Dieselgate oltre l'auto: in arrivo una mega multa per i produttori di Tir

Il dieselgate non risparmia i camion: Man (Gruppo Volkswagen) si salverebbe per aver denunciato gli accordi sulle emissioni tra i Costruttori

31 maggio 2016 - 9:00

Si allarga il fronte dieselgate (leggi qui tutti gli articoli): non solo auto, non solo Gruppo Volkswagen (vedi qui Nissan fra gli altri), ma anche camion. Secondo il Financial Times, la Commissione dell'Unione europea potrebbe (entro fine 2016) chiedere una multa fino a 10,7 miliardi di euro ai maggiori Produttori di Tir nel Vecchio Continente. Il motivo? Avrebbero fatto cartello per posporre l'introduzione di nuove tecnologie nel campo della limitazione delle emissioni. In parole povere, un accordo per evitare investimenti tecnologici e mantenere il mercato allo status quo. A beneficio degli stessi Costruttori, e non certo dei consumatori/cittadini. 

FUORI I NOMI Nel mirino ci sarebbero i colossi dei camion Daf, Daimler, Iveco (parte del gruppo Cnh Industrial), Scania, Man e Volvo/Renault. L'Ue punterebbe a 10,7 miliardi come limite massimo raggiungibile, ossia il 10% del fatturato dei giganti coinvolti. I comportamenti coordinati da accordi sottobanco si sarebbero svolti tra il 2007 e il 2011. Qualche indizio pare arrivare dal fatto che alcuni Produttori in questione avrebbero già accantonato un tesoretto: Daf 945 milioni di dollari per far fronte alle possibili multe, Daimler 672 milioni, Iveco 500 milioni e Volvo/Renault 444 milioni, sempre secondo il Financial Times. Un po' come il Gruppo Volkswagen ha fatto per fronteggiare lo scandalo dieselgate le cause milionarie sia dei consumatori (specie in Usa e Svezia) sia degli azionisti (fra i più scatenati, c'è il ricchissimo fondo della Norvegia). 

MAGARI SE LA CAVA Un'altra ipotesi è che Man (Gruppo VW, come evidenziato qui, assieme a Scania) spera di cavarsela con nessuna pena: perché avrebbe spifferato alle autorità le condotte irregolari. E comunque, anche se Man dovesse evitare la sanzione, sarebbe un danno d'immagine. Senza contare che si arriverebbe a un record in ogni caso: si tratterà della più grande multa nella storia dell'Unione europea, capace di superare gli 1,4 miliardi comminati nel 2012 dalla Commissione ai produttori di tv.

TSUNAMI DIESELGATE Sarebbe stato proprio lo scandalo dieselgate VW a spingere i big dei camion a concordare tempi e aumenti dei prezzi per l'introduzione di nuove tecnologie di controllo delle emissioni. La commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha paragonato questa indagine sul cartello dei camion ai contenziosi tra Bruxelles, Google e Gazprom. Insomma, un affare non da poco, sia per quanto riguarda le dimensioni del cartello, sia per la risonanza a livello mondiale. La prova che lo tsunami dieselgate non ha affatto finito d'ingrossarsi…

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