Ford testa gli operai robot: per ora assistono quelli in carne ed ossa. Poi?

Sollevare ammortizzatori e avvitatori o fare un caffè: i robot di Ford aiutano in ogni modo gli operai che montano la Fiesta. Altri usi in vista

15 luglio 2016 - 19:01

La notizia è freschissima: Ford Motor Company ha annunciato di aver iniziato i test di un nuovo tipo di robot per linea di montaggio nel suo stabilimento di Colonia, in Germania. Anche se non sono umanoidi, questi robot sono comunque molto più “simpatici” di quelli che saldano o verniciano: si tratta infatti di braccia articolate praticamente prive di spigoli e che, in alcuni casi, finiscono con una “mano” che calza un guanto da lavoro identico a quello degli operai in carne ed ossa. Ford dice che in poco tempo questi “assistenti” vengono considerati dagli operai come parte del team!

UN AIUTO CHE NON PRENDE IL TUO POSTO Due di queste macchine, il cui “corpo ” è alto circa 90 cm, sono attualmente in uso nello stabilimento Ford di Colonia e il loro compito è assistere gli addetti alla linea di montaggio nell'installazione degli ammortizzatori posteriori delle Fiesta.

Gli operai, in questo modo, non devono più fare strane contorsioni, destreggiandosi fra gli ammortizzatori e gli utensili usati per installarli: ora è il robot che li aiuta a posizionare ed montare le parti. Questi “apprendisti” sono stati sviluppati in collaborazione con la società tedesca di robotica KUKA Roboter e il loro scopo è assistere i lavoratori umani nelle linee di assemblaggio, certamente senza prendere il loro posto.

CAPACI DI FAR TUTTO I robot hanno dei sensori che rilevano la vicinanza delle persone in modo che essi possano rimanere vicini e dare l'assistenza necessaria; questi stessi sensori impediscono poi che i robot possano muoversi in maniera pericolosa per i lavoratori. Ford evidenzia che robot possono sollevare carichi pesanti (l'idea è simile a quella degli esoscheletri sperimentali di BMW) ma, oltre a questo compito, essi sono programmabili per operazioni più “delicate”. In un video di presentazione, infatti, è possibile vederne uno che fa il caffè, premendo i pulsanti giusti di un distributore automatico e, non contento di questo, fa un massaggio rilassante alla testa di un operaio, come si può vedere nell'immagine qui sotto.

Si tratta evidentemente di boutade (la base del braccio è saldamente fissata a terra e non può certamente avvicinarsi al distributore delle bevande) ma Ford vuole evidenziare la precisione con la quale il braccio meccanico si può muovere.

SUPERARE I LIMITI UMANI L'Azienda spiega anche che questi robot possono rendere l'assemblaggio non solo più sicuro e facile per gli operai ma diminuiscono gli errori pur aumentando la velocità delle operazioni (guarda l'idea di Honda che prevede che gli operai seguano le auto nelle linee di assemblaggio). Ford chiama questi sistemi “collaborative robot”, sottintendendo che essi non prenderanno il posto degli operai (leggi come le operazioni di personalizzazione delle auto con gli optional possono essere fatte solo dagli operai umani). L'idea di un aiuto meccanico alle persone traspare dalle dichiarazioni di Klaus Link, Key account manager per Ford di Kuka: “Siamo orgogliosi di mostrare le capacità della nostra nuova generazione di robot 'sensitive' che stanno sostenendo e collaborando con i lavoratori Ford svolgendo compiti non soltanto ergonomicamente difficili ma anche impegnativi tecnicamente. Ascoltare i feedback degli operai ci aiuterà a fare sempre meglio”. Visto il giudizio positivo che Ngali Bongongo, un operaio dello stabilimento di Colonia, dà di questi robot (“lavorare a braccia alzate con pesanti utensili pneumatici è un lavoro duro che richiede forza, resistenza e precisione. Questo robot dà un aiuto efficace in queste situazioni”) non stupiscono i piani di espansione del sistema alle fabbriche del Nord America. Ma questi originali aiutanti aprono scenari nuovi: Karl Anton, Director of vehicle operations di Ford Europa, ha infatti detto che questa tecnologia potrebbe “aprire orizzonti illimitati nella produzione e progettazione di nuovi modelli Ford”. Le ipotesi aperte da questa frase sono interessanti: come non pensare al fatto che, se i designer e gli ingegneri non dovessero fare i conti con i limiti fisici dei lavoratori umani, essi avrebbero più libertà nella progettazione? Domanda: in tal caso eventuali smontaggi per riparazioni sarebbero possibili soltanto da parte dei robot? In tal caso le Reti ufficiali di assistenza sarebbero in una botte di ferro!

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