o da scelte politiche e di vertice non sempre lungimiranti, momenti di sofferenza alternati a periodi di vera svolta durante i quali la specialità del Centauro alato annoverava dotazioni e mezzi considerati all'avanguardia per tali periodi con abbondanza di personale e presidi sparsi un po' ovunque”. Ora le cose sono cambiate. “Nel periodo attuale, anche alla luce dell'innovazione legislativa che prevede l'introduzione di nuove infrazioni e reati come nel caso di fuga del conducente, prelievi coattivi e misure sempre più severe – precisa Tissone -, la Stradale si presenta sul territorio nazionale con una carenza di organico che, oltre a ricalcare la triste media nazionale, è presente sulla viabilità ordinaria con un'età media anagrafica di oltre 45 anni, con sempre minori presidi sul territorio e, spesso, con carenze di materiali come per l'elementare gesso oleoso impiegato durante i rilevamenti che scarseggia quasi in tutti i reparti della specialità”.

SERVE TECNOLOGIA – Secondo Tissone, “vanno implementate quelle tecnologie che, con l'utilizzo dei comuni pc, sostituiscano i classici tavoli da disegno tecnico sui quali si realizzano i lucidi delle planimetri inerenti il campo del sinistro”. L'auspicio è un maggior utilizzo delle telemetrie fotografiche. Poi, occorre puntare su di una formazione del personale sempre più assidua e attenta, rinnovando e innovando, in tempi rapidi, tecnologie e materiali esistenti comprese le metodologie ormai superate acquistando, senza mentalità ragionieristica alcuna, ciò che di più moderno si renda necessario per garantire un prodotto finale competente e all'altezza di sostenere i vari gradi del processo a garanzia delle parti offese nonché di tutti i soggetti, a diverso titolo, coinvolti perché, investire su tale versante, dovrebbe essere interesse di tutti”. Insomma, più formazione e più tecnologia proprio per centrare l'obiettivo dell'omicidio stradale: vedremo se l'appello del sindacato verrà ascoltato.

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