Guida sotto effetto di stupefacenti, la Gran Bretagna progredisce l'Italia no

In UK è stata modificata la legge che ora dà molti più strumenti alle forze dell'ordine. Nella lista nera anche alcuni farmaci

24 marzo 2015 - 12:39

Giro di vite contro chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. Non accade in Italia, bensì in Gran Bretagna, dove la Camera dei Lords, lo scorso 2 marzo, ha votato la modifica radicale delle leggi che riguardano questo fenomeno. L'obiettivo è di velocizzare le modalità di accertamento, in particolar modo quelle che in caso di positività possono portare alla condanna l'automobilista (che spesso non avviene). La modifica è entrata effettivamente in vigore dal 12 marzo e ora la polizia ha piena facoltà di sottoporre qualunque conducente a una serie di test preliminari di valutazione, come per esempio camminare seguendo una linea retta. Sulla base di questi primi risultati, poi, può eseguire gli accertamenti con il narco-test per lo screening sulla cannabis e la cocaina.

IL PRIMO ACCERTAMENTO E' VISIVO – A questo punto, in caso di ulteriore positività o comunque se risulta evidente che una sostanza non rilevabile sul momento alteri lo stato psicofisico dell'automobilista, gli agenti potranno ordinargli di sottoporsi ad un prelievo di sangue o di urina. In questo modo anche la traccia più piccola di sostanze stupefacenti permetterà alle forze dell'ordine di formulare un'accusa precisa, poiché la nuova legge prevede proprio questa fattispecie. Cioè, non sarà necessario dimostrare che l'indagato si trovi sotto l'effetto di droga (qui parliamo degli effetti): sarà sufficiente dimostrare che ne ha fatto uso, una differenza fondamentale. Inoltre, il testo della legge prevede una lista di 16 sostanze psicoattive, anche legali, come alcuni farmaci.

NON SOLO DRGHE MA ANCHE FARMACI – Quindi l'uso di sostanze come cannabis, cocaina, eroina, anfetamina, unitamente a un ampio campo di principi attivi presenti in medicine, porterà all'interdizione minima della guida per un periodo di 12 mesi, una denuncia all'autorità giudiziaria, un'ammenda fino a 5.000 sterline e carcere fino a due mesi. “Think!”, il portale governativo dedicato alla sicurezza stradale, illustra ampiamente le novità e sono già stati programmati alcuni spot televisivi insieme l'affissione di una serie di manifesti informativi e alla distribuzione di volantini sull'argomento.

L'ITALIA DOVREBBE COPIARE – In questo modo la Gran Bretagna si è allineata alle migliori legislazioni sugli stupefacenti, come quella attiva negli Stat Uniti, dove il primo controllo antidroga avviene proprio con una valutazione sintomatologica da parte del poliziotto sui sospetti. E in Italia (ne abbiamo già parlato)? Siamo molto indietro, visto che la norma prevista dall'articolo 187 del Codice della Strada presenta una falla gigantesca. Infatti, da noi è quasi impossibile dimostrare l'alterazione psicofisica causata dall'assunzione di stupefacenti al momento del controllo su strada. Questo perché le pattuglie non sono dotate dei test salivari e non è prevista nemmeno una sintomatologia di riferimento a cui l'agente possa appoggiarsi per effettuare una contestazione immediata. 

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