Global NCAP: solo il 30% dei Paesi produce auto sicure

L'allarme dell'OMS reclama l'urgenza di standard minimi: in mancanza di norme è possibile vendere ovunque auto obsolete e insicure

3 dicembre 2015 - 11:00

Il report sulla sicurezza stradale “Global status report on road safety 2015”, presentato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha messo in luce un dato spaventoso: ogni anno 1,25 milioni di persone muoiono in un incidente stradale. Nessuno nasconde i miglioramenti (anche e soprattutto in termini numerici), ma concretamente si può e si deve fare ancora molto: si devono migliorare le strade, la segnaletica, l'illuminazione, bisogna educare a una guida sicura, ma soprattutto si devono costruire automobili con standard di sicurezza validi in tutto il mondo.

DIPENDE DAI PAESI – Dei 180 Paesi presi in esame dal report condotto dalla Oms sulla sicurezza stradale, 79 hanno visto una riduzione della mortalità, mentre 68 (soprattutto nelle aree più sottosviluppate) hanno registrato un aumento. Questo risultato è stato ottenuto grazie all'impegno di alcuni Stati che hanno deciso di applicare le norme suggerite dalla “Decade of Action for Road Safety 2011-2020”, finalizzate a rendere più sicuri i veicoli e le  strade. Così, dal 2011 ad oggi 17 Paesi si sono allineati ad almeno una delle leggi proposte, che riguardano le cinture di sicurezza, la guida in stato di ebrezza, la velocità massima, l'utilizzo di caschi e di seggiolini per bambini. Global NCAP ha reso noto che solo 40 paesi su un totale di 193 Stati membri delle Nazioni Unite producono o consentono l'immissione nei loro mercati di automobili con i giusti standard di sicurezza.

UNA LEGGE PER TUTTI – A salvarsi sono i paesi sviluppati, mentre la situazione più preoccupante arriva dagli Stati che hanno un reddito medio ma che sono anche tra i principali costruttori di automobili. Per fare un esempio pratico, l'Oms ha parlato della valutazione post-test su impatto frontale e laterale: solo 49 paesi (27%) tollerano esclusivamente valutazioni positive (che provengono da standard di sicurezza elevati delle automobili) in merito ai risultati sulle prove frontali, mentre sono solo 47 (26%) quelli che applicano una corretta regolamentazione sui test di prova d'urto laterale. L'Oms è preoccupato del fatto che “in mancanza di norme adeguate le aziende automobilistiche sono in grado di vendere vecchi modelli (o nuovi modelli non sicuri) in paesi dove chi non rispetta le norme di sicurezza non viene punito. Così la popolazione acquista automobili non sicure, ma i costruttori sono protetti da leggi che consentono questo processo”.

LEGGI E RESPONSABILITA' – La situazione non lascia molto scampo, dal momento che o si decide di adeguare le leggi anche nei paesi che fino a ora ignorano il problema, oppure si impone alle case automobilistiche (responsabilizzandole) di costruire ovunque (e di immettere in tutti i mercati del mondo) automobili con standard medio alti di sicurezza. L'Oms ha di recente portato l'esempio del controllo elettronico della stabilità (ESC), considerato un “salva vita” per la sua importante funzione in situazioni di marcia (e di guida) particolari e pertanto ogni paese dovrebbe riconoscerlo “di base” su tutte le automobili per la sicurezza dei passeggeri. È però utile ricordare che gli esempi non terminano qui, dopo tutto in America Latina è possibile vendere auto senza airbag, senza pretensionatori delle cinture di sicurezza, o addirittura senza alcun dispositivo di sicurezza

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