Il Prefetto di Avellino fa marcia indietro sull'alcol: ok al ritiro della patente

Solo qualche giorno fa aveva ordinato alle forze di polizia di non ritirare la patente per guida in stato di ebbrezza. Per fortuna ha cambiato idea

28 luglio 2015 - 10:33

Fortunatamente tutto è rientrato, quella decisione così illogica e avventata ha destato preoccupazione presso le Istituzioni, ma soprattutto per chi l'automobile la guida con responsabilità, avendo rispetto di sé e del prossimo. Il Prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha sospeso la sua direttiva inconcepibile.

IL FATTO – Quella decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno: la direttiva del Prefetto di Avellino, qualche giorno fa, autorizzava le forze di Polizia, ma anche Corpo Forestale e Polizia municipale, a non procedere al ritiro della patente per quegli automobilisti che all'alcoltest risultavano avere un tasso tra gli 0,8 e gli 1,5 grammi di alcol per litro. Inutile raccontarvi (potete immaginarlo senza alcuna nostra informazione) che la circolare di Sessa ha provocato perplessità ed anche proteste di associazioni e sindacati di Polizia. Era stata motivata dal fatto che le ordinanze di sospensione della patente, impugnate dagli automobilisti sanzionati, venissero costantemente annullate dal giudici del Tribunale di Avellino, in primo e in secondo grado di giudizio, provocando attraverso i risarcimenti accordati gravi ricadute economiche sulla pubblica amministrazione.

IL PASSO INDIETRO – “A seguito di successivi confronti, ravvisata la necessità di un approfondimento organico della problematica ad un più alto livello istituzionale, con tutte le Autorità e gli Uffici che  rivestono, nella materia, un ruolo attivo di controllo, ed al fine di assicurare, nelle more, un omogeneo comportamento inter-provinciale, si ritiene opportuno sospendere la citata direttiva con effetto immediato e fino ad ulteriori disposizioni”. Questo è stato il passo indietro fatto segnare dal Prefetto di Avellino, che ha sospeso la circolare con la quale si chiedeva di non procedere al ritiro del documento di guida in caso di rilevata ipotesi di reato prevista dall'art. 186, comma 2 lett.”B” del codice della strada (circolazione in stato di ebbrezza alcolica con tasso compreso fra 0,81 g.l. e 1,5 g.l).

LE REAZIONI E IL PENSIERO – La prima reazione è stata quella di Giordano Biserni, Presidente dell'Asaps (acronimo di Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale): “in questi casi ti verrebbe la voglia di urlare vittoria. Ma non si può, perché quando torna a trionfare semplicemente la logica non è una vittoria è solo il trionfo del banalissimo e antico buon senso. Ora si ritorna a: buonasera, patente, libretto e soffio”. Già, buon senso, fortunatamente ritrovato per il rispetto di una legge che c'è, a favore di un vivere comune e civile. In questa circostanza, sia il libero arbitrio di chi le leggi dovrebbe farle applicare che la confusione dei poteri cui spetta tale compito, sono venuti clamorosamente a galla. Il “gioco” del Prefetto è stato chiaro da subito: “visto che i giudici annullano il nostro lavoro, io non faccio più ritirare le patenti e scateno la tempesta”. Peccato che in queste circostanze non si gioca così; se altri avessero preso la stessa decisione, le strade italiane sarebbero state via via sempre più ricche di guidatori pericolosi. Noi crediamo fermamente che, nel rispetto dello Stato e dei suoi cittadini, le leggi vanno rispettate e fatte rispettare. Le Forze dell'Ordine devono prevenire e reprimere quando necessario, altri tutori della legge garantire gli effetti della prevenzione e della repressione, senza alcuna sfumatura o eccessiva e ridicola interpretazione.

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