Limiti sulla CO2: l'Italia ha davvero bisogno di nuove tasse auto?

Mentre in Italia si discute l'eco tassa, la Commissione vara i limiti di CO2 al 2030 e i Costruttori temono il boicottaggio dei motori a combustione

20 dicembre 2018 - 11:55

Negli ultimi giorni non si è fatto che parlare della nuova probabile Eco Tassa sulle auto che emettono CO2 oltre 161 g/km, almeno sarà così se nel suo iter l'emendamento alla manovra fiscale non subirà ulteriori evoluzioni. Lungi da noi voler fare politica, ma questa nuovo balzello rischia di avere lo stesso effetto del superbollo. Una tassa che secondo il M5S servirà a spingere l'elettrico in Italia,  e difatti oltre alle tasse sono previsti anche bonus sulle auto nuove. Ma è anche una tassa che rema contro l'attuale tendenza del mercato, in una fase in cui l'Europa ha già definito i prossimi limiti di CO2 che decimeranno i modelli in listino. Questo dettaglio ci spinge a chiederci per quale motivo un'auto già tassata e regolamentata a livello comunitario debba poi essere ulteriormente tassata a livello locale; soldi che gira che ti rigira ricadono sempre e comunque sui consumatori.

LA TASSAZIONE MULTIPLA “A STRATI” Si dice che il fine giustifica i mezzi, ma qua solo l'idea sembra piuttosto chiara, mentre gli obiettivi attesi prestano il fianco a perplessità da ogni prospettiva. Intanto non capiamo perché delle auto già regolamentate e tassate a livello comunitario (l'Europa impone dei limiti e applica le multe poi ai Costruttori che sforano le emissioni medie), abbastanza “pulite” per poter essere vendute finiscano poi nel mirino delle Autorità locali che derogano dei regolamenti stabiliti più in alto. E attenzione, poiché non parliamo dei blocchi al traffico, ma di tasse che in un modo o nell'altro gravano comunque sulle economie o le scelte dei cittadini. Per un momento però non pensiamo ai proclami del Governo al suo insediamento sul principio “basta tasse auto” e cerchiamo di capire se davvero l'Italia ora ha bisogno di questa tassa per incentivare l'elettrificazione. Forse non ci si è resi conto che, se le auto ibride ed elettriche hanno quote di crescita importanti, i numeri più grassi del mercato su cui si muove l'industria dell'auto li fanno i veicoli a benzina (scelta che ha superato il 50% tra le auto nuove) e quelli diesel (su cui però regna un clima di incertezza visto che Milano, ad esempio ha già programmato di bloccare le più recenti Euro 6D tra qualche anno).

QUANTO CONVIENE DAVVERO IL BONUS Ma visto che l'Eco tassa sulla CO2 dovrebbe incentivare anche l'acquisto di auto ibride (il compromesso attualmente migliore) ed elettriche (chi ha la colonnina a casa o in azienda non si fa problemi), proviamo a capire quanto converrà il rovescio positivo dell'Eco tassa. Guardando tra le auto più vendute in Europa ci accorgiamo subito che – per come è stata concepita l'ennesima bozza, le prime 3 auto ibride più vendute (Toyota Yaris 96 g/km; Toyota C-HR 87 g/km e Toyota Auris 94 g/km) sarebbero fuori dai bonus che partono da 70 g/km di CO2 in giù. Ma lo sarebbe anche la più economia Suzuki Swift 1.2 Hybrid (94 g/km). Ma allora a che serve il bonus? Alle auto Plug-in Hybrid (la Toyota Prius Plug-in ad esempio emette 28 g/km di CO2 ma costa 41.650 euro di listino) oppure alle 100% elettriche, ma pure in questo caso bisognerà investire cifre oltre i 20 mila euro per una piccola auto come la Smart forfour, da 24.700 euro al netto di eventuali bonus.

COSTRUTTORI AUTO TRA INCUDINE E MARTELLO Intanto anche la road map dell'Europa sulla decarbonizzazione non fa ben sperare i Costruttori di auto: proprio in questo giorni il Parlamento europeo ha raggiunto l'accordo sulla riduzione di CO2 del -15% al 20125 e tra il 2025 e il 2030 del -37.5% sulle auto nuove vendute in Europa rispetto ai valori che saranno registrati nel 2021. Richieste irrealistiche per l'Associazione dei Costruttori europei sulla base della posizione attuale del settore. Mentre la VDA l'Associazione dei costruttori tedeschi non usa mezze parole: “Ad oggi nessuno ha idea di come i limiti fissati verranno raggiunti nei tempi stabiliti”, a meno di bandire per sempre le auto più vecchie dalla circolazione e imporre la vendita di auto ibride o elettrificate. Chi le comprerebbe resta una delle tante incognite se pensiamo che la spesa media degli italiani per un'auto nuova non va molto oltre 20 mila euro.

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