FCA: la tassa sulla CO2 minaccia un piano da 5,7 miliardi in Italia

Fiat-Chrysler si è impegnata ad investire oltre 5 miliardi di euro in Italia ma con la tassa sull'inquinamento potrebbe fare un passo indietro

14 dicembre 2018 - 17:00

FCA tuona contro il l'ipotesi sempre più concreta di una nuova tassa sulle auto. Il rischio è quello di arrivare ad una tassazione che vada ad interessare le vetture in base alle C02 prodotte. Si tratta di una ipotesi che agita tutto il mondo dell'automotive. Dopo la levata di scudi di UNRAE, Aci e altri rappresentanti del settore FCA scende in campo in prima persona e critica il Governo. La tassa, fanno sapere dall'azienda torinese, nuoce al mercato già in affanno e rischia di affossare i piani del brand per l'Italia. Nei fatti i 5,7 miliardi di euro che FCA si è impegnata a spendere in Italia per tenere attive tutte le linee di produzione presenti rischiano di non essere mai investiti. Al momento non si esclude un indietreggiamento politico, almeno per risparmiare le citycar dagli effetti del nuovo provvedimento.

ECOTASSA IN ARRIVO Fiat Chrysler Automobiles potrebbe rivedere l'annunciato piano di investimenti per l'Italia da ben 5 miliardi di euro. L'azienda prevede di frenare il promesso, ed atteso, passaggio a motori più puliti il Governo aumentasse le tasse sulle auto a benzina e diesel. Sul punto il Ceo di FCA Europa, Pietro Gorlier, è stato perentorio. In una lettera inviata ai rappresentanti della Regione Piemonte ha affermato che “Se queste misure fossero confermate a partire dal 2019, sarebbe necessario un esame approfondito del loro impatto e un aggiornamento dei piani già annunciati”. Pietra della discordia un emendamento alla legge di bilancio approvato alla Camera la settimana scorsa. Il Governo ha si approvato dei sussidi fino a 6.000 euro per veicoli a basse emissioni, come auto elettriche o ibride, ma ha anche incluso un sovrapprezzo fino a 3.000 euro per le auto a benzina e diesel che emettorno troppe CO2 (Leggi i dettagli sulla nuova tassa auto).

FCA PRENDE POSIZIONE Tuttavia, l'Esecutivo giallo-verde ha promesso modifiche al provvedimento in Senato, ed ha attivato una concertazione con i protagonisti del settore automotive. I sindacati e le associazioni del settore auto sono sul piede di guerra. In tutte le sedi hanno messo in guardia sulla nuova tassa affermando che danneggerebbe non solo le case automobilistiche ma anche l'intera catena di approvvigionamento e potrebbe avere impatti pesanti su di un settore già in difficoltà. Il mese scorso FCA ha reso noto che prevede di spendere oltre 5 miliardi di euro in nuovi modelli e motori elettrificati. Le operazioni dovrebbero concentrarsi in Italia e sarebbero distribuite nei prossimi tre anni per incrementare posti di lavoro e redditività. Eventuali modifiche al testo potrebbero comportare l'esclusione dei veicoli di minori dimensioni dalla tassa. “Lo scenario settoriale è stato significativamente modificato dagli interventi nel mercato dell'auto in discussione nella legge di bilancio, che a nostro avviso altera l'intero quadro all'interno del quale abbiamo delineato il nostro piano per l'Italia”, ha detto Gorlier di FCA. “Al momento non abbiamo ancora conoscenza di quale sarà lo scenario normativo nei prossimi anni.”

I PIANI IN ITALIA FCA, con il piano industriale presentato lo scorso giugno dal compianto Sergio Marchionne, si è impegnata a produrre nuovi modelli in Italia. I sindacati hanno fatto sapere che l'azienda è interessata a rimodulare i siti produttivi nel nostro pese. Il brand, che è attualmente impegnato ad aumentare i margini di profitto in Europa, avrebbe intenzione di incradinare la catena di montaggio della nuova sportiva Maserati Alfieri in Italia. Nei piani c'è una conversione degli impianti italiani per costruire Alfa Romeo, Jeep e Maserati invece che veicoli meno redditizi nel tentativo di preservare posti di lavoro e aumentare i margini di profitto. A Melfi dovrebbe sbarcare la produzione della Jeep Compass mentre Pomigliano, è destinato a dire addio alla Fiat Panda, il veicolo più venduto in Italia potrebbe essere trasferito in Polonia. Mirafiori dovrebbe rinascere come polo della mobilità sostenivile ospitando le linee della nuova Fiat 500 elettrica (Leggi tutti i dettagli sui piani industriali di FCA in Italia).

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Guardrail intelligenti: Geronimo allerta i soccorsi in caso di incidente

ADAS obbligatori dal 2022: ecco l’accordo dell’unione europea

Nvidia accusata di plagio: il sistema Mobileye che prevede gli automobilisti