Il mito Renegade rinasce in Italia

Il nuovo Suv compatto Jeep è l'ultimo discendente di una gloriosa generazione di 4x4 che ha fatto la storia e infiamma la passione dei collezionisti

23 giugno 2015 - 15:23

La nuova Jeep Renegade, recente prodotto scaturito dalla fusione del Gruppo Chrysler con Fiat è il primo modello del celebre marchio americano prodotto interamente in Italia, più precisamente nel rinnovato stabilimento di Melfi (PZ) dove nasce anche la nuova Fiat 500X. La Renegade, commercializzata in 100 Paesi, sta ottenendo un notevole ( e forse inaspettato) successo di vendite in tutti i mercati al punto che i vertici aziendali hanno deciso di procedere a nuove assunzioni di personale in fabbrica per poter aumentare la produzione. Indubbiamente, il marchio Jeep rappresenta il fiore all'occhiello e la carta vincente di tutta l'operazione di acquisizione del Gruppo Chrysler voluta e condotta magistralmente da Sergio Marchionne nel 2009. In un colpo solo, FGA (Fiat Group Automobiles) assume il controllo di uno dei due marchi del settore 4×4 più prestigiosi e carichi di storia a livello mondiale (l'altro è Land Rover), acquisendone la tecnologia, le fabbriche e l'immagine.

ANTENATA MILITARE –  L'inizio della storia del marchio Jeep è abbastanza singolare e forse non del tutto noto. Nel giugno del 1940, mentre l'Europa era già in guerra, i vertici militari USA indicono un bando di concorso per  un veicolo leggero 4×4 da ricognizione con peso a vuoto di 590 Kg. I tempi di presentazione del prototipo sono molto stretti e solo la Bantam (a destra) riesce a realizzare nei termini previsti un veicolo semplice e razionale denominato BRC 40 (Bantam Reconnisance car), che ottiene l'approvazione della autorità militari. Tuttavia, la Bantam ha pochi operai e lamenta una situazione economica assai critica. Ciò preoccupa il governo americano che riapre  il bando per consentire a Ford e Willys-Overland di proporre rispettivamente la Pigmy e la Quad. Durante i test comparativi emerge che i motori Bantam e Ford sono poco potenti mentre il Willys 2.200 cc “Go Devil” a valvole laterali con i suoi 60 CV ed un ottimo “tiro” ai bassi regimi si rivela il migliore. I militari impongono alla Willys di concedere la licenza di costruzione della loro Quad (sigla MA ed MB la successiva versione migliorata) alla Ford al fine di aumentare la capacità produttiva. La versione Ford, quasi identica alla Willys, viene denominata GPW (General Purpose Willys) da cui deriva, abbreviando la sigla, il nome Jeep. La Bantam, in seguito estromessa dall'operazione, realizza nel 1941 solo 2600 esemplari della versione definitiva prodotta in oltre 645 mila esemplari tra Willys e Ford fino al termine del conflitto mondiale. In tutti i teatri di guerra la Jeep si dimostra un eccellente veicolo leggero multiuso e nell'immediato dopoguerra viene adottato anche in Italia da Esercito, Polizia e Carabinieri (utilizzando gran parte dei veicoli lasciati sul nostro territorio e in Europa dai militari americani), sostituito progressivamente, a partire dal 1951, dalla nuova Fiat Campagnola (sigla militare AR51).

LE VERSIONI E I MOTORI NON MANCANO – La MB (a destra in versione militare restaurata), che a buon diritto si può considerare l'antenata della Wrangler (la prova su strada in off road) e della Renegade, a guerra finita viene proposta dalla Willys in versione agricola con la sigla CJ-2A ( Civilian Jeep). Seguono nel 1946 la Wagon con passo allungato e fiancate finto legno e l'anno successivo il Pick-Up, ambedue a trazione posteriore. Nel 1950 la Willys-Overland registra il marchio Jeep, mentre nel '53, a seguito di grave crisi di vendite, viene acquistata dalla H.J.Kaiser. Arrivano nuovi modelli sulla base meccanica nota come la CJ-5 (1955) e la celebre Wagoneer 3.8 L 6 cilindri in linea (1963) che anticipa di molti anni il moderno concetto di SUV.  Nel 1970 si verifica un altro cambiamento societario: la Kaiser-Jeep viene acquisita dall'American Motors Corporation (AMC) e con essa arrivano i nuovi motori V8  5.0 e 5.9 L. Nel 1976 debutta la CJ-7 in versione Renegade, con passo allungato a 2,375 m , il cambio automatico, la trasmissione 4×4 integrale permanente Quadra-Track e in optional l'hard top in plastica. I motori disponibili sono il 5.0 V8 , il 4.2 6 cilindri, 2.5 4 cilindri, e il 2.4 D  Nel 1982 la CJ-7 viene presentata in allestimento Laredo. L'erede della Renegade è la Wrangler (codice interno YJ), tutt'ora in produzione nelle varie versioni.

JEEP DIVENTA UN'ICONA CONTEMPORANEA – Attualmente tutte le Jeep della lunga serie CJ, con particolare interesse verso la Jeep Renegade, sono diventate oggetto di culto e di collezionismo per gli appassionati di fuori strada, grazie anche all'ampia possibilità di personalizzazione ed elaborazione offerta dall'aftermarket specializzato (vedi gli annunci di Autoscout24). Per non parlare delle ricercatissime MB e GPW militari del periodo bellico i cui esemplari sopravvissuti all'usura del tempo vengono restaurati con estrema fedeltà storica e partecipano regolarmente alle varie rievocazioni storiche (vedi foto). Nel 1988 la Chrysler acquista la AMC e con essa il marchio Jeep. Esattamente dieci anni più tardi subentra Mercedes-Benz con la creazione del nuovo gruppo Daimler-Chrysler AG. La convivenza tra i due marchi nel corso degli anni si rivela sempre più difficile fino ad arrivare alla separazione avvenuta nel 2007. Il resto è storia recente: Fiat Group è riuscita a risanare Chrysler nel giro di pochi anni, introducendo nuovi modelli, innovazione tecnologica e un nuovo approccio industriale. Tutto ciò senza rinnegare la tradizione e l'eccellente immagine del marchio Jeep consolidate da oltre 70 anni di successi sul difficile e competitivo mercato delle 4×4.

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