Follia Bollo auto, una city car nuova paga più di una vecchia supercar

Pochi ricordano che per il bollo di una Fiat Panda bastava pagare circa 10 euro, una tassa decuplicata negli anni per molte altre sfortunate auto

29 gennaio 2018 - 11:33

Ormai da molti decenni l'automobile è considerata dai vari Governi del nostro Bel Paese una fonte inesauribile e sicuradi grossi introiti fiscali attraverso svariate tasse che nel corso degli anni sono cresciute in modo abnorme.Come se non bastasse, oltre le tasse pagate al momento dell'acquisto dell'auto ed a quelle con scadenza annuale, è prassi consolidata aumentare le accise sui carburanti (la grossa percentuale che va allo Stato, circa il 70% del prezzo alla pompa) o imporrele famigerate “una tantum” o i superbolli per i frequenti terremoti o le periodiche crisi economiche. Insomma un salasso continuo e  insostenibile a spese degli automobilisti. Fra questi svariati balzelli, il cosiddetto bollo auto, ex tassa di circolazione ( ora di fatto una tassa di possesso), è senza dubbio quello più odiato ed assurdo perché gli aumenti continui che si susseguono nel corso degli anni e il cambio fortemente sfavorevole tra lira ed euro, lo hanno portato a cifre inverosimili che non trovano riscontro in altri Paesi.Peraltro il bollo auto è considerato un tributo regionale quindi le singole Regioni hanno facoltà di aumentare ulteriormente la tassa. Ecco alcuni esempi più incredibili che dimostrano quanto negli anni il costo di mantenimento delle auto sia cresciuto a dismisura non solo per le auto più esclusive ma anche per quelle medie con motori più vivaci.

10 EURO PER UNA PANDA Gli italiani, si sa, hanno la memoria corta e le nuove generazioni ignorano la realtà economica e la storia del nostro Paese nei decenni passati. Giova quindi ricordare qualche cifra a campione per toccare con mano a quali livelli insostenibili siamo giunti. Nel 1987 (tasso di inflazione annuo del 5,19%) una Fiat Panda 750 (10 CV fiscali) pagava un bollo di 19.800 lire, equivalente a 10,2 euro, mentre per una Mini 1.0 (12 CV fiscali) l'importo era di 34 mila lire (17,5 euro). L'Alfa Romeo 33 1.3 (79 CV-15 cv fiscali) pagava 59.400 lire (30,6 euro). Salendo di cilindrata rileviamo ad esempio che una BMW 320i (129 CV; 20 cv fiscali) pagava 120.600 lire ( 62.2 euro), una Ferrari 308 GTB 3.2 (270 CV-27 cv fiscali) pagava 265.400 lire (137 euro), una Jaguar XJ6 3.6 (221 CV-30 cv fiscali) pagava 315.600 lire di bollo pari a 163 euro. Come si può vedere si tratta di importi già abbastanza elevati rispetto agli anni '70, ma proporzionati al tipo di vettura, soprattutto ben differenziati tra auto piccole, medie e quelle di alta gamma.

INFLAZIONE DA RECORD, NACQUE IL SUPERBOLLO Da tener presente che nella prima metà degli anni '80 il tasso di inflazione in Italia era molto elevato con un picco del 21,06%  nel 1980, sceso progressivamente fino al 5% circa a fine decennio. Per conseguenza tutti i prezzi, bolli auto compresi, subivano aumenti continui e consistenti ma crescevano in proporzione anche le retribuzioni grazie al meccanismo della “scala mobile” che, al fine di tutelare il potere d'acquisto, teneva conto del tasso di inflazione. La scala mobile è stata abolita nel 1992 dal Governo Amato, lo stesso che, oltre al prelievo forzoso (notturno) del 6 per mille sui depositi bancari e postali,  impose il superbollo ai possessori di auto oltre 2.0 litri di cilindrata, un provvedimento iniquo e demagogico che fece crollare il mercato di quel florido segmento creando nuovi disoccupati e una perdita di miliardi per l'erario. Nel 1994 il superbollo fu abolito dal nuovo Governo Berlusconi, grazie anche alle pressioni delle Case coinvolte (Jaguar, Mercedes, BMW, Porsche) presso la Commissione Europea.

INFLAZIONE AI MINIMI STORICI, BOLLI  AI MASSIMI La situazione attuale è ben diversa in negativo. Da almeno 15 anni il tasso di inflazione in Italia è molto basso a causa della grave crisi economica: addirittura il 2016 ha visto una deflazione di – 0,09%. Nel 2015 il tasso medio è stato dello 0,04%, mentre il 2017 ha fatto registrare un'inflazione dell' 1,23%. Parallelamente gli stipendi base e le pensioni sono bloccati da oltre 10 anni e in alcune città e regioni sono addirittura diminuiti a causa dell'aumento delle tasse comunali e regionali. Nonostante ciò il costo dei bolli auto è sempre aumentato per foraggiare i bilanci disastrosi della pubblica amministrazione locale. Attualmente una piccola berlina come la Ford Fiesta 1.4- 97 CV paga un bollo di ben 203 euro, pari a 393 mila lire, importo esagerato, nettamente superiore al bollo previsto per Ferrari 308 GTB e Jaguar XJ6  nel 1987 preso in esame. Anche la prestigiosa e costosa Mercedes 420 SL Roadster 4.2 V8 pagava un bollo più economico (365.800 lire). Una BMW serie 1- 140 CV paga un bollo di 307 euro (594.352 lire), una Jaguar XF 3.0 – 240 CV  paga 634 euro (1.227.424 lire). Balza subito agli occhi il ridotto divario tra l'importo del bollo di una piccola berlina 1.4  e una potente 3.0 V6 da 240 CV.  Ma con le auto oltre 185 kW di potenza (circa 250 CV) soggette al superbollo – leggi qui cosa è cambiato negli ultimi anni,  assistiamo all'apoteosi del fisco punitivo ed ottuso. Una Ferrari 488 deve pagare ben 6726 euro (oltre 13 milioni di lire), per una Jaguar F Type 5.0 V8 “bastano” 4986 euro (9.652.896 lire). Per chi vuole risparmiare c'è la Ford Mustang 2.3 Ecoboost che paga appena 1506 euro. Ma anche auto più abbordabili come ad esempio la Golf R, la Seat Leon Cupra o la Skoda Superb 2.0  pagano il loro bravo superbollo.

SUPERBOLLO VERGOGNA IDEOLOGICA Il superbollo è stato imposto nella forma attuale nel 2012 dal Governo Monti. Sul piano degli introiti fiscali programmati il provvedimento si è rivelato un totale fallimento poiché il solo effetto, peraltro facilmente prevedibile, è stato la riduzione delle vendite delle auto sopra i 185 kW di potenza e il dirottamento verso Paesi esteri di un consistente parco circolante coinvolto nella tassa, con relativi mancati introiti fiscali di IVA, bolli e tasse varie. Insomma un clamoroso autogol finanziario per lo Stato e un pesante balzello per i consumatori da cui nessun politico vuole liberarci.  Qualche illuminato esponente degli ultimi Governi ha proposto timidamente l'abolizione del superbollo senza alcun esito. Si ha l'impressione che il problema sia volutamente passato nel dimenticatoio e che ci sia un certo timore di natura ideologica nel favorire tale abolizione. Il nuovo pauperismo è di moda. Ma forse anche le Case penalizzate dal provvedimento non si sono attivate concretamente a differenza di quanto avvenne nel 1993.

NIENTE BALZELLI SE LA TARGA E' ESTERA Per quanto riguarda il bollo “ordinario” si sente dire spesso che molti automobilisti non lo pagano e i nuovi sistemi di controllo dovrebbero ridurre notevolmente tale fenomeno. Fermo restando il principio secondo il quale più una tassa è iniqua e alta, maggiore è il tasso di evasione, a noi risulta che il mancato pagamento del bollo riguarda essenzialmente le numerose auto con targa estera che circolano illegalmente da vari anni in Italia (leggi qui se un'auto estera puoi avere l'assicurazione italiana?). Peraltro queste vetture, a causa di impedimenti burocratici, sono esentate dalla revisione periodica nel nostro Paese. E' molto improbabile che gli intestatari di veicoli immatricolati in Italia non vengano individuati e sanzionati nel caso di bolli non pagati. Dopo l'avviso bonario all'interessato si passa all'ingiunzione di pagamento maggiorato da interessi e sanzioni, fino ad arrivare al fermo amministrativo e al sequestro dei beni.

BOLLO NEL PREZZO DEI CARBURANTI: NO GRAZIE Tuttavia, la proposta di inglobare il costo del bollo nel prezzo dei carburanti presenta evidenti controindicazioni. Il risultato potrebbe essere nefasto poiché gli importi dei bolli sono elevati e ciò porterebbe alle stelle il prezzo alla pompa dei carburanti, già ai massimi livelli europei, con tutte le conseguenze del caso. Discutibile e fortemente demagogica l'esenzione dal bollo delle auto ibride ed elettriche dal momento che si tratta di tassa di possesso da pagare anche se non si circola. Inoltre, anche per le ibride vale la stessa verità che pesa come un macigno sulle auto diesel e benzina: i consumi e quindi le emissioni dichiarate, non sono quelle reali. Giova infine ricordare che la ricevuta di pagamento del bollo auto va conservata in auto poiché è vero che Polstrada e Carabinieri non sono più tenuti a controllare l'avvenuto pagamento della tassa, tuttavia tale incombenza resta per la Guardia di Finanza.

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