Distanza autovelox-cartelli: 300 metri in futuro?

L'idea è questa: obbligare a piazzare gli autovelox a minimo 300 metri dai cartelli

16 giugno 2015 - 10:00

Autovelox: come evitare che i comuni (e altri enti) facciano cassa sulla pelle degli automobilisti? In passato, s'è cercato in ogni modo di arginare la “fame” di denaro delle amministrazioni nei confronti dei guidatori: addirittura, la circolare Maroni del 2009 ha tentato di disciplinare la questione senza introdurre nessuna novità di rilievo, ma semplicemente riassumendo una dozzina di precedenti circolari ministeriali che non venivano rispettate. Le cose sono cambiate di poco, a giudicare dalle imboscate (autovelox nascosti, cartelli illeggibili o poco chiari). Tant'è vero che dal 2014 si fa largo una nuova idea, la quale forse si concretizzerà nelle prossime settimane: vediamo di che si tratta.

IL CODICE DELLA STRADA OGGI… – Il comma 6 bis dell'articolo 142 del codice della strada stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbani essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del codice stessi. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del ministro dei trasporti, di concerto con il ministro dell'interno. L'amministrazione proprietaria della strada è tenuta a dare idonea informazione dell'installazione e della conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità, configurandosi, in difetto, l'illegittimità del relativo verbale di contestazione. Dalla violazione di tale disposizione discende l'illegittimità della sanzione eventualmente elevata: così la Cassazione, sentenza 5997/2014. Chiamata più volte a bacchettare i comuni che non rispettano le regole per fare cassa.

… E IL CODICE DELLA STRADA DOMANI – La legge oggi non fissa una distanza minima tra il segnale e l'autovelox, ma parla di distanza “adeguata” a garantirne il tempestivo avvistamento in relazione alla velocità: il governo in passato s'è ben guardato da fissare una distanza minima tramite decreto. Né ha recepito le circolari del passato. Tuttavia, c'è un disegno legge che potrebbe dare un ulteriore giro di vite. Ecco cosa rimarrebbe del codice della strada attuale: “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del codice stessi”. Ed ecco l'aggiunta sostanziale: “La distanza fra cartello e autovelox dev'essere di almeno 300 metri”. Fissata per legge, e non con una circolare. Né specificata con una sentenza. Così da migliorare la sicurezza stradale, e rendere le regole ancora più chiare.

DI CHI È L'IDEA – La proposta è di Simone Baldelli (Forza Italia): avrà successo? Chissà. Di certo, in passato il deputato già voleva fissare in 5 secondi la durata minima di accensione della luce gialla dei semafori. Un'idea gettata nel cestino dei lavori parlamentari dietro le spinte delle lobby dei comuni: un giallo di 3 secondi porta una quantità industriale di multe, non consentendo agli automobilisti di sgombrare l'incrocio prima del rosso. Con la telecamera che riprende tutto e invia la multa a casa.

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