La bufala delle auto Euro 0 da rottamare. Ecco i veicoli vietati dal 2019

Il divieto di circolazione è scritto nella legge stabilità 2015, ma non scatterà per tutti i veicoli

7 gennaio 2015 - 9:00

Questo è falso, anche se circola su numerosi siti Internet: le auto Euro 0 sono da rottamare, perché messe fuorilegge a partire dal 2019. È vera invece quest'altra notizia: ci sono determinati veicoli Euro 0 che andranno rottamati da quella data. Lo dice la legge stabilità: a decorrere dal 1º gennaio 2019, su tutto il territorio nazionale, è vietata la circolazione di veicoli a motore categorie M2 e M3 alimentati a benzina o gasolio con caratteristiche antinquinamento Euro 0. Insomma, nel mirino ci sono i pullman, non le auto.

SERVE UN DECRETO – Come spesso accade, ora serve un decreto (o più di uno) del ministro delle infrastrutture e dei trasporti: così verranno disciplinati i casi di esclusione dal divieto per particolari caratteristiche di veicoli di carattere storico o destinati a usi particolari. Come ricordato dal ministro dei Trasporti Lupi, “abbiamo il parco macchine pubbliche più obsoleto d'Europa. Circolano ancora Euro zero in Italia: vuol dire che i pullman hanno quasi 30 anni. Si può ottenere il rinnovamento con un vantaggio di ambiente, disicurezza e di filiera industriale”.

QUANTI SOLDI – Il Governo Renzi rende fuorilegge a fine 2018 i veicoli per trasporto persone di tipo Euro 0 inserendo in contemporanea un piano di risorse per rinnovare i mezzi delle aziende comunali, come ha spiegato Lupi. I fondi sono pari a circa 500 milioni di euro in tre anni già previsti dalla legge stabilità 2013 e vengono destinati solo all'acquisto dei mezzi su gomma, restringendo il campo di azione della norma che la estendeva anche al parco ferroviario. Secondo l'Asstra (associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale) l'età media degli autobus urbani italiani è di 12 anni, quasi 11 anni quella degli extraurbani: considerando entrambe le categorie, l'età media nazionale è di 11,3 anni. Molti, se si considera che in Spagna l'età media è di 6,1 anni, in Svezia di 6,2, in Francia di 7,5 e in Germania addirittura di 5,4. A parere del ministro ci sarebbero quindi molti vantaggi che aumenterebbero l'efficienza dei trasporti locali, la relativa sicurezza, la filiera industriale e – ovviamente – la diminuzione dell'inquinamento. Enti locali, comuni, province e regioni hanno quindi tempo fino al 31 dicembre 2018 per sostituire tutto il parco viaggiante Euro 0 e potranno contare su 500 milioni di euro messi a disposizione dal Governo.

COMUNQUE, IL PROBLEMA AUTO C'È – Al di là della bufala, è però vero che esiste un problema parco auto Euro 0 in Italia: sono insicure e inquinano parecchio. Parliamo non delle vetture storiche, usate poco proprio perché tali, ma di quelle auto vecchissime utilizzate quotidianamente in svariate situazioni. Proprio per questo, è interessante la proposta Unrae (Unione Case estere): chiede al Governo Renzi una riduzione dell'onerosità della mobilità individuale, attraverso una formula di detraibilità dei costi connessi all'acquisto dell'auto. Nello specifico il piano prevede: detraibilità 10% del costo di acquisto fino ad un massimo di 2.000 € in 4 anni, in caso di acquisto di un'auto nuova con emissioni fino a 120 g/km di CO2 e con contestuale rottamazione di un'auto Euro 0, 1 o 2. Secondo l'ACI, invece, un'altra soluzione potrebbero essere gli incentivi sull'usato. Tuttavia, come spesso accaduto in passato con altri Esecutivi, neppure questa volta il Governo Renzi ha minimamente tenuto in considerazione l'idea dell'Unrae.

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