Il debutto della Fiat 500 L Living 0.9 Twin Air turbo a metano

Calo di prestazioni praticamente trascurabile rispetto al benzina ed un'autonomia reale di oltre 900 km

28 ottobre 2013 - 7:00

Nell'ambito della 11^ edizione del Festival della Scienza che si svolge a Genova dal 23 ottobre al 3 novembre, Fiat è presente, in qualità di Main Sponsor, con apposito stand dedicato alla mobilità sostenibile e alle tecnologie d'avanguardia quali Twin Air, MultiAir e ai motori a metano. Presentata anche la Fiat 500 L Living dotata del bicilindrico Twin Air Turbo a metano, nominato “Best Green Engine of the Year 2013”, concepito per abbinare i vantaggi dell'alimentazione a metano con la brillantezza e il piacere di guida offerti dalla tecnologia Turbo TwinAir. Inoltre, all'interno dello stand, il pubblico può verificare attraverso un simulatore interattivo, quanto il proprio stile di guida sia “eco-sostenibile” , grazie al software eco Drive. Relatori dell'evento: Gianluca Italia, Head of EMEA Brand Fiat e Massimo Ferrera, Director of Alternative Fuel Engins- Powertrain Research & Technology Altenative Fuels.

AUTONOMIA REALE DI OLTRE 900 KM – Già disponibile sui modelli Panda e 500 L, il nuovo bicilindrico a metano, ora proposto anche sulla 500 L Living 5+2 posti, eroga 80 CV (59 kW) a 5500 g/min con una coppia massima di 140 Nm ad appena 2500 g/min. Il calo di prestazioni della 500 L Living a metano è veramente trascurabile: 163 Km/h la velocita max. (167 a benzina), 15,7 sec l'accelerazione da 0 a 100 Km/h (14,8 a benzina). I valori di consumo dichiarati sono di 3,9 Kg/100 Km di metano (ciclo combinato) con emissioni di 105 g/km di CO2. E' interessante sottolineare la scelta realistica dei progettisti Fiat che privilegia la grande autonomia della 500 L bi-fuel grazie ai 2 serbatoi di metano, rispettivamente di 66 e 18 litri (circa 14 Kg complessivi di metano) a cui vanno aggiunti ben 50 litri di benzina, per una percorrenza reale di oltre 900 Km. L'attuale situazione non ottimale dei punti vendita del metano, sia in Italia che in altri Paesi europei, ha indotto Fiat a scartare la soluzione del serbatoio di benzina di soli 10-15 litri, vantaggiosa ai fini dello riduzione del bollo auto ma penalizzante per la massima autonomia di marcia. Rispetto alla versione a benzina, il TwinAir bi-fuel dispone di elementi specifici per il tipo di alimentazione, tra cui il collettore di aspirazione, gli iniettori, il sistema elettronico di gestione motore, le sedi valvole con geometria specifica, realizzate in materiale a bassa usura. Questi importanti accorgimenti dovrebbero assicurare l'affidabilità a lungo termine che invece talvolta è mancata nelle precedenti applicazioni a metano della Casa torinese.

FIAT SPINGE IL METANO MA… I DISTRIBUTORI? – Sul fronte dei carburanti alternativi, Fiat ritiene che l'alimentazione a metano sia attualmente la scelta tecnologica più appropriata per ridurre l'inquinamento nelle zone urbane, contenere le emissioni di CO2 e abbattere drasticamente le emissioni di particolato. Nel contempo, la Casa del Lingotto è ben consapevole della insufficienza della diffusione della rete di distribuzione del metano su tutto il territorio nazionale e per questo spinge sulle istituzioni locali affinché la situazione migliori in tempi ragionevoli. Da oltre 15 anni il Gruppo Fiat è il principale produttore europeo di veicoli di primo impianto a metano e dal 1997 ha venduto oltre 560 mila veicoli dotati di tale alimentazione. Fiat ha di fatto creato un nuovo mercato in cui solo recentemente sono arrivati altri costruttori. Basti pensare che nei primi 9 mesi del 2013, la domanda di vetture con alimentazione a metano è cresciuta di oltre 29%, favorendo la diffusione dei distributori (attualmente 970 in Italia).

“ECOBEST 2013” ED IL BIOMETANO – Pochi giorni fa il programma metano di Fiat è stato insignito del prestigioso premio “Ecobest 2013” assegnatole dalla giuria internazionale di Autobest, ritenendola la soluzione più semplice, economica e con il più basso impatto ambientale oggi disponibile. Da non trascurare, secondo Fiat, i vantaggi del biometano (la cui produzione è oggi minoritaria rispetto al metano do origine fossile) in ottica “well-to-wheel”, ovvero delle emissioni generate durante il ciclo di produzione, trasporto, immagazzinamento e utilizzo dal pozzo alla ruota. Un veicolo alimentato a biometano produce emissioni di CO2 paragonabili a quelle di un veicolo elettrico alimentato con energia elettrica da fonti rinnovabili. Dunque il metano potrà aiutare l'Italia a rispettare la Direttiva 2009/28 EC sulle fonti rinnovabili, che prevede l'obbligo di raggiungere il target del 10% nel settore trasporti nel contesto degli obiettivi del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

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