Dieselgate Volkswagen: c'è l'accordo, in California se la cava con 14,7 miliardi

La corte USA ha approvato il buyback di 475 mila auto 2.0 Volkswagen e impegni per 4,75 miliardi. Ma la battaglia è ancora aperta sui 3.0 TDI

26 ottobre 2016 - 16:58

Una delle prime, importanti pennellate nel grande affresco dell'uscita dal Dieselgate è stata data: come avevamo anticipato parlando del buyback di 25 mila Volkswagen con il TDI 3.0 coinvolte nello scandalo delle emissioni fasulle, il giudice federale ha approvato la proposta di VW per riacquistare le automobili coinvolte e indennizzare i proprietari. Rimangono però aperti, parlando solamente degli Stati Uniti, diversi altri fronti spinosi, a partire proprio dal fix (che in alcuni casi non è fattibile) per i V6 da 3 litri, senza contare le cause con numerosi Stati degli USA, molti privati e diversi grandi investitori (leggi di come gli investitori chiedono 8 miliardi e intasano il tribunale).

PER IL GIUDICE È OK Il giudice Charles Breyer (ne avevamo parlato anche in occasione di una class action di 500 cause controVW) del Northern District of California ha quindi, come preannunciato, approvato ieri la proposta-monstre di 14,7 miliardi di dollari, uno dei più grandi accordi stipulati in assoluto da un'azienda, a prescindere dal settore di attività. L'intesa di Volkswagen AG con i regolatori e i proprietari di 475.000 veicoli diesel dotati del defeat device prevede vari capitoli, compreso il buyback che la casa automobilistica a dichiarato di voler iniziare a metà novembre. L'approvazione del giudice è stata cruciale per Volkswagen dato che ha segnato un primo passo verso l'uscita dalla palude nella quale era finita quando ha ammesso, a settembre dello scorso anno, di aver installato nelle unità di controllo dei motori un software che li faceva risultare più puliti di quello che erano realmente.

VA BENE COSÌ Infatti Hinrich Woebcken, CEO di Volkswagen Group of America, ha definito l'approvazione definitiva di questo accordo, annunciato già nel mese di giugno, “una tappa importante nel nostro cammino teso a far si che le cose vadano bene negli Stati Uniti. Ci impegniamo sin d'ora rispettare i termini dell'accordo nella maniera migliore possibile”. Il giudice Breyer non ha accolto le obiezioni sollevate dai proprietari delle auto che pensavano che l'accordo non desse loro abbastanza soldi, dicendo loro che esso in realtà li “compensava in modo adeguato”. Si parla infatti di un risarcimento composto dal valore del veicolo prima dell'esplosione dello scandalo al quale si aggiunge un risarcimento aggiuntivo compreso fra 5.100 e 10.000 dollari. Breyer ha motivato l'accettazione dell'offerta anche con il fatto che “tenendo conto dei rischi connessi ad un contenzioso prolungato, questo risarcimento immediato è di gran lunga preferibile”.

LA STRADA È ANCORA LUNGA L'accordo è stato siglato fra Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, la Federal Trade Commission, lo stato della California e i proprietari di veicoli che avevano presentato una class action contro VW ma la Casa, che ha ammesso da tempo di aver ingannato le autorità di regolamentazione, deve anche affrontare un'indagine penale. I termini della transazione prevedono circa 10 miliardi di dollari per i buyback e gli indennizzi aggiuntivi mentre 4,7 miliardi di dollari servono per compensare le emissioni in eccesso e per alimentare i progetti di veicoli puliti. VW può eventualmente “sanare” le automobili se le autorità di regolamentazione approvano i fix che proporrà loro; in ogni caso c'è un risvolto occupazionale positivo: Volkswagen USA ha assunto 900 persone, fra le quali quelle che, in ragione di una per concessionaria, gestiranno esclusivamente i riacquisti. E mentre a settembre un ingegnere di Volkswagen si è dichiarato pronto a collaborare nelle indagini sul dieselgate, in Europa e in Italia tutto sembra fermo e i risarcimenti che saranno erogati negli USA sembrano i mulini a vento, con gli europei nel ruolo di Don Quichotte. Saranno efficaci i richiami della Commissione Europea (l'ultimo è avvenuto in questi giorni, con la Commissaria Vera Jourova che ha chiesto a VW tutele per i clienti) se già l'AD di Volkswagen Italia ha dichiarato che non ci sono i presupposti per un risarcimento?

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