Gomme cinesi più care del 25%, scattano i dazi USA sulle importazioni

L'America si prende la rivincita sui brevetti copiati dai cinesi e impone 200 miliardi di tasse sulla merce prodotta in Cina e venduta negli USA

20 settembre 2018 - 14:06

Era solo questione di giorni, anche perché la politica protezionistica del Presidente Donald Trump non guarda in faccia a nessuno e dal pugno di ferro contro i Costruttori di auto che producevano in Messico e riporatavano le auto in Nord America si è passati in men che non si dica anche al Made in China. Detto, fatto, dal 18 settembre 2018 una lunga lista di prodotti di manifattura cinese sono sottoposti al 10% di dazi iniziali in cui sono finite pure le gomme cinesi. Gli USA però in questo arrivano dopo l'Europa che aveva già messo dei dazi antidumping sugli pneumatici cinesi.

NELLO SCONTRO SUI DAZI LA CINA CI RIMETTE DI PIU' Ufficialmente la Casa Bianca ha introdotto tasse di importazione del 10% già in vigore che diventeranno del 25% da gennaio 2019. La Cina di ripiego ha incassato il colpo e ha risposto infliggendo agli Stati Uniti imposte d'importazione dal 5 al 10% sui prodotti che dalle fabbriche americane sbarcano sul mercato americano. Ma si capisce già dal valore dei dazi quanto a farne le spese maggiori sia la Cina che riceve volumi molto inferiori dagli USA. L'America infatti ha stabilito tassazioni per un valore di 200 miliardi di dollari per i prodotti Made in China, mentre la risposta delle autorità cinesi pesa per circa un terzo, 60 miliardi di dollari in dazi.

LA LISTA DEI PRODOTTI CINESI TASSATI Sono oltre 5 mila i prodotti di genere alimentare e non provenienti dalla Cina finiti nelle maglie degli USA ma molti di questi, soprattutto prodotti di elettronica di consumo, sarebbero stati abbonati e depennati dalla precedente lista redatta lo scorso luglio, che puoi scaricare in fondo all'articolo aggiornata. Si è così passati da 6.031 voci di prodotti tassati a 5.745 prodotti finiti o semilavorati sui quali gli USA hanno imposto i dazi. Secondo la Casa Bianca, il provvedimento è “parte della risposta costante degli Stati Uniti al furto da parte della Cina della proprietà intellettuale americana e al trasferimento forzato della tecnologia americana”.

STRATEGIA POLITICA O RICHIAMO PER GLI INVESTITORI CINESI? A farne le spese sarà ovviamente anche il settore della gomma e degli pneumatici che nella lista censurata da Trump include molti semilavorati, gomme nuove e pneumatici usati non solo per le auto ma anche nei settori industriali e dell'agricoltura. Questo provvedimento influenzerà non poco le dinamiche commerciali dei Costruttori di pneumatici considerando che molti dei principali Produttori premium hanno stabilimenti produttivi in Cina. E pensate che il metodo della carota e del bastone di Donald Trump aveva persino convinto il più grande produttore cinese di parabrezza ad investire in America approfittando degli incentivi sbloccati per favorire la produzione e l'occupazione americana.

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