Incidente di Paul Walker: Porsche gela le accuse dei familiari

La figlia dell'attore ha intentato causa contro la Casa di Stoccarda per la morte del padre. Porsche si difende sulla sicurezza della Carrera GT

18 novembre 2015 - 13:33

Nessuno sa ancora la verità sulla causa della morte di Paul Walker, famoso attore americano che nel 2013 perse la vita in un incidente stradale, intrappolato nell'abitacolo di una Porsche Carrera GT del 2005 (insieme al suo amico, Roger Rodas, che era al volante) che poco dopo l'impatto prese fuoco. Meadow Walker, figlia dell'attore, è convinta che la Carrera GT non aveva alcuni dispositivi di sicurezza, con i quali, se presenti, il padre avrebbe potuto salvarsi. Per la Porsche, solo l'irresponsabilità dell'attore e del suo amico, è stata la causa di quanto tristemente accaduto.

L'ACCADUTO – Era il 30 novembre del 2013, Paul Walker si trovava in una pausa delle riprese del film della serie “Fast & Furious”, quando morì a bordo di un Carrera Gt del 2005 guidata dall'amico Rogers Roda, schiantatasi contro un albero lungo una strada di Santa Clarita, nella contea di Los Angeles. I due rimasero nell'abitacolo della vettura, che prese immediatamente fuoco, non lasciando scampo a nessuno dei due. I tecnici dell'ufficio dello sceriffo di Los Angeles e la stradale della California misero a verbale che l'incidente fu causato dalla velocità eccessiva dell'auto e non da un problema meccanico. Prima dell'incidente, Paul Walker e il suo amico stavano rientrando da un evento di beneficenza organizzato dalla sua associazione di volontariato “Reach out worldwide”. 

LE ACCUSE DI MEADOW WALKER – Meadow Rain Walker, figlia 16enne dell'attore Paul Walker, a fine settembre scorso ha citato in giudizio la Porsche sostenendo che il modello Carrera Gt a bordo del quale il padre 40enne morì arso vivo, era privo “di sistemi di sicurezza montati su auto da corsa (della Porsche) o anche su modelli stradali anche meno costosi”.  Secondo la figlia dell'attore la vettura era in realtà un'auto da corsa omologata per la guida su strada, era priva del sistema di controllo della stabilità, di una cellula in grado di resistere all'urto per proteggere guidatore e passeggero e del sistema automatico per impedire che la vettura prendesse fuoco dopo un incidente (la moglie di Rodas ha messo sotto accusa anche il serbatoio della benzina). Nel ricorso depositato dalla famiglia Walker, viene accusato anche il sistema delle cinture di sicurezza (che hanno “tirato indietro” Paul con una tale forza da rompergli le costole e la zona pelvica, intrappolandolo e impedendogli di mettersi in salvo) e i tubi di gomma dell'alimentazione del motore che erano privi del sistema di interruzione del flusso di carburante che in caso di incidente avrebbe fermato automaticamente la perdita di benzina, prevenendo l'incendio.

LA PORSCHE RISPONDE – Non si è fatta attendere la risposta della Casa tedesca, che considera Paul Walker l'unico e solo responsabile per il terribile incidente stradale durante il quale perse la vita. La Porsche ha definito l'attore americano come un “guidatore abile e sofisticato della Carrera GT”, auto di cui è stato fatto un “abuso e un utilizzo improprio, oltre ad una manutenzione non adeguata”. Tutto ciò fa riferimento alla consapevolezza (di Paul Walker) in merito allo “stato di salute” della Carrera GT, delle sue caratteristiche (al momento della guida) e di una cattiva manutenzione (alcune informazioni raccontano che la Carrera GT al momento dell'incidente montava pneumatici vecchi di 9 anni). A tal proposito la Porsche ha insistito confermando che Walker si era assunto “ogni rischio e pericolo in riferimento all'uso di un modello di Carrera GT del 2005, e che ogni rischio e pericolo erano chiari, ovvi e conosciuti allo stesso”.

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