Droga al volante: in arrivo più controlli su strada

Siglato il protocollo per interventi antidroga: obiettivo, il contrasto dell'incidentalità

8 aprile 2016 - 11:00

È lotta alla guida in stato alterato da droga. Il 7 aprile scorso, è stato siglato un protocollo d'intesa, con un obiettivo facile a dirsi e difficile da centrare: promozione di interventi in materia di politiche antidroga e di tutela della salute pubblica attraverso il contrasto dell'incidentalità causata dall'uso di sostanze stupefacenti. A firmarlo, il dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio, e il dipartimento della pubblica sicurezza. Questo protocollo rende operativa la collaborazione delle due istituzioni avviata il 23 dicembre 2015: era finalizzata a ridurre l'incidentalità stradale. Incrementando i controlli per contrastare la guida sotto l'effetto di droga, ma anche di alcol.

IN CONCRETO Così, il dipartimento di pubblica sicurezza destinerà risorse per comprare gli strumenti adatti: precursori per il controllo preliminare della presenza di stupefacenti; più i kit diagnostici per gli accertamenti di laboratorio. Perché la verifica è duplice: una preliminare e, se questa è positiva, una eventuale seconda, molto più tecnica e scientifica. Servono dispositivi adatti, da mettere a disposizione delle Forze dell'ordine, che non possono fare i miracoli, per via della complessità delle operazioni: vanno scrupolosamente osservate le procedure dettate dal Codice della Strada. Per la massima precisione del controllo, e per non subire rovesci in eventuali cause intentate dagli automobilisti risultati drogati: vedi qui.

SOLDI: DA DOVE I quattrini messi a disposizione dal dipartimento delle politiche antidroga sono tratte dal Fondo incidentalità notturna, previsto dalla Legge 160 del 2007, esistente presso la presidenza del Consiglio, nel quale confluisce una parte delle sanzioni per le violazioni accertate dagli organi di Polizia stradale. In passato, i servizi mirati di contrasto per la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, svolti dalla Polizia a partire da giugno 2015, hanno interessato 35 province. Verifiche fatte mediante test di screening sulla saliva. Nel corso dei servizi sono stati effettuati 260 posti di controllo, con l'impiego di 1.630 operatori della Polizia di Stato e 349 tra medici e personale sanitario della Polizia di Stato. Operazioni delicate e complesse, che richiedono tempo e perizia. Per la droga, i numeri sono questi: 930 automobilisti sottoposti al test di screening per stupefacenti, a seguito dell'esame comportamentale dei sanitari della Polizia, per valutarne lo stato psicofisico; 268 di questi ultimi sono risultati positivi ad almeno una sostanza stupefacente. Le successive analisi effettuate sui campioni salivari (presso il Centro ricerche di laboratorio e tossicologia forense della Polizia di Roma) hanno confermato la validità dell'80% dei test di screening positivi.

MAGGIORE IMPORTANZA I controlli sullo stato del guidatore sono ancora più importanti oggi che c'è il reato di omicidio stradale (vedi qui): perché le pene scattino, occorre dimostrare in modo rigoroso che il conducente fosse sotto l'effetto di alcol o droghe. Se nel primo caso il compito è già difficile, per quanto riguarda gli stupefacenti il lavoro diventa difficilissimo: va provato che il guidatore si sia drogato poco prima di mettersi al volante. Oppure niente multe, e niente omicidio stradale: vedi qui.

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