Il prefetto di Avellino: “Alcol? Non ritirate la patente”

Una decisione che suscita scalpore: il prefetto di Avellino elimina la sospensione della patente per chi guida in stato alterato da alcol

27 luglio 2015 - 11:00

Nella sempre più difficile guerra contro la guida in stato d'ebbrezza, e con un uomo che, ubriaco, ha appena causato una strage sulla tangenziale di Napoli, ci mancava solo l'uscita clamorosa del prefetto di Avellino, Carlo Sessa. Che ha, per così dire, sostanzialmente modificato d'imperio il codice della strada. Con una sua nota inviata a tutte le forze di polizia della provincia, dispone che, nel caso di controllo dell'alcolemia con l'esito positivo indicato dall'articolo 186 comma 2 lettera “b” (tasso compreso tra 0,81 grammi di alcol per litro di sangue e 1,5 g/l), la patente non vada ritirata. Occorre solo inviare soltanto il relativo rapporto.

IL LIMITE DI MEZZO GRAMMO – Prima di addentrarci nella questione, ricordiamo che il limite (tranne per neopatentati e guidatori professionali, per i quali c'è tolleranza zero) è di mezzo grammo di alcol ogni litro di sangue. La fascia cui si riferisce il prefetto è la seconda: da 0,81 a 1,5. Ma perché è arrivato a una simile sconcertante presa di posizione? Fra le righe, si evince che, stando al prefetto, la patente comunque i giudici la ridanno subito a tutti. Quindi, tanto vale non ritirarla. Sentiamo infatti il prefetto: la colpa va alla “giurisprudenza, ormai costante, di questa provincia, che anche in sede di appello annulla ordinanze di sospensione della patente di guida adottate per violazione dell'articolo 186 del codice della strada (circolazione in stato di ebbrezza alcolica)”. Questa situazione “impone allo scrivente di diramare nuove disposizioni operative atte a evitare che l'oggettiva controversa scrittura della norma comporti pesanti ricadute sulla pubblica amministrazione”. La disposizione? “Non ritirare più il documento di guida in caso di violazione, inviando allo scrivente soltanto il relativo supporto”. E alle “pattuglie operanti su strada che accertino la violazione si raccomanda una congiunta e coerente applicazione su tutto il territorio provinciale”.

-> Aggiornamento: Il Prefetto di Avellino fa marcia indietro sull'alcol: ok al ritiro della patente

TRIPLO ERRORE – Anzitutto, la tesi che tutti i giudici ridiano subito la patente è da dimostrare. Secondo: se così fosse, il prefetto dovrebbe farne una pubblica denuncia. Basta un comunicato di poche righe per alzare il polverone; invece, una circolare che vieta il ritiro della patente non è certo la via corretta. A veder bene, pure scovare i grossi evasori o punire in modo adeguato chi commette gravissimi reati è difficile; ma si deve sempre combattere a favore della legalità, senza legalizzare l'illegale. Terzo, fra gli strumenti del prefetto c'è quello della “sospensione amministrativa” della patente, in attesa che poi quella penale faccia il suo corso. Alla fine, il prefetto non si prende la responsabilità di punire e di non far guidare il conducente da sanzionare, ma sostanzialmente fornisce un assist a tutti quelli che intendono porsi al volante in condizioni alterate. Il tutto, mentre resta difficilissima la lotta alla guida sotto l'effetto di droghe: per legge, occorre dimostrare che il tossico abbia assunto la sostanza in questione subito prima di guidare. Una prova diabolica.

ASAPS MOLTO CRITICA – Sulla questione è intervenuta l'Asaps (amici Polstrada): “Già siamo di fronte alla demolizione sistematica dell'uso dell'etilometro da parte dei giudici – spiega il presidente Giordano Biserni – che annullano le multe per umidità nell'aria oltre il 90%, per troppo freddo, per mancata revisione, per i gas ispirati se la moglie ha una lavanderia, per uso del colluttorio, se sei diabetico. Ora ci si mettono pure i prefetti a cambiare il codice della strada. Così non si può lavorare. Abbiamo segnalato la situazione ai vertici del dipartimento di polizia per un intervento chiarificatore e di rimozione di questo assurdo provvedimento”.

2 commenti

Paoblog
12:11, 27 luglio 2015

qui bisognerebbe rimuovere il Prefetto insieme al provvedimento

Daniele
14:13, 27 luglio 2015

A sforzarsi (e non poco!!!) di pensare bene potrei ipotizzare che il prefetto possa aver deciso così come forma di protesta nei confronti della giustizia italiana, tuttavia ciò non basterebbe a giustificare tale decisione: tu sei un prefetto ed hai il dovere di evitare, anche se temporaneamente, che certi “criminali” possano circolare in auto quando col loro comportamento hanno dimostrato di non meritarselo e di rappresentare un pericolo per gli altri. Concordo in toto con quanto scritto nel paragrafo “TRIPLO ERRORE”

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