L'auto ai cinesi piace senza odori e Ford fa 300 test l'anno per cancellarli

Per i cinesi l'auto nuova non deve odorare: per questo Ford ha 18 "nasi d'oro" che fanno 300 test l'anno per deodorare le vetture uscite dalle linee

20 luglio 2017 - 15:54

“Senti come odora di nuovo”: la fragranza dell'auto appena ritirata dalla concessionaria ci sembra un profumo di Chanel, o giù di lì. In questo caso i luoghi comuni quali “tutto il mondo è paese” o “la Cina e vicina” però non valgono, dato che gli automobilisti dell'Impero del Dragone non sopportano l'odore delle auto nuove (leggi come nasce l'odore delle auto nuove). In un mercato competitivo come quello automotive e in un'area commerciale gigantesca come quella cinese occorre curare ogni dettaglio che possa dare un vantaggio competitivo ed è per questo che Ford ha allestito l'operazione 'zero odori'. Una task force di 18 “nasi d'oro” ha infatti il compito di soddisfare le esigenze dei guidatori cinesi minimizzando l'odore di nuovo delle automobili appena sfornate.

SUL FILO DEL RASOIO La notizia è che se i guidatori occidentali in generale apprezzano l'odore dell'auto fresca di linea di produzione, quelli cinesi preferiscono invece che la loro fiammante quattro ruote non abbia odori (leggi dello spray solare che distrugge i cattivi odori in auto). Questa differenza culturale sta mettendo alla prova le Case, che si trovano a dover curare questo aspetto per assicurarsi anche il più piccolo vantaggio nel più grande mercato automobilistico mondiale.

È per questo che Ford ha ben 18 “valutatori di profumi”, familiarmente soprannominati nasi d'oro, nel suo centro ricerche situato nei pressi della città orientale di Nanjing. Questi tecnici provano tutti i materiali il cui odore può entrare all'interno di un'auto Ford destinata alla Cina e all'Asia in generale.

DUE MONDI DIVERSI Le diversità nei gusti sono abissali: Andy Pan, supervisore per l'Ingegneria dei materiali presso la sede di Ford, spiega infatti che “nel Nord America la gente ama l'odore delle auto nuove e compra persino bombolette spray che, simulando il profumo di nuovo, rinfrescherà le automobili non più giovani. In Cina accade l'esatto contrario”. La divisione che risponde a Andy Pan impiega circa 2.300 persone e questo dato fa capire l'importanza dell'ingegneria dei materiali; questa divisione ovviamente non si occupa soltanto degli odori. L'odore di una nuova auto in Cina può avere un effetto importante, come evidenziato da un rapporto di J.D. Power dell'anno scorso: fra i risultati è in evidenza il fatto che gli odori spiacevoli (o percepiti come tali) nell'auto erano la preoccupazione principale per i guidatori cinesi, più ancora dei problemi del motore, del rumore e del consumo di carburante (ovviamente anche le auto per l'Occidente vengono testate in questo senso: leggi che la Mercedes Classe C è a prova di allergie e odori). Questo “plotone” superspecializzato è quantomai necessario a Ford, le cui vendite in Cina sono diminuite del 7% nel 2017. I 18 nasi d'oro effettuano 300 test all'anno, un dato che, notevole di per sé, assume ancor più significato se si considera che è maggiore di un terzo rispetto alle loro controparti europee.

SOMMELIER DELL'OLFATTO Il loro lavoro non è da sottovalutare: gli odori vengono classificati, come riportato da Reuters, con una scala di intensità che parte da un “non percepibile” fino al mefitico “estremamente disturbante”. I materiali vengono catalogati anche in base al tipo di odore che emanano con connotazioni a volte immaginifiche: “pneumatico bruciato”, “carne andata a male”, “palline di naftalina” e persino “calze sporche”. È quasi superfluo dire che se qualche elemento presenta questi odori viene restituito al fornitore.

Un esempio per tutti: i sedili delle Ford destinate alla Cina sono immagazzinati in sacchetti di tessuto forati perché possano ventilare agevolmente prima di essere installati, una prassi molto diversa rispetto alla plastica impermeabile usata nel mercato USA. Don Yu, direttore generale per la Cina di CGT, che produce rivestimenti di sedili e cruscotti per General Motors, Volkswagen e Ford, ha detto che “in Cina le persone aprono le automobili, si siedono e annusano: se l'odore non è giudicato buono pensano che metterà in pericolo la loro salute”. I tecnici Ford di questo settore che lavorano a Nanjing sono una sorta di Vestali dell'olfatto: essi non soltanto passano una selezione difficile, che comprendono smell test alla cieca, ma devono vivere in modo “morigerato”. Amy Han, uno dei tester, ha infatti detto che: “Dobbiamo avere abitudini sane, non possiamo fumare e non possiamo bere. Io evito il cibo piccante, i profumi forti e non uso smalto per le unghie; evito persino di indossare indumenti di pelle per mantenere il mio olfatto 'pulito'”.

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