Inferno buche in Italia: una strada su due a rischio incidenti

Dopo l'emergenza maltempo la metà delle strade è disseminata di buche nell'asfalto. Un rischio anche per l'assenza di segnaletica orizzontale

27 febbraio 2015 - 9:00

Strade italiane sempre più gruviera. Dopo l'emergenza maltempo di inizio anno, una strada non correttamente manutenuta su due è a rischio, come testimonia il record negativo di consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) registrato a fine 2014: circa 21 milioni di tonnellate impiegate per costruire e tenere in salute le nostre strade, in costante calo negli ultimi 8 anni dalle 44 milioni di tonnellate utilizzate nel 2006. È il quadro drammatico che emerge dall'analisi periodica condotta dal Siteb, l'Associazione dei costruttori e manutentori delle strade.

GUAI PER LA SICUREZZA STRADALE – I dati evidenziano come anche nel 2014 sia proseguita la fase recessiva (ininterrotta da 8 anni): un crollo. Da 44 milioni di tonnellate di asfalto, a 21,8 dello scorso anno (-2% sul 2013). Un nuovo record negativo che riporta indietro le lancette degli investimenti sul patrimonio stradale (850.000 km di strade principali extraurbane, cittadine, secondarie o private) di quasi trent'anni, quando il parco veicoli circolante che le percorreva era decisamente meno consistente. Allo stato attuale, per tenere in salute le nostre strade occorrerebbe impiegare 40 milioni di tonnellate annue, ben 18 in più di quelle registrate lo scorso anno.

STRADE URBANE, UNO SFACELO – Le arterie più colpite sono le comunali (urbane ed extraurbane) per le sempre più scarse risorse a disposizione dei Comuni (ma forse anche l'impiego delle risorse andrebbe controllato e monitorato da una seria autorità esterna), e le provinciali, sulla cui competenza dopo il taglio delle Province resta ancora poca chiarezza. Situazioni di particolare allerta per la circolazione in sicurezza di auto e motocicli si segnalano a Roma e Milano. Anche perché pure la segnaletica orizzontale (le strisce disegnate sull'asfalto) lasciano parecchio a desiderare, e la manutenzione è scarsissima. In questa condizione critica non rientrano le autostrade (circa 6.600 km) su cui scorre una parte significativa del traffico merci e passeggeri: e ci mancherebbe pure, coi fior di quattrini che versiamo ai gestori sotto forma di pedaggi, costantemente rivisti al rialzo.

RISCHI ELEVATI – L'attuale assenza di manutenzione, che fa seguito ad anni di interventi spesso solo superficiali ed effimeri, tesi a tamponare l'emergenza, alla lunga rischia di produrre un incremento degli incidenti stradali: una strada (priva di manutenzione) su 2 è a rischio. “Per dare nuovo ossigeno ai lavori – dice Michele Turrini, presidente Siteb -, occorrono misure concrete, compatibili con l'attuale fase economica: una grossa opportunità, a costi sostenibili, è offerta dall'impiego del fresato d'asfalto (riciclabile al 100%) per la realizzazione delle strade; attività, vantaggiosa sotto il profilo economico e ambientale, che vede l'Italia ancora fanalino di coda a livello europeo a causa di una normativa che ne ostacola lo sviluppo”.

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