La nuova Volkswagen dopo lo scandalo: nuovi nomi ai vertici

La vicenda dei diesel truccati ha scatenato una rivoluzione nel gruppo Volkswagen. Ecco cosa cambia dall'Audi alla Skoda

28 settembre 2015 - 10:35

Lo scandalo “dieselgate”, di proporzioni gigantesche, ha interessato varie parti del mondo e c'era da aspettarsi un cambiamento nell'organigramma di vertice del Gruppo; anche se, proprio da Wolfsburg, fanno sapere che tutti questi “spostamenti” erano già nell'aria e che l'evenienza ha semplicemente accelerato la tempistica delle sostituzioni. Ad ogni modo, “aria fresca” è stata prevista non solo nelle cariche, ma anche in alcuni comparti produttivi, proprio come si prevedeva qualche mese fa.

CHI VA, CHI VIENE – Dunque, il “sali e scendi” avvenuto nelle nomine e negli addii nel Gruppo Volkswagen non è affatto cosa da poco, per questo non crediamo molto ai tedeschi quando provano a farci credere che tutto faceva parte di un disegno già completato mesi e mesi fa…almeno che non sapevano già, mesi e mesi fa, dello scandalo dieselgate (anche in Italia si sospettano irregolarità). Ad ogni modo Matthias Müller è ora a capo del Gruppo Volkswagen, mentre il consiglio di sorveglianza del Gruppo è presieduto ad interim da Berthold Huber, che ha esteso per altri cinque anni il contratto con Francisco Javier Garcia Sanz, membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen con la responsabilità per gli appalti, mentre lascia l'azienda con effetto immediato Christian Klingler, membro del cda del marchio VW e del Gruppo VW per le vendite e il marketing. Ciò è avvenuto per divergenze nel riassetto generale del Gruppo e non per qualche colpevolezza nello scandalo dieselgate (così hanno reso noto da Wolfsburg); il nuovo Ceo, Matthias Müller ricoprirà il ruolo vacante ad interim. Per rafforzare l'immagine del marchio Volkswagen nell'area nord americana, i mercati di Stati Uniti, Messico e Canada saranno commercialmente uniti e dall'1 novembre le attività del Gruppo saranno gestite dal 58enne Winfried Vahland, già presidente del Consiglio di amministrazione della Škoda, incarico che verrà ricoperto da Bernhard Maier (55 anni), finora Consigliere per Vendite e Marketing della Porsche. Michael Horn, 52 anni, resta presidente e amministratore delegato del Gruppo Volkswagen in America.

NUOVA ORGANIZZAZIONE – Come abbiamo già anticipato, il riassetto aziendale non prevede solo cambi “di poltrona”, ma anche un nuovo disegno organizzativo e produttivo tra i marchi. Così. In tal senso, è stata presa la decisione di utilizzare sempre più sistematicamente piattaforme modulari, capaci di componenti tecnici standardizzate per ciascun segmento automobilistico: modelli di volume (Volkswagen, Skoda e Seat), premium (Audi, Lamborghini e Ducati), sportivi (Porsche, Bentley e Bugatti) e veicoli commerciali. Questa nuova strategia sarà sottoposta alla stretta sorveglianza del nuovo Ceo del Gruppo, Müller, e a tal proposito sarà allestito un reparto separato. I singoli marchi e le regioni in cui opereranno avranno sempre più responsabilità, a tal proposito il marchio Volkswagen introdurrà un'apposita struttura di gestione suddivisa in quattro macro aree, ciascuna guidata da un amministratore delegato locale che riporterà direttamente al Ceo del marchio, Herbert Diess. Sarà “tolto di mezzo” il dipartimento di produzione del Gruppo (vista la maggiore autonomia dei marchi e delle regioni); tutto ciò servirà a ridimensionare le forze di impiego del Gruppo, risparmiare per meglio investire e rendere più snella ed efficace la scelta di strategia per ogni singolo marchio nella regione di interesse.

DE MEO ALLA SEAT – Il manager italiano, al momento direttore marketing e vendite di Audi, con il nuovo riassetto del Gruppo dovrà raggiungere Martorell per guidare la Seat, succedendo a Jürgen Stackmann, il quale sostituirà a sua volta Christian Klingler nella carica di membro del Consiglio di amministrazione per la Volkswagen. Così, dal prossimo 1 ottobre, per Luca De Meo avrà inizio una nuova avventura, che lo porterà a ricoprire un ruolo differente da quello svolto in Audi: non solo dovrà calarsi in una realtà differente (al momento offerta dai modelli premium), dovrà gestire ben altri volumi, affrontando sfide significative per un brand sportivo che sta cercando di dare una svolta alla sua immagine, proponendo una gamma più ampia, grazie alle prossime introduzioni sul mercato di Suv e crossover, con quattro modelli programmati nei prossimi due anni e ben 3,3 miliardi di investimenti previsti fino al 2019.

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