Intestazioni auto fittizie: la Polstrada stronca un mega giro d'affari

Oltre 10.000 auto intitolate a 47 prestanome che, in cambio di soldi, si lasciavano intestare le vetture spesso usate per furti e rapine

 
Intestazioni auto fittizie: la Polstrada stronca un mega giro d'affari Oltre 10.000 auto intitolate a 47 prestanome che

Oltre 10.000 auto intitolate a 47 prestanome che, in cambio di soldi, si lasciavano intestare le vetture spesso usate per furti e rapine

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9 Giugno 2015 - 08:06

Agenti di polizia stradale in versione acchiappafantasmi. Il motivo? Vanno sempre più a caccia di intestazioni auto fittizie, “vetture fantasma” per così dire. E hanno appena scoperto 10.000 auto intitolate a 47 prestanome che, in cambio di soldi, si lasciavano intestare le vetture spesso usate per furti e rapine. Ricordiamo che, con l'introduzione dell'articolo 94 bis (legge 120/2010), il codice della strada prevede la cancellazione d'ufficio dal Pubblico registro automobilistico e dall'Archivio nazionale dei veicoli, a richiesta degli organi di polizia, dei veicoli di cui sia stata accertata in via definitiva l'intestazione fittizia. Si applica una forte sanzione amministrativa (oltre mezzo migliaio di euro) a carico di chi ha richiesto, anche come intermediario, o ottenuto l'intestazione fittizia di un veicolo. La stessa sanzione si applica a chi effettivamente esercita i poteri del proprietario e ha la disponibilità effettiva del veicolo (il proprietario dissimulato) e a ogni altra persona che lo detiene, cioè ne abbia la materiale disponibilità come mero utilizzatore.

CHI FA DA PRESTANOME – Gli intestatari fittizi individuati sono semplici prestanome, non apparendo soggetti dotati di strutture e disponibilità economiche e logistiche in grado di gestire un ampio parco veicoli. Sono persone, disoccupate o “imprenditori apparenti”, indigenti che, in cambio di pochi euro, si intestano automobili e moto, di fatto utilizzate da soggetti di etnia dell'Est Europa, rom, albanesi e nordafricani, controllati e identificati su tutto il territorio nazionale dalla Polizia, poiché coinvolti in svariate situazioni comportamentali delittuose quali. Dietro di loro ci sono organizzazioni criminali che usano i veicoli per i più diversi motivi illeciti: rapine e furti nelle abitazioni, ma anche detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, induzione e sfruttamento della prostituzione, nonché furti di carburante presso aree di servizio, passando per incidenti stradali con fuga ed omissione di soccorso. Senza dimenticare possesso di documentazione assicurativa falsa, violazione della legge sull'immigrazione, frodi fiscali, insolvenze fraudolente in danno di concessionari autostradali.

DIVERSE BANCHE DATI – SicurAUTO.it qui ha seguito la vicenda sin dall'inizio. Partendo da attività connesse alla contestazione dei verbali redatti a seguito di accertamenti tramite Tutor (il sistema di rilevamento soprattutto della velocità media), ma anche avvalendosi delle segnalazioni del compartimento polizia stradale “Campania e Molise” di Napoli, la Stradale di Isernia, diretta dal vicequestore Paolo Mancino (grazie all'attività informatica del capufficio verbali Addolorato Peccia e suo collaboratore Antonio Di Geronimo, ha incrociato migliaia di informazioni delle varie banche dati.

UN SUPER GIRO – Così, è stato beccato un business di 10.378 veicoli riconducibili a 47 soggetti intestatari fittizi risultati tutti falsamente titolari di ditte individuali per la compravendita di veicoli, con relative iscrizioni alle camere di commercio, pur svolgendo di fatto altre attività (o essendo disoccupati). Alla fine, la maxi-multa complessiva ammonta a 5 milioni di euro. Senza contare le violazioni del codice penale: truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica.

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