L'auto più innovativa? Secondo un'indagine è giapponese

Tra le aziende automotive più innovative del mondo 4 su 10 sono giapponesi. Ecco quali tecnologie avranno più successo

30 novembre 2015 - 14:35

A giudicare dalla ricerca di Thomson Reuters sembra proprio che innovative faccia rima con automotive, dato che nella Top 100 delle aziende che conseguono il maggior numero di brevetti compaiono 10 costruttori o componentisti, per la maggior parte giapponesi.

LE NOVITÀ SONO AD ORIENTE – L'elenco parla chiaro: il 10 % delle aziende che ottengono il maggior numero di brevetti sono legate al mondo dell'automotive e di queste 10, 8 sono giapponesi. Le compagnie in questione sono, in ordine alfabetico, Aisin Seki (componenti), Bridgestone (pneumatici e prodotti in gomma), Honda (veicoli), Johnson Controls (componenti), JTEKT (componenti), Nissan (veicoli), Toyota (veicoli), Valeo (componenti), Yamaha (veicoli), Yazaki (componenti). Di queste compagnie, solo 2 sono al di fuori del Giappone: si tratta della francese Valeo e dell'americana Johnson Controls. Notiamo come nessun'altro costruttore appaia in questa classifica, che vede soltanto le 3 compagnie giapponesi elencate più sopra, mentre fra i Top 100 appaiono altri grandi gruppi che hanno una qualche attinenza con l'automotive, ad esempio Panasonic, Dow Chemical, Freescale, DuPont e Honeywell. Approfondendo l'evoluzione del settore automotive si può notare come l'edizione 2015 sia quella che ha registrato la crescita maggiore da quando è nata l'indagine (nel 2011). Cinque anni i costruttori erano 3: i giapponesi Honda e Toyota erano affiancati dalla svedese Volvo ma nel 2015 il dominio giapponese è totale, dato che l'Europa è scomparsa fra i costruttori mentre l'arrivo di Nissan, Yamaha ed i componentisti ha portato il Made in Japan all'80% del settore.

LISTA, NON CLASSIFICA – Notiamo come Toyota e Honda siano stabilmente in classifica dalla prima edizione, guadagnandosi, secondo l'autore della lista, il senior analyst Bob Stembridge, le stellette di technology leader. “I giapponesi dominano anno dopo anno, stanno innovando ad un ritmo impressionante”, ha affermato. Notiamo come l'elenco non stili una classifica a punti sul tasso di innovatività ma consideri quanti brevetti siano stati concessi e in quante aree siano stati presentati i brevetti; entrano a far parte della valutazione anche il numero delle volte nelle quali ogni brevetto è stato citato da altre società. Considerando un range esteso anche ad alcuni anni precedenti l'inizio della rilevazione, ossia dal 2009 al 2013, Stembridge ha concluso che gli innovatori più prolifici sono stati Toyota, Bosch, Hyundai, Honda e Denso. Dettagliando in settori di appartenenza i brevetti in quel periodo si può dire come Bosch sia leader nei sistemi di assistenza alla guida (all'azienda sono da attribuire, per esempio, la rilevazione di oggetti nell'angolo cieco, la frenata “intelligente” e l'avviso della presenza di pedoni); il funzionamento di molti di questi sistemi Bosch è stato sperimentato direttamente da SicurAUTO. Nel campo del risparmio di carburante la più attiva è stata Hyundai ed in effetti nella prova su strada della i10 1.0 i consumi rilevati sono stati soddisfacenti.

PAESI PIGLIATUTTO – General Motors è considerata leader sia nella telematica (il giudizio dipenderà probabilmente dal sistema OnStar che Stefano Virgilio ci ha spiegato a Ginevra) sia per la guida autonoma, un primato che GM divide, in quest'applicazione, con Toyota.L'innovazione nel campo degli head-up display, strumenti importanti anche se non sempre a prova di distrazione, va a Johnson Controls (anche se ha successivamente venduto questa divisione a Visteon) e Universal Display. Scorrendo la classifica (che potrete consultare nel file allegato) si scoprono altre cose, come la forte polarizzazione delle aziende in pochi Stati. Il terzetto costituito dal già citato Giappone (40 aziende) e da Stati Uniti d'America (35 aziende) e Francia (10 aziende) totalizza infatti 85 aziende, lasciando le briciole a Germania (4), Corea del Sud e Svizzera (3) mentre Belgio, Canada, Olanda, Svezia e Taiwan si fermano a 1 azienda. Scorrendo la lista del rapporto 2015 (e rammaricandoci per l'assenza dell'Italia) possiamo notare come il settore più prolifico sia Hardware & Electronics (21 aziende) seguito dal manifatturiero-medicale (13); i campi chimico/cosmetico e articoli per la casa hanno lo stesso numero (12) di aziende in lista mentre l'automotive esteso ne conta 11, dato che oltre a quelle già elencate appare Lockheed Martin, impegnata però soprattutto negli space system, negli aeroplani e nelle navi; gli altri settori sono tutti sotto le 10 società.

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