Hitachi-Fiamm: i giapponesi agguantano il 51% delle batterie italiane

Hitachi azzera i rischi di un nuovo impianto di batterie inglobando Fiamm che potrà così distinguere i core business nel settore automotive

29 novembre 2016 - 11:44

I giapponesi continuano l'avanzata, o meglio l'espansione, verso l'Europa, acquisendo storiche realtà o firmando joint venture che potrebbero permettergli di aumentare il controllo nella regione. Tra le ultime operazioni in semplice ordine cronologico c'è stata la firma di un accordo tra la italiana Fiamm e l'azienda Hitachi Chemical, che permette di garantire benefici per entrambi per un tempo di almeno 3 anni.

LA SOCIETA' CREATA AD HOC Da parte di Fiamm c'è stata la volontà di creare una nuova società per permettere la conclusione di questo accordo, la Fiamm Energy Technology, così da scindere i settori di mercato da coprire e distinguere meglio la produzione. E' stata quindi separata la produzione di batterie per il settore automotive e per tutte quelle applicazioni industriali che ha guardato finora con interesse e vuole continuare a farlo, ora sotto il controllo della nuova realtà, dal cuore operativo che la vede leader mondiale nella produzione di avvisatori acustici (leggi del cicalino di Fiamm per auto elettriche).

IL CONTROLLO DI HITACHI Stando agli accordi presi la Hitachi Chemical deterrà il 51% della nuova società per almeno 3 anni, tempo necessario a comprendere l'impatto della collaborazione sul mercato, con il capitale che sarà in parte versato in contanti direttamente all'azienda italiana ed in parte ci sarà un aumento di capitale pari a 34 milioni di euro. In sostanza Fiamm darà la possibilità di poter sfruttare una rete europea ben consolidata e capillare, fattore che permetterebbe alla Hitachi Chemical di aumentare il proprio influsso nel Vecchio Continente (dove non è esattamente ai primi posti), mentre il benefit dell'azienda italiana sarebbe nell'apertura di nuovi mercati al di fuori dei confini finora battuti.

LE INTENZIONI DI HITACHI Nonostante il progresso tecnologico stia interessando ed influenzando in modo importante la produzione di batterie, soprattutto in termini di fornitura ad impianti che lavorano in ambienti con climi non del tutto favorevoli (leggi delle nuove batterie al sale), la Hitachi Chemicals ha cercato di agguantare una realtà ben consolidata sul mercato. Una manovra difensiva che ha visto i giapponesi scommettere su un'azienda solida e che ha un mercato florido e non a rischio, ma anzi che prevede un aumento di interesse data l'espansione del settore elettrico nel mondo automotive (leggi dello sviluppo di batterie per auto elettriche di Toyota).

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