Giustizia fai da te: assessore imbratta l'auto in sosta selvaggia

L'auto impediva la manutenzione di un muro e l'assessore l'ha vandalizzata: gesto simbolico che ha scatenato un putiferio, ma anche assurdo e incivile

5 aprile 2016 - 9:00

I fatti. L'assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano di Milano, Carmela Rozza, sabato scorso, durante il cleaning day sui muri di una scuola in via Monviso, ha impresso una pennellata di vernice bianca sulla portiera di una berlina di colore grigio metallizzato in sosta vietata. L'auto era stata parcheggiata dal proprietario, irreperibile per tutto il giorno, su un marciapiede nei pressi dell'area giochi. A quanto pare, i Vigili non potevano intervenire perché le transenne, inserite a protezione dei bambini, impedivano la rimozione. Un gesto simbolico che, come chiarito subito dal suo staff, non avrebbe causato danni al bene privato: la vernice utilizzata, lavabile, sarebbe stata eliminata senza lasciare traccia.

UN POLVERONE Il gesto (immortalato da un fotografo) in stile Far West, con la giustizia fai-da-te, ha alzato un polverone. Sul web, dove ha circolato subito la foto corredata da commenti negativi verso l'assessore, s'è scatenata una polemica feroce. Al che, la Rozza ha risposto con una lettera aperta al sindaco di Milano, ai colleghi di giunta, ai cittadini: “Cari concittadini, con queste parole voglio chiarire i motivi del mio gesto compiuto nel corso della giornata del Cleaning Day del 2 aprile scorso. Riconosco che il mio gesto non si concilia con il ruolo istituzionale che ricopro e che richiede coerenza, tanto verso il bene pubblico, che verso il bene privato, e di questo mi scuso. Non posso accettare che il mio lavoro per la città e verso la qualità del vivere di tutti, venga messo in discussione da un gesto contro il degrado del nostro vivere quotidiano. Riconosco che in me è prevalsa l'indignazione. La vicenda è nota e a me è parso che vincesse il sopruso a danno dei cittadini più deboli e dei bambini. È cronaca di tutti i giorni quella che vede centinaia di passaggi riservati ai portatori di handicap, delle scuole milanese, di tanti passaggi pedonali, occupati dalle auto in sosta selvaggia. Ecco perché, pur considerando il mio ruolo, chiedo a tutti di valutare il reale peso della questione, che si risolve in un bisogno chiaro e concreto di difendere i molti dalle prepotenze di alcuni. Mi dispiace per quei colleghi e quelle persone che si sono risentite per questo mio gesto. Vale ricordare che porre protezioni intorno ad ogni scuola ha un costo di 10.000 euro ciascuna, l'abbiamo fatto in più di 600 edifici scolastici, senza contare l'investimento per abbattere tutte le barriere. Ero e sono indignata e se dico che non rifarei quel gesto, è solo per il rispetto che devo alle istituzioni che rappresento e a tutti quei cittadini che ho voluto difendere. Ma considero inattendibile chi difende la legalità a luce alterna e incoraggia i cittadini al parcheggio selvaggio. Per il resto, pensando soprattutto alla difesa dei portatori di handicap, vale la regola che insegna a tutti come rispettare il prossimo. Io lo farò comunque. Cordiali saluti Carmela Rozza, Assessore ai lavori pubblici e all'Arredo Urbano, Comune di Milano. E con orgoglio”.

UN PASSAGGIO CHIAVE – È una lettera scritta in politichese. Dice e non dice. Allude. Fa una mezza marcia indietro. Oppure no: conferma che ha fatto bene e che lo rifarebbe. In attesa di una macchina per decifrare quello che la Rozza ha detto, c'è un'allusione al videomessaggio di Mariastella Gelmini, capolista di Forza Italia a sostegno di Stefano Parisi, che aveva denunciato l'eccesso di multe del Comune, salvo farlo davanti ad auto parcheggiate in divieto di sosta. Ecco il passaggio chiave: “Ero e sono indignata e se dico che non rifarei quel gesto è solo per il rispetto che devo alle istituzioni che rappresento e a tutti quei cittadini che ho voluto difendere. Ma considero inattendibile chi difende la legalità a luce alterna e incoraggia i cittadini al parcheggio selvaggio”.

GESTO SBAGLIATO Premesso che l'automobilista in sosta vietata va giustamente multato, e che, se la legge prescrive la rimozione forzata, questa deve scattare, comunque il gesto della Rozza è assurdo e incivile. Non si può reagire con un'inciviltà a un'inciviltà. Sopruso chiama sopruso, senza fine. Noi diciamo no ai giustizieri improvvisati, agli sceriffi-assessori. Ma i politici possono fare tutto quello che vogliono? Davvero è un problema nuovo quello della sosta selvaggia? Strano: noi ne parlavamo già nel 2012, solo per fare un esempio. E che bizzarria poi: è la stessa Rozza che era stata accusata di avere rimproverato pubblicamente un Vigile perché voleva multare un ciclista che viaggiava sul marciapiede. I conti non tornano. A meno che la Rozza non volesse a tutti i costi apparire sui media, con una sorta di trovata pubblicitaria: della serie, purché si parli di me. Sarebbe una strategia vecchissima della vecchissima politica fatta di vecchissimi slogan. Ma quand'è che, a livello locale e nazionale, l'Italia respirerà aria nuova? Attenzione infine: viviamo un'epoca delicata, particolare. I politici sono esempi, modelli, per diversi fanatici di un qualche schieramento politico-ideologico, che si abbeverano alla fonte dei loro dèi nei posti di potere: il rischio è che qualche demente imiti la Rozza. Milano, metropoli sommersa di problemi d'ogni genere (è anche una città gruviera, e l'assessore lo sa bene, vedi qui), non ha bisogno di altri guai.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Ford: il futuro in Michigan tra auto autonoma e elettrica

Novità in arrivo nel Codice della Strada: la targa diventa portatile

3 Costruttori che hanno prodotto più auto con AEB nel 2018