Doppia multa autovelox: esiste una distanza minima tra due telecamere?

La possibilità di ricevere due multe da altrettanti autovelox sullo stesso tratto di strada è decisamente alta: ma c'è una distanza minima?

30 agosto 2018 - 15:00

Due multe in una, o quasi. Verrebbe da dire così guardando a quegli automobilisti “pizzicati” a stretto giro da almeno due autovelox sullo stesso tratto di strada. Quindi che fare? Ci sono i presupposti per intentare un ricorso o dobbiamo rassegnarci all'ineluttabilità della “doppia contravvenzione”. Ma sopratutto la Legge, in merito alla distanza che deve intercorrere tra un autovelox e l'altro, dice qualcosa? Come vedremo nelle prossime righe resta un pizzico di amaro in bocca, in quanto il Codice della Strada, in questo caso, non è particolarmente “esaustivo”. Molto meglio per quanto riguarda i paletti per tutor e segnaletica, ma andiamo con ordine.

IL “BUCO” C'E' E SI VEDE Purtroppo eccoci alle prese con uno dei tanti vuoti normativi con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci. Il legislatore, infatti, non si è pronunciato in merito a tale quesito e di fatto la Legge italiana non stabilisce alcun paletto per quella che dovrebbe essere la distanza minima tra due autovelox. Non solo. Anche la Corte di Cassazione, a più riprese, ha di fatto legittimato tale “vulnus” – stabilendo tra l'altro che tutti gli enti locali con diritto ad elevare contravvenzioni per eccesso di velocità abbiano pieno potere decisionale sul dove installare le proprie postazioni autovelox. Questo si traduce nella concreta possibilità di cui sopra e cioè che un automobilista venga sorpreso a viaggiare a velocità sostenuta su un medesimo tratto di strada, anche da due autovelox. Il ricorso è possibile però. Il “fortunato detentore” delle due contravvenzioni può infatti appellarsi al fatto di aver ricevuto due multe, ma per fatti che si riferiscono ad una singola infrazione. In ogni caso quel che si porterà a casa sarà comunque l'obbligo di sanare almeno una delle due contravvenzioni elevate. In questo caso è sempre la Corte di Cassazione a venirci incontro che in più di un'occasione ha optato per affibiare all'automobilista di turno solo una delle contravvenzioni elevate.

E IL TUTOR? Fortunatamente esiste invece una regolamentazione ufficiale per quel che concerne la distanza minima tra i sistemi di rilevamento della velocità media, i tutor, o quelli che sostituiranno il vero sistema Tutor che Autostrade ha dovuto rimuovere perchè oggetto di falsificazione di brevetto. Secondo la normativa, questi non devono essere posizionati geograficamente troppo ravvicinati tra loro, in quanto verrebbe meno il concetto di misura della velocità media – guarda qui come funziona il nuovo Tutor, ponendosi alla stregua di un semplice autovelox. La distanza minima tra i due rilevamenti è quindi stabilita in 500 metri sui tratti di strada con limite non superiore ai 60 Km/h e in 1 Km in caso di limite non più elevato dei 100 Km/h.

DISTANZE CERTE, MA PER I CARTELLI Per una cosa almeno v'è certezza! Parliamo della distanza che deve avere la segnaletica preposta ad avvertire l'automobilista di essere in procinto di attraversare una zona sottoposta a controllo, sia della velocità istantanea – che “media”. Si tratta di un avviso tra l'altro obbligatorio, senza il quale l'eventuale contravvenzione può essere serenamente contestata e annullato. Ma di  che distanze parliamo? Eccole:

  • Almeno 250 metri sia in autostrada che sulle principali vie extra-urbane.
  • Almeno 150 metri per le vie extra-urbane non principali e sulle strade cittadine a scorrimento veloce.
  • Almeno 80 metri per tutte le altre vie e strade.

Purtroppo, come abbiamo appena visto non è possibile contestare la notifica di due multe raccolte su un tratto di strada “accusando” l'eccessiva vicinanza degli apparecchi di rilevamento. Più facile quindi cercare di “giocare” sull'effettiva distanza del cartello di preavviso o sul certificato di controllo e verifica che ogni autovelox deve portare in dote per comprovare di essere ben tarato.

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