Il governo taglia la polizia provinciale. Gli agenti cosa faranno ora?

Dopo le province, sparisce anche la polizia provinciale: oltre 2.000 agenti metteranno la divisa della polizia locale?

23 giugno 2015 - 9:00

Il decreto legge 78/2015 “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali” è chiaro: entrato in vigore sabato, prevede lo smantellamento della polizia provinciale, il cui personale dovrà essere assorbito dai comuni in regola con il patto di stabilità e nei limiti di spesa previsti dalle assunzioni triennali. Alla fine, oltre 2.000 agenti della provinciale potrebbero mettere la divisa della polizia locale. Si attende che il parlamento converta il decreto in legge. In parole povere, ogni agente oggi dovrebbe andare a cercarsi il comune con un posto libero di vigile (polizia locale) e, se c'è, chiedere di andarci.

CHE COSA DICE LA LEGGE – In relazione al riordino delle funzioni di polizia, e fermo restando quanto previsto relativamente al riordino delle funzioni da parte delle regioni, per quanto di propria competenza, il personale appartenente ai corpi e ai servizi di polizia provinciale nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale, “transita” (il testo dice così) secondo le modalità e procedure definite per legge. Il transito del personale nei ruoli degli enti locali avviene nei limiti della relativa dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, “in deroga alle vigenti disposizioni in materia di limitazioni alle spese ed alle assunzioni di personale, garantendo comunque il rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio di riferimento e la sostenibilità di bilancio. Fino al completo assorbimento del personale, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale”.

QUALCHE INTERROGATIVO – La polizia provinciale sarà cancellata ovunque o solo nelle province abolite? Gli agenti, ufficiali e impiegati saranno assorbiti dai comandi di polizia locale limitrofi? E se quei comandi non hanno esigenze di organico e risorse economiche tali da sostenere l'accorpamento? Diminuiranno gli ausiliari al traffico che controllano solo i ticket di parcheggio nelle strisce blu? Potremo aspettarci maggiore repressione delle infrazioni in città e quindi più sicurezza?

DUE VOCI A CONFRONTO – Stando a un articolo di europaquotidiano.it del 3 dicembre 2014, la storia della polizia provinciale, di recentissima istituzione, “è quella dell'ennesimo anello della lunga catena di sprechi e di inefficienze tutta italiana. Forse giunta finalmente all'epilogo. Quelli del Sap, uno dei sindacati di polizia che si battono da anni per l'unificazione dei sette corpi di forze dell'ordine esistenti in Italia, definiscono la polizia provinciale ‘una vera e propria giungla'”. E ancora: “Non bastavano carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, guardia forestale e polizia penitenziaria cui si aggiunge il mastodontico esercito delle polizie municipali. Sfidando il senso del ridicolo e dilapidando preziose risorse pubbliche, anche le province hanno preteso ed ottenuto di poter disporre di una loro polizia. Così, oggi, ogni provincia dispone di un proprio corpo, ne nomina i dirigenti e ne stabilisce i gradi e le uniformi”. Invece, c'è chi critica il decreto, come la gazzettadisondrio.it: “Emessa la sentenza che sancisce la morte della Polizia Provinciale. Kaputt e quindi Polizicidio”. Ed ecco il cuore della questione: “Premesso che in provincia non c'è la minima possibilità concreta di assorbire nei comuni tutti quanti restano, ci sono due problemi. Quello strutturale il più grave: controlli e attività oggi svolto egregiamente dalla polizia provinciale chi mai li farà domani? Quello contingente: in teoria la provincia, ci fossero posti quanto basta, andrebbe via via assottigliando le proprie fila. Cosa farebbero gli 'ex agenti', specie quelli che il posto non lo troverebbero?”.

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