Dieselgate: anche i motori 4.2 TDI sotto accusa. Via ai richiami in Germania

L'onda lunga del Dieselgate arriva anche ai grossi V8 TDI: Audi richiama 5 mila auto in Europa per un aggiornamento software

3 novembre 2017 - 17:32

Non era sicuramente facile, con le tecnologie di 10 e più anni addietro, riuscire a soddisfare le norme Euro 6. L'abbattimento degli abbondanti ossidi d'Azoto prodotti dai turbodiesel ad alte prestazioni richiede tecnologie ad hoc, come dimostrato dai recenti motori Mercedes potenti e puliti. Queste unità hanno infatti un assetto estremamente focalizzato alla riduzione degli NOx e godono di una progettazione piuttosto recente. Non altrettanto si può dire dei motori Volkswagen coinvolti nel dieselgate: le versioni con iniettore-pompa non sono probabilmente emendabili ma anche quelle dotate di common rail mostrano una certa propensione all'emissione “esagerata”. Questa pecca non ha risparmiato i motori più grandi: del V6 sappiamo già ma ora è arrivata una notizia relativa al richiamo del massiccio TDI V8 da 4,2 litri.

INDAGINE TECNICA La notizia è di ieri ed è contenuta in uno scarno comunicato di Audi: “A seguito di estese indagini tecniche, Audi ha potuto stabilire che è necessario un aggiornamento del software del motore per la sua Audi A8 (tipo D4) con il motore 4.2 TDI V8 con certificazione Euro 6. Fra gli scopi dell'aggiornamento c'è un più rapido raggiungimento delle condizioni operative ottimali del sistema di trattamento dei gas di scarico dopo l'avviamento a freddo: in questo modo le emissioni migliorano in condizioni di guida reali”.

Le condizioni di guida reali fanno capolino e ci ricordano che dal 1° settembre di quest'anno sono scattati i nuovi test di omologazione che prevedono, per l'appunto, anche le prove su strada Real Drive Emission.

HO RIFERITO ALLE AUTORITÀ Audi ha riferito direttamente e in dettaglio queste sue risultanze all'Autorità federale tedesca dei trasporti a motore (Kraftfahrt-Bundesamt/KBA), suggerendo un aggiornamento software nel contesto di un richiamo che è già in preparazione. Su questa base KBA ha dato il suo assenso al recall: il software dovrebbe essere disponibile nel primo trimestre del 2018, dopo aver sostenuto una serie di test invernali e, dopo l'approvazione, seguirà una rapida fase di implementazione che avverrà in stretta collaborazione con le Autorità.

Sarà garantito che il nuovo software non alteri svantaggiosamente i consumi e le prestazioni e anche questo aspetto sarà coordinato con le Autorità di regolamentazione (leggi delle lamentele dei clienti Volkswagen dopo l'aggiornamento).

FACCENDA SPINOSA L'onda del dieselgate si sta quindi frangendo su tutto il Gruppo Volkswagen, non risparmiando i segmenti top: la Cayenne era stata infatti ufficialmente richiamata nel luglio scorso e anche la Touareg sarà probabilmente coinvolta. Le vetture interessate sono 4.997, delle quali 3.660 sono state immatricolate in Germania: si tratta delle Audi A8 costruite fra il settembre 2013 e l'agosto 2017, che sono quindi dell'ultima generazione. Molti modelli di Audi sono stati colpiti e la Casa è stata accusata dai media di esser stata la creatrice dei defeat device diversi anni fa ma non di averli installati subito nei propri veicoli (leggi che il dieselgate sarebbe nato per i motori Audi V6): Audi e Volkswagen non hanno però mai commentato la questione. Degno di nota è poi un altro annuncio, sempre reperibile nei siti della Casa: il Costruttore offrirà, a circa 850 mila proprietari di vetture Audi dotate di motori V6 e V8 Euro 6 e 5, un adeguamento software gratuito. L'iniziativa riguarda anche VW e Porsche, si estende a tutti i mercati, a parte gli USA e il Canada, e ha lo scopo di “ridurre le emissioni complessive, specialmente nelle aree urbane”. Nel comunicato si ribadisce l'utilità degli efficienti diesel moderni nel contenimento delle emissioni di anidride carbonica e si legge in controluce l'accordo che ha coinvolto la Baviera da un lato e Audi, BMW e MAN dall'altro per salvare le diesel Euro 5 e 6.

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