Guida autonoma e offroad: sarà possibile?

La guida autonoma su strada è realizzabile e sempre più vicina; ma anche in fuoristrada può essere molto utile. Lo dimostra Land Rover

19 dicembre 2018 - 13:00

La guida autonoma legata all'offroad rappresenta, al giorno d'oggi, un discorso di nicchia. Non tutti sanno però che la guida autonoma, così come la conosciamo noi, è nata proprio perché una quindicina di ani fa si iniziò a studiare il potenziale di alcune tecnologie a supporto della guida in fuoristrada. Vale la pena, quindi, fare un salto indietro nel passato recente.

GLI ESPERIMENTI DELL'ESERCITO USA Nel marzo 2004 il DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), agenzia dell'esercito statunitense deputata alle ricerche avanzate, organizzò la prova denominata The Grand Challenge aperta a tutti. I veicoli a guida autonoma iscritti dovevano completare un percorso nel deserto tra California e Nevada (per la precisione da Barstow a Primm, distanti circa 200 km). Quell'anno nessun team partecipante completò il percorso. L'anno dopo, invece, furono cinque i veicoli a portare a termine l'impresa del Grand Challenge. Alla guida delle squadre migliori si trovavano alcuni ricercatori particolarmente brillanti, che furono infatti assunti poco da Google che, impiegandoli per la messa a punto di tecnologie per la guida autonoma, hanno portato al progetto che oggi conosciamo con il nome di Waymo.

TECNOLOGIE DI SUPPORTO PER L'OFFROAD Torniamo ai giorni nostri. È facile capire come l'equipaggiamento tecnologico necessario per la guida autonoma possa aiutare ad affrontare percorsi in fuoristrada. Lontano dall'asfalto, infatti, si affrontano scenari in cui la conoscenza del terreno attraverso il supporto del Gps, il controllo di trazione, le telecamere e tutti gli altri tipi di sensori non può che avere influssi positivi. Nel dettaglio, il Gps permette la localizzazione esatta del veicolo e, interfacciandosi con le mappe del terreno, può prevedere in anticipo i passaggi difficili. Conoscendo il terreno i sistemi per il controllo della trazione ottimizzano di conseguenza gli interventi per evitare slittamenti o sbandate. Le telecamere, a loro volta, possono analizzare le caratteristiche dell'ambiente circostante in modo più specifico e accurato: possono ad esempio individuare ostacoli come massi o tronchi e regolare le sospensioni per affrontare i passaggi complicati nel migliore dei modi.

L'ESEMPIO DI LAND ROVER Land Rover, Casa dalla lunga tradizione e dalla fortissima vocazione fuoristradistica, è all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di guida autonoma in offroad. Nessuna investe altrettanto tempo e altrettante energie in questo campo. Il costruttore inglese ha avviato il progetto Cortex in collaborazione con alcune università inglesi. Alla base del progetto la tecnica denominata 5D, in grado di elaborare in tempo reale i dati audio e video, le distanze, le rilevazioni di radar e lidar e dei vari sensori presenti a bordo per ottenere un'analisi accurata dell'ambiente in cui si muove la vettura. Obiettivo è quello di permettere alle proprie 4×4 di affrontare qualsiasi terreno in qualunque condizione meteo. Inoltre, il progetto Cortex, è in grado di trasmettere tutte le informazioni raccolte da una vettura alle altre auto nella dintorni. In modo che anche queste, ricevendo indicazioni precise, possono scegliere in autonomia la strada migliore da percorrere per evitare gli ostacoli più complessi da superare. L'obiettivo di Land Rover è quello di arrivare a proporre alla propria clientela una guida autonoma in offroad addirittura fino al livello 5, che come abbiamo visto in un precedente articolo prevede che il conducente sia considerato alla stregua di un vero e proprio passeggero.

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