Europa 2020. La sicurezza stradale sta funzionando?

Il programma per dimezzare i decessi nelle strade d'Europa entro il 2020 è arrivato a metà del cammino e la Commissione Europea tira le somme

16 giugno 2015 - 10:17

Le fatalities dovute agli incidenti stradali sono una questione molto grave che, proprio per questo motivo, ha già attirato l'attenzione della Commissione Europea. L'azione della Commissione, che è ispirata al documento Policy orientations on road safety 2011-2020, emesso nel luglio del 2010, è stata recentemente sottoposta ad un consuntivo: vediamone i risultati.

FACCIAMO UN CHECK SULLA SICUREZZA – Questa valutazione intermedia si è basata su vari contributi: il database europeo degli incidenti stradali CARE, lo studio di un esperto in sicurezza stradale, informazioni fornite da operatori esterni e sui risultati di un'ampia rassegna della letteratura in materia. Dalla valutazione sembrano emergere buoni risultati, con la conclusione che la road safety policy europea è generalmente sulla strada giusta. Il numero di vittime della strada nell'Unione europea è in calo, soprattutto per gli utenti motorizzati della strada e per la critica fascia di età giovanile. L'aspetto interessante è che questa riduzione sembra essere una conseguenza delle azioni compiute dalla UE. L'obiettivo strategico definito ha mantenuto la sua rilevanza e il suo essere sfidante e le azioni definite dalla Policy stanno procedendo come previsto, con alcune che sono già state completate.

UN'ISTANTANEA DELLA SITUAZIONE – Prima di ogni cosa occorre tenere bene a mente di quanto la sicurezza stradale sia complessa, essendo il risultato di una serie di fattori quali il comportamento degli utenti della strada, la progettazione e la qualità dei veicoli e dei dispositivi di sicurezza, il design (scopri come influenza la sicurezza dei pedoni) e la manutenzione delle infrastrutture stradali e l'efficacia degli interventi di emergenza in caso di un incidente. Un altro fattore di complessità è il fatto che la sicurezza stradale è una competenza “condivisa”, nel senso che molte regole importanti, come ad esempio l'applicazione delle norme sul traffico e l'istruzione degli utenti della strada sono gestiti principalmente dagli Stati membri, con l'UE che contribuisce nel momento della cooperazione e dell'armonizzazione delle norme a livello sovranazionale. Oggi è comunque possibile affermare come le strade europee siano molto più sicure rispetto al passato, con l'Unione Europea che è la regione più sicura al mondo. Questi risultati non impediscono comunque il verificarsi di più di 25.000 decessi l'anno per incidente stradale nell'UE, con un numero di feriti gravi molto superiore. I traumi da incidente rimangono una delle più diffuse cause di morte per i giovani tra i 15 e i 25 anni, con la guida in stato di ebbrezza e l'eccesso di velocità responsabili di una larga parte di tutti gli incidenti stradali mortali. Il numero di vittime è in diminuzione in Europa, con un decremento del 18,2% dal 2010 al 2014 (avvertibile soprattutto fra i giovani e gli utenti dei mezzi a motore) ed un certo livellamento nelle percentuali dei diversi Stati membri.

CHE FARE? – La sicurezza degli utenti della strada più vulnerabili (pedoni, anziani e ciclisti) sta aumentando più lentamente, come testimoniato da una diminuzione dei decessi inferiore alla media generale. Appare chiaro come sia difficile distinguere esattamente gli effetti delle politiche della UE nella diminuzione delle fatality ma le sostanziali diminuzioni sperimentate dagli Stati dopo la loro adesione alla UE testimoniano la loro efficacia. Le aree nelle quali la UE deve profondere i prossimi maggiori sforzi sono state individuate nell'istruzione e formazione degli utenti della strada e nell'ottenere un maggior rispetto delle norme del codice della strada. Importantissimo è anche un aumento della sicurezza, sia delle infrastrutture stradali sia dei veicoli. Da perseguire è anche l'utilizzo diffuso di tecnologie di sicurezza moderne e il potenziamento dei servizi di emergenza e di trattamento delle lesioni gravi. Da curare in modo particolare è poi la riduzione della vulnerabilità degli utenti più a rischio della strada. Rimane comunque il fatto che il primo fattore di sicurezza è il comportamento di noi guidatori, che dev'essere il più possibile responsabile e consapevole.

1 commento

Andrea
23:35, 17 giugno 2015

“La sicurezza degli utenti della strada più vulnerabili (pedoni, anziani e ciclisti) sta aumentando più lentamentelentamente”. Questo è il vero indicatore da prendere in considerazione poiché, il minor numero di morti e feriti a bordo di autovetture è in gran parte imputabile al miglioramento della sicurezza passiva dei veicoli e non alla “conseguenza delle azioni compiute dalla UE”

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