I seggiolini antiabbandono devono chiamare 3 numeri: il decreto in bozza

L'allarme antiabbandono dovrà chiamare almeno 3 numeri: il Ministero chiarisce come devono essere i dispositivi obbligatori dal 2019

1 febbraio 2019 - 11:05

Il Ministero impartisce le prime linee guida che dipanano i dubbi sulle caratteristiche dell’allarme anti-abbandono per bambini in auto. Sul dispositivo, che potrà essere integrato in un nuovo seggiolino (per chi deve comprarlo nuovo, in questi video ci sono molte curiosità sull’uso e consigli interessanti) o un accessorio a parte (per chi il seggiolino ce l’ha già o il sistema è integrato all’auto) sta concentrandosi l’attenzione dei consumatori e dei Produttori in vista dell’obbligo che scatterà dal 1 luglio 2019. Vediamo quali sono le caratteristiche individuate nella bozza della norma che porterà più sicurezza per i bambini in auto.

Aggiornamento del 5 luglio 2019: la Circolare del Ministero dell’Interno rimanda l’obbligo del 1 luglio 2019.

INTEGRATO O ESTERNO, MA AUTONOMO Finalmente si sa qualcosa in più sulle caratteristiche dell’allarme antiabbandono (spesso involontario) dei bambini che dovrà essere collegato a più persone, essere facilmente avvertibile dentro e fuori dall’auto e funzionare in totale autonomia. Con queste informazioni tecniche, anche i principali produttori di Seggiolini potranno integrare più facilmente l’allarme nelle sedute, mentre chi il seggiolino ce l’ha già potrà montarlo a parte accertandosi però che il sistema abbia le caratteristiche richieste dalla norma che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione del Consiglio di Stato. Una delle specifiche basilari è che l’allarme debba attivarsi tempestivamente quando il conducente si allontana dal seggiolino, se al suo interno è presente il bambino.

3 CONTATTI DA ALLERTARE Il sistema antiabbandono, come predispone la norma, dovrà essere autonomo, quindi attivarsi ad ogni uso del seggiolino e in caso di attivazione dell’allarme dovrà contattare almeno 3 persone tramite SMS o chiamata. Inoltre, “dovrà essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici percepibili all’interno o all’esterno del veicolo”. Il conducente quindi non dovrà armeggiare o accendere il sistema, a parte la prima attivazione, poiché il sistema dovrà funzionare in autonomia e dare conferma al conducente del regolare funzionamento ad ogni uso. Tra le specifiche tecniche richieste c’è anche la segnalazione di basso voltaggio nei casi in cui il sistema sia alimentato con una sua batteria.

ATTENTI AI DISPOSITIVI NON CONFORMI ALLA LEGGE Ora il prossimo step, riguarderà le indicazioni per gli accertatori, considerando che in circolazione esistono già molti dispositivi che anticipando l’obbligo anche di alcuni anni (e i dettami tecnici della legge), hanno proposto soluzioni tampone per non dimenticare i bambini in auto. Senza dimenticare che anche Hyundai ha lanciato il suo dispositivo integrato al SUV Santa Fe e Chicco, in collaborazione con Samsung, ha fatto lo stesso, mentre altri  – come Bebè Confort con l’airbag integrato per bambini hanno continuato a migliorare la protezione dei piccoli in auto in attesa di più chiarezza sulle norme. Restate collegati poiché torneremo a parlare del dispositivo antiabbandono per bambini in auto. Intanto bisogna anche valutare l’incertezza a livello comunitario: se l’Europa imporrà specifiche costruttive diverse da quelle delineate dal MIT, l’Italia dovrà adeguarsi, con i suoi tempi, e finchè si resterà all’interno dei confini italiani andrà tutto bene, ma fuori bisognerà adeguarsi alle disposizioni in vigore, come già succede con tutte le altre norme di un Codice della Strada tutt’altro che univoco e chiaro per tutti i Paesi membri.

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