Il Mercato dell'auto oltre la metà del guado?

Per uscire dalla crisi occorre porre termine alla demonizzazione dell'auto e forse il mercato si riprenderà

 
Il Mercato dell'auto oltre la metà del guado? Per uscire dalla crisi occorre porre termine alla demonizzazione dell'auto e forse il mercato si riprenderà

Per uscire dalla crisi occorre porre termine alla demonizzazione dell'auto e forse il mercato si riprenderà

10 Ottobre 2013 - 07:10

Per uscire dalla crisi occorre anche porre termine alla demonizzazione dell'auto. Questa è la fondamentale premessa scaturita molto chiaramente a conclusione dei lavori del convegno “Il mercato dell'auto oltre la metà del guado” svoltosi a Roma, organizzato dal Centro Studi Promotor. Siamo davvero in vista dell'inizio della ripresa per il mercato dell'auto in Italia? Dagli interventi dei relatori non è venuta una risposta a questo interrogativo. Nonostante i detrattori che remano contro, l'auto resta una soluzione fondamentale per la mobilità nel nostro Paese, tanto più se si considera la forte arretratezza italiana per ciò che riguarda la dotazione di infrastrutture pubbliche necessarie per la mobilità collettiva. Infatti secondo Legambiente, fatta 100 la media UE, la nostra dotazione di metropolitane è pari a 39,6, quella di treni pendolari è pari a 45,8 e quella di treni ad alta velocità è pari a 61,2.

SE RIPARTE L'ECONOMIA POTRÀ INIZIARE LA RIPRESA  – “L'andamento del mercato automobilistico – ha evidenziato nel corso della sua introduzione ai lavori del convegno il moderatore Roberto Pippan, caporedattore economia RadioRai – è uno degli indicatori più importanti dello stato di salute dell'economia. Anche per questo è importante capire se, dopo anni di cali, si può oggi dire che la ripresa sta per iniziare”. “La crisi del settore auto – ha aggiunto Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – dipende principalmente dal quadro economico generale. Oggi però vi sono elementi che fanno ritenere possibile un'inversione di tendenza. Per far sì che l'inversione di tendenza si trasformi in vera ripresa occorre che riparta l'economia e bisogna intervenire sui fattori di freno specifici che bloccano il settore”. Quagliano nel suo incisivo intervento introduttivo non ha mancato di sottolineare, a proposito della deleteria campagna anti-auto condotta da alcuni esponenti politici, l'infelice uscita dell'ex Ministro dell'ambiente Clini secondo cui l'automobile “è un prodotto obsoleto”. Ci si chiede quali siano per l'ex Ministro i mezzi tecnicamente più evoluti per il trasporto privato. Dunque un Ministro della Repubblica, nel 2012, ignorava che la crisi dell'auto riguarda solo i Paesi meridionali della zona euro, colpiti dalla crisi economica e dagli inasprimenti fiscali. Nel resto del mondo – ha osservato Quagliano – le vendite hanno già raggiunto i livelli ante-crisi, per non parlare dei Paesi in forte crescita dove il mercato auto è in pieno boom passando da record in record.

I PROBLEMI SONO A LIVELLO EUROPEO – “I dati macroeconomici – ha osservato Domenico Chianese, presidente e ad di Ford Italia – ci indicano che il mercato dell'auto a livello globale è in salute; i problemi sono a livello europeo, ed italiano in particolare. Il parco circolante italiano deve però essere rinnovato, e quindi bisogna creare le condizioni perché avvenga questo rinnovamento, risolvendo da un lato i problemi strutturali dell'economia e riducendo dall'altro i forti costi di gestione che deprimono la domanda”. Chianese, inoltre, si è dichiarato pessimista circa una ripresa del mercato interno entro il 2015.

FARSI ASCOLTARE DAL GOVERNO – “La crisi però – ha aggiunto Bernard Chretien, direttore generale di Renault Italia – può anche rappresentare un'opportunità, perché ci può permettere di riorganizzarci per essere più efficienti e per ritrovare un migliore collegamento con i nostri clienti”. “Sta a noi – ha detto poi Roland Schell, direttore generale di Mercedes-Benz Italia – trovare soluzioni per far ripartire il mercato, puntando sull'innovazione tecnologica, su cui stiamo investendo moltissimo. Bisogna poi trovare il modo per farsi ascoltare dal Governo, perché le case automobilistiche possono oggi rappresentare un partner efficace per creare nuovi posti di lavoro e contribuire alla crescita dell'economia”. “La parola chiave – ha sostenuto Thanai Bernardini di Brembo – è innovazione tecnologica. Su questo noi puntiamo moltissimo, sperimentando soluzioni nelle competizioni sportive per poi proporle sui veicoli di serie”.

IL RAPPORTO TRA GIOVANI E AUTO – Un altro tema oggetto della discussione è stato il rapporto tra giovani e auto. “I giovani – ha sostenuto Santo Ficili, responsabile del mercato Italia di Fiat Automobiles – continuano ad amare le auto. Questo anche perché i prodotti che sono oggi sul mercato sono di altissimo livello tecnologico, a tutto beneficio dei clienti”. “E' bene dire chiaramente – ha infine dichiarato Massimo Nordio, direttore generale e amministratore delegato di Volkswagen Group Italia – che l'industria dell'auto è un asset strategico per il nostro Paese, non solo dal punto di vista della produzione, ma anche perché include settori importantissimi, come quello della componentistica e quello della distribuzione, che insieme occupano migliaia di addetti. Tornando al rapporto tra giovani e auto c'è da mettere in evidenza che siamo in una fase di cambiamento, anche se molto lento. Certo i problemi strutturali della nostra economia (disoccupazione, cuneo fiscale, ecc.) non aiutano i giovani che si avvicinano al mondo dell'auto. Sta ai costruttori aiutarli, trovando soluzioni innovative, sia dal punto di vista del prodotto che da quello delle modalità con cui questo viene offerto”. Nordio, anche nella veste di presidente UNRAE, ha inoltre auspicato un intervento delle istituzioni a favore del settore, sotto forma di detassazione e detraibilità delle spese di acquisto e manutenzione delle auto, così come avviene in altri settori merceologici. Sempre secondo Nordio, le molte associazioni di categorie nella filiera automotive, creano troppi interlocutori e ciò non facilita il già difficile dialogo con le istituzioni che fin'ora hanno mostrato una notevole “resistenza all'ascolto”.

GRANDE CAUTELA SULL'INIZIO DELLA RIPRESA – Nel convegno è emersa una grande cautela sull'inizio della ripresa, ma, come detto da Gian Primo Quagliano in conclusione dei lavori, “nel nostro Paese continua ad esservi comunque una domanda di mobilità da soddisfare con l'auto, domanda che spinge le case automobilistiche verso una massiccia innovazione tecnologica che sarà un patrimonio importante per il dopo crisi. Per uscire da questo momento negativo è fondamentale l'azione del Governo per dare nuovamente ai consumatori le risorse perché continuino a consumare”.

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