Hacker con le mani legate: così gli USA blindano la sicurezza delle auto

Un ddl negli USA propone l'ergastolo per gli hacker che violano la sicurezza delle auto: l'idea scatena dissensi tra i ricercatori bollati come pirati

 
Hacker con le mani legate: così gli USA blindano la sicurezza delle auto Un ddl negli USA propone l'ergastolo per gli hacker che violano la sicurezza delle auto: l'idea scatena dissensi tra i ricercatori bollati come pirati

Un ddl negli USA propone l'ergastolo per gli hacker che violano la sicurezza delle auto: l'idea scatena dissensi tra i ricercatori bollati come pirati

5 Maggio 2016 - 07:05

Con sistemi di sicurezza sempre più avanzati, possibilità che le auto si guidino da sole attraverso un semplice programma e incremento della connettività del veicolo stesso, la possibilità che gli hacker si “impossessino” di un'auto è tutt'altro che remota (leggi come degli hacker hanno violato il sistema Uconnect di una Jeep Cherokee e ne hanno preso il controllo). Una proposta di legge americana vorrebbe stabilire che chi commette tali infrazioni dovrebbe essere incarcerato a vita.

HACKERARE LE AUTO Se il termine “hackerare” è da sempre riferito al mondo della tecnologia e dei pc, ora che le auto assomigliano sempre di più a dei computer su ruote (leggi le dichiarazioni di Hyundai sulle auto connesse che sembrano supercomputer) è inevitabile che si sposti l'attenzione anche su di esse. Violare il software di un'auto, considerando la larga diffusione non solo di controlli elettronici più o meno invasivi ma anche la vera e propria capacità di guidarsi totalmente o parzialmente da sole, può essere difficile ma al contempo portare a dei risultati molto pericolosi in caso di falla nel sistema. Per evitare qualsiasi forma di intromissione e manomissione dei sistemi automobilistici la proposta è quella di condannare all'ergastolo chiunque dovesse cimentarsi nell'impresa.

LA PROPOSTA DI LEGGE “Una persona non dovrà accedere o non dovrà rendere possibile l'accesso al sistema elettronico di un veicolo per distruggerlo, danneggiarlo, alterarlo o garantirne un controllo non autorizzato in modo volontario” è ciò che cita il decreto di legge proposto da due legislatori del Michigan, che propongono l'ergastolo per chi dovesse contravvenire a tale regola. La proposta non è però chiara su un tema molto sentito negli USA, cioè le elaborazioni: chiunque elaboratore dovesse manomettere l'elettronica di bordo per riuscire ad aumentare le prestazioni, diminuire i consumi od avere qualche altro effetto dovrebbe, a questo punto, essere trattato alla stregua di un hacker ed essere punito con il carcere a vita.

SE TROVI IL DIFETTO, TI ASSUMO Da sempre i brand automobilistici hanno sia pensato di assumere gli stessi hacker che hanno trovato, a volte con intenzioni non proprio positive, dei difetti nei sistemi delle auto (leggi di Uber che ha assunto Charlie Miller e Chris Valasek, gli hacker di auto), sia pagato degli esperti per mettere alla prova di proposito la solidità dei software (leggi di FCA che ha assunto degli specialisti per la cyber security). E' da tempo scatenata una sorta di guerra tra i ricercatori che puntano il dito contro i Costruttori, accusandoli di conoscere le falle delle proprie auto ma di non fare nulla per aggiornarle, e gli stessi Costruttori, che cercano in tutti i modi di non far trapelare i bug scoperti. I ricercatori indipendenti, intanto, hanno vinto una battaglia con l'accettazione del loro lavoro da parte dell'Ufficio dei Copyright, che li ha esentati rifacendosi alla sezione 1201 dell'Atto del Copyright Digitale del Millennio.

Commenta con la tua opinione

X