Filiera automotive: nel 2014 fatturato di 40 miliardi

Risultato in positivo per le aziende italiane che operano nel comparto auto: il 2014 ha fatto segnare un aumento del 3,6%

14 aprile 2015 - 16:00

Dopo le buone notizie per il mercato, anche la filiera automotive nazionale sorride. A pochi giorni dalla diffusione dei positivi dati sul mercato auto in Italia, nuovamente in crescita (è stato registrato il 15,3% in più rispetto a marzo 2014) la fotografia scattata all'intero comparto dell'auto (che conta 165.000 addetti) parla chiaro: nel 2014 il fatturato complessivo della filiera automotive ha fatto segnare quota 40 miliardi di euro, risultato in aumento del 3,6% in confronto al 2013. Basta un dato per comprendere come anche tutta la filiera automotive segua a ruota la ripresa economica e il new deal del mercato auto dopo i lunghi anni della crisi: il Piemonte, da solo, dove ha sede il 37% delle aziende che operano nel comparto automotive, ha fatto segnare un fatturato di 19 miliardi di euro.

IL PEGGIO E' ALLE SPALLE? – Questo, in estrema sintesi, è lo stato dell'arte del comparto automotive in Italia messo in evidenza in questi giorni dall'Osservatorio sulla Filiera Automotive in Italia: il rapporto è stato realizzato dalla Camera di Commercio di Torino in collaborazione con ANFIA e con la Camera di Commercio di Modena su dati raccolti da Step Ricerche al termine di un sondaggio articolato su 681 questionari che, a gennaio, hanno coinvolto le aziende che operano nell'automotive in Italia, e dell'analisi dei bilanci di 1.600 imprese del comparto. Fra i maggiori meriti che vanno ascritti agli operatori della filiera automotive nazionale e che hanno contribuito all'uscita del comparto dalla crisi, in primo piano ci sonoqualità e innovazione (gli investimenti sulla ricerca riguardano il 62% delle aziende intervistate dal sondaggio), come indica Aurelio Nervo, presidente del Gruppo Componenti di ANFIA: “La componentistica italiana ha attraversato la crisi a testa alta grazie all'alto fattore di innovazione e di qualita' dei prodotti e dei processi delle nostre imprese, capaci di mettere a frutto nei mercati esteri le proprie strategie di sviluppo”.

SGUARDO LONTANO PER RIPRENDERE FIATO – E non vanno dimenticate le capacità di esportazione: nel 2014, il 72% delle aziende nazionali che operano nella filiera automotive hanno varcato i confini, anche se il flusso delle esportazioni è risultato in calo per il 17% delle realtà nazionali. Fra i mercati di maggiore riferimento, il 37% delle esportazioni di componenti automotive è andato verso Paesi extra – UE. E “tiene” bene anche la capacità imprenditoriale di “fare impresa” all'estero: nel 2014, su 32 operazioni di apertura di filiali e stabilimenti al di fuori dei confini nazionali, soltanto tre si trovano in Europa occidentale, mentre le restanti ventinove hanno sede in mercati più lontani: fra questi, Cina (otto), Uzbekistan e India (tre ciascuno). Tra i principali clienti delle aziende italiane del comparto automotive c'è FCA: il gruppo Fiat Chrysler Automobiles viene “servito” dal 60% delle imprese, anche se riguardo al fatturato occorre specificare che la quota media di FCA sui ricavi in Italia è scesa dal 41% al 29%.

IL FUTURO PASSA PER L'INNOVAZIONE – Riguardo al futuro dell'auto, un capitolo che è bene avere al primo posto sul taccuino delle priorità da parte delle aziende che operano nel settore automotive, il rapporto mette in primo piano la ricerca verso vetture sempre più “autonome” e costruite con materiali leggeri per venire incontro alle esigenze di attenzione verso consumi ed emissioni: l'auto “smart & clean”, cioè l'auto dotata di tecnologie di ultima generazione, viene vista come oggetto di investimento da parte del 40% delle aziende; per non parlare del comparto OEM: il 70% delle aziende già investe in ricerca e sviluppo.

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