Gite scolastiche: docenti poliziotti? Quante storie per un paio di controlli!

In Parlamento esplodono polemiche roventi sulla direttiva che chiede ai docenti di controllare il conducente durante la gita scolastica

17 maggio 2016 - 9:00

Tutto nasce a inizio marzo 2016: come SicurAUTO.it spiega subito qui, un vademecum allegato a una nota del ministero dell'Istruzione fornisce le indicazioni sulle modalità di organizzazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione. Un testo elaborato dalla Polizia stradale nell'ambito del Protocollo d'intesa siglato con il ministero dell'Interno. Che arriva nelle scuole. Secondo il vademecum, è opportuno porre particolare attenzione, sia nella fase di organizzazione della gita sia durante il viaggio, su alcuni aspetti relativi alla scelta dell'impresa cui affidare il servizio, all'idoneità e condotta del conducente, alla qualità del veicolo. Insomma, in breve, ecco i “docenti-poliziotti”. Che è bene seguano le indicazioni ministeriali per rendere il viaggio più sicuro (leggi qui).

SE NE DISCUTE IN PARLAMENTO Il vademecum scatena subito polemiche, coi docenti e i presidi che si oppongono. La cosa arriva addirittura in Parlamento. Ecco come la Commissione Cultura alla Camera risponde all'interrogazione parlamentare da parte di alcuni deputati: l'Amministrazione non ha inteso affatto attribuire nuovi e più onerosi compiti ai dirigenti scolastici e ai docenti accompagnatori, così aggravando le loro responsabilità. Il vademecum, dice la Commissione, è volto a facilitare l'attività delle scuole, non riveste difatti alcun carattere prescrittivo. È uno strumento di supporto alle scuole, le quali hanno piena autonomia organizzativa, anche in questo settore, e disciplinano nel dettaglio ciascuna uscita secondo le modalità deliberate dai rispettivi organi collegiali. Il vademecum, continua la Commissione, non attribuisce né potrebbe attribuire nuovi compiti o responsabilità al personale della scuola oltre quelli previsti dal Codice Civile e dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, ma ribadisce e riepiloga gli obblighi a cui sono tenuti i conducenti degli automezzi, nonché le certificazioni e le attestazioni di cui gli automezzi devono essere obbligatoriamente forniti.

QUAL È L'OBIETTIVO Ai soli conducenti vanno addebitati i comportamenti forieri di rischio dagli stessi eventualmente posti in essere, così come sono esclusivamente le società di trasporto a dover rispondere per quanto concerne la verifica alla guida dei loro dipendenti e le condizioni del veicolo. L'obiettivo è che, sulla base delle indicazioni riportate nel vademecum (per esempio queste), conclude la Commissione, la scuola sia così in grado di segnalare al Servizio Polizia stradale, nell'ottica di una fattiva collaborazione, eventuali situazioni ritenute a rischio senza che ciò comporti per i dirigenti e i docenti alcun ulteriore obbligo né di sorveglianza sulla condotta del conducente né di accertamenti tecnici sull'automezzo.

ERA IL CASO DI POLEMIZZARE? Non si capisce perché tutte queste polemiche sulla sicurezza stradale: è ovvio che si tratta di una verifica preliminare, rapida, da parte dei docenti; è ovvio che debba intervenire la Polizia, al momento opportuno. Qui si tratta di salvaguardare la sicurezza e la vita dei ragazzi in gita scolastica, dei docenti stessi e degli altri utenti della strada. Dare attenzione alla sicurezza stradale significa anche fare cultura: i ragazzi ci guardano. Insegniamo loro che il controllo delle condizioni del conducente e del mezzo è vitale per prevenire sinistri.

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