Il gasolio non avrà vita facile tra test più severi e divieti nelle città

Il gasolio non avrà vita facile tra test più severi e divieti nelle città Il Gasolio è nell'occhio del ciclone

Il Gasolio è nell'occhio del ciclone, additato come un falso amico dell'ambiente, dovrà fare i conti anche con i nuovi test di omologazione delle auto

3 Giugno 2015 - 09:06

Tempi duri per le auto alimentate a gasolio, pur essendo estremamente diffuse rischiano di essere fortemente penalizzate per quanto riguarda la circolazione nei centri abitati. Numerose amministrazioni locali, alla stregua di capitali europee come Londra e Parigi, stanno proponendo di preservare i centri abitati dalle emissioni inquinanti prodotte dai propulsori diesel.

NEL MIRINO A PARIGI E LONDRA – Nonostante il diesel goda di un prezzo di vendita più basso rispetto alla benzina e, solitamente, le auto a gasolio vantino consumi ridotti, questo carburante patisce un pesante rovescio della medaglia. Pur consumando meno carburante, e quindi immettendo nell'ambiente meno CO2, un motore alimentato a gasolio fa registrare livelli di ossidi di azoto (NOx) e di particolato ben più alti rispetto a un motore benzina. Il NOx è un'agente fortemente inquinante, è uno dei responsabili del famigerato buco dell'ozono ed è ritenuto responsabile di gravissime malattie dell'apparato respiratorio. Contro questa “peculiarità” del carburante si sono mobilitate non poche associazioni ambientaliste internazionali le quali, a ragion veduta, danno manforte a quegli amministratori locali che stanno muovendo la crociata contro il gasolio.

TEST REALI E STOP AI FURBETTI – Se non bastasse la pressione, anche mediatica, di Sindaci e ambientalisti, il “povero” gasolio dovrà presto fare i conti con nuovi metodi di rilevamento delle emissioni e dei consumi di carburante, imposti dalla Comunità Europea, che entreranno a breve in vigore. La questione qui è davvero spinosa poiché sappiamo che le case costruttrici fino ad oggi hanno effettuato il rilevamento delle emissioni prodotte dai propri modelli e dei consumi da dichiarare in condizioni “limite”, configurando in maniera opportuna le auto per ottenere la migliore performance di efficienza. Una ONG belga, la Transport& Environment, da qualche anno ha pubblicato un report su tutte le pratiche discutibili che le Case automobilistiche adotterebbero in fase di test proprio per ottenere le omologazioni e presentare agli utenti una scheda consumi più “attraente”. Si stima che tra i test “in house” e il reale comportamento di un'auto ci sia un divario superiore al 38%, una discrepanza che va ben oltre una ragionevole tolleranza tecnica. L'autonomia e la condotta “allegra” dei test svolti dai costruttori è però agli sgoccioli; la Commissione Europea sta lavorando a un nuovo protocollo di verifiche, il cui ingresso è previsto per settembre 2017. Una peculiarità del nuovo regolamento è l'obbligo di svolgere i test su strada e con l'auto in assetto standard; le prove dovranno quindi essere condotte in situazioni quanto mai vicine alla realtà, utilizzando una vettura come la utilizzerebbe un utente normale.

COSTRUTTORI IN RIVOLTA – L'ACEA, l'associazione dei costruttori automobilistici europei, ha reagito chiedendo maggiore chiarezza alla Commissione Europea; a detta dell'associazione il nuovo regolamento, allo stato attuale,è incompleto e soprattutto poco chiaro. Anche la scadenza di settembre 2017 per i nuovi test sui consumi ed emissioni non è ancora confermata, ma probabile; questo costringerebbe i costruttori a ragionare in funzione di una normativa “nebulosa” e a investire ingenti capitali per far rientrare i valori dei nuovi veicoli nei parametri del nuovo regolamento. Per Carlos Tavarez, l'amministratore delegato del Gruppo francese PSA, riuscire ad abbassare le soglie delle emissioni in conformità al nuovo regolamento è molto difficile, se non impossibile. Quello che è certo è l'impegno nel quale dovranno profondersi le Case costruttrici, specie nel settore ricerca e sviluppo, per mettere a punto motori realmente più efficienti. Si stima che l'adeguamento comporterà una spesa di circa 400 euro per ogni modello prodotto, un conto decisamente “salato” che inevitabilmente si ripercuoterà in qualche modo sui listini di vendita.

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