Ischia. Vigile fa le multe e le intasca pure: 87.000 euro bruciati

Dal 2011 al 2015, il capo dei vigili ha sottratto i soldi dalle casse del Comune. L'extra serviva a giocare alle slot machine

26 novembre 2015 - 11:00

Poveri automobilisti italiani: non solo non si sa che fine facciano i soldi delle multe dati ai Comuni (per la sicurezza stradale? Non si direbbe osservando i crateri delle città), ma adesso ci si mette anche qualcuno che intasca il denaro delle contravvenzioni. La notizia triste arriva da Ischia, favolosa isola (vedi foto) dell'inimitabile Golfo di Napoli. Il Maresciallo della Polizia municipale ischitana, Michele Di Fiore Costagliola, è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza cautelare del Gip, ai domiciliari: è accusato di peculato continuato in danno del Comune. Si è appropriato, tra il 2011 e il 2015, di addirittura 87.000 euro. 

MANNA DAL CIELO – Come riporta l'Ansa, il maresciallo, fino ai primi di luglio di quest'anno, era addetto all'ufficio contravvenzioni del Comando di Polizia Municipale di Ischia. Da alcune indagini dello stesso comando, erano emersi ammanchi enormi dai proventi delle contravvenzioni al Codice della strada, soldi che i cittadini avevano versato ma che il maresciallo aveva trattenuto per sé. 

SUBITO AL CENTRO PER DISINTOSSICARSI – Dalle indagini della Procura della Repubblica che ha chiesto e ottenuto l'arresto, eseguito stamattina dagli stessi colleghi della Municipale di Ischia, è emerso che l'uomo, vistosi scoperto, si recò immediatamente al centro di salute mentale per curarsi perché dichiaratosi affetto da “ludopatia”. Secondo il suo legale, infatti, il maresciallo aveva sottratto le somme perché drogato del vizio del gioco alle slot machine e video poker. 

MONTA LA POLEMICA – Al di del singolo episodio, monta comunque la polemica Aci-Anci, ossia Automobile club d'Italia contro Associazione nazionale Comuni italiani. Motivo del contendere, la destinazione dei proventi delle multe: l'Aci ha ricordato di recente come il Codice della strada, articolo 208, preveda che il 50% dei proventi dalle sanzioni venga destinato alla mobilità e alla sicurezza, cioè al riammodernamento delle strade dei centri urbani. “Ma ciò non avviene e i soldi vengono dirottati su altre voci di spesa”, ha denunciato l'Aci, lanciando anche l'allarme sinistri nelle città. Ed ecco la replica di Antonio Ragonesi, responsabile sicurezza dell'Anci (i Comuni): “Un attacco gratuito basato su numeri sbagliati. Non è vero che in città gli incidenti sono in aumento. È assurdo l'obbligo di destinazione nelle percentuali previste dal momento che si tratta di un obbligo cieco a prescindere da quelle che sono esigenze e priorità che hanno invece gli enti locali”. Resta un fatto: la situazione delle strade nelle città è pessima…

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