E' sicuro: Volkswagen si riorganizza per vendere più auto
Il Gruppo ha bisogno di una struttura più snella e reattiva, più potere ai dodici brand e ai singoli vertici regionali. Lo ha detto Winterkorn
Il Gruppo ha bisogno di una struttura più snella e reattiva
Il Gruppo ha bisogno di una struttura più snella e reattiva, più potere ai dodici brand e ai singoli vertici regionali. Lo ha detto Winterkorn
Va in onda un'altra nuova puntata della telenovela che racconta la riorganizzazione del Gruppo Volkswagen. Si susseguono voci che gridano nuove strategie e linee di condotta diverse dal passato, ma quella giusta, che noi vi abbiamo riportato qualche giorno fa, è quella che prevede la “ristrutturazione” dei dodici brand, con un pensiero fisso alle holding.
PIU' DI UNA CERTEZZA – Il Ceo di Volkswagen, Martin Winterkorn, ha incontrato qualche ora fa i dipendenti a Wolfsburg. In questa occasione il “grande capo” ha lasciato trapelare qualche dichiarazione (voluta? Probabilmente sì, vista l'occasione) in merito al futuro e quindi al riassetto del Gruppo. Le parole di Winterkorn sembrano andare verso una sola direzione, quella che auspica la vociferata riorganizzazione del gruppo in quattro holding. Questa la probabile suddivisione: il primo blocco societario (guidato dall'ex BMW Herbert Diess) dovrebbe includere i brand Volkswagen, Seat e Skoda, mentre Audi si ritroverebbe con Lamborghini e Ducati. La terza holding includerebbe invece Porsche, Bugatti e Bentley, mentre la quarta struttura sarebbe riservata a Scania, MAN e agli altri veicoli commerciali.
IL PENSIERO DI WINTERKORN – L'agenzia Bloomberg ha riportato alcune dichiarazioni del Ceo: “Volkswagen deve diventare più veloce, flessibile e agile”, quindi tutto lascia pensare a una frammentazione più equilibrata e ripartita dei brand. Dopo la caduta dell'ex presidente Ferdinand Piëch, Winterkorn avrebbe tutta l'intenzione di abbandonare la struttura ultracompatta che ha finora contraddistinto il colosso tedesco: “la nostra azienda è molto più che la somma delle sue parti e questo richiede il giusto equilibrio tra la leadership centrale e una maggiore indipendenza”. Tradotto, il Ceo vuole investire di maggiori responsabilità e libertà di movimento i top manager dei dodici brand, separando le vendite dalla produzione e anche dal mercato cinese, per cui potrebbe essere creata una struttura distinta.
I NUMERI CONTANO! – Un passaggio fondamentale è la separazione del “reparto vendite” da quello della produzione. I numeri contano tantissimo, Winterkorn (che li ha sotto controllo ogni giorno) lo sa bene e sa bene che Volkswagen sta rallentando la sua crescita. Quindi, la nuova organizzazione dovrà arrivare il prima possibile, insieme ad una rivisitazione dell'organigramma dei vertici. Al di là delle questioni interne, per Volkswagen il momento è delicato anche nei numeri: con le 858.000 consegne di maggio (-2,6% rispetto al 2014), il bilancio dei primi cinque mesi del 2015 è appena salito a 4,2 milioni di veicoli: una crescita pari soltanto allo 0,3%,. Alla crescita in Europa (+3,3%, Germania esclusa), Wolfsburg osserva un calo “domestico” (-11,8%) e l'esigenza di correre ai ripari per il crollo del mercato russo (-40,8%). Vista la situazione, capiamo la necessità dello “scossone”; ci vogliono nuove e maggiori energie da dedicare in ogni settore di ogni brand. La macchina infernale “macina numeri ok!” ha bisogno di tornare a correre!