Dal 2015 multe e pedaggi più cari
Da gennaio 2015, sono aumentati i pedaggi autostradali e le multe. Ma nessuno controlla come vengono investiti questi soldi per la sicurezza stradale
Da gennaio 2015
Da gennaio 2015, sono aumentati i pedaggi autostradali e le multe. Ma nessuno controlla come vengono investiti questi soldi per la sicurezza stradale
No, non si può parlare di stangata, pur se parole di quel tipo attraggono il lettore sul web anche nei casi in cui non c'è nessuna batosta. Però siamo di fronte a due ennesimi rincari: delle multe e dei pedaggi autostradali. Cominciamo dalle multe da Codice della strada: gli aumenti del 2015 sono in media di un euro in più, circa lo 0,8% rispetto al 2014. Ma perché questa percentuale? Lo dice l'articolo 195 del Codice della strada: la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all'intera variazione, accertata dall'Istat, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti: appunto, lo 0,8%. Entro il 1° dicembre di ogni biennio, il ministro di Giustizia, di concerto con altri ministri, fissa i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo. Dal 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, è oggetto di arrotondamento all'unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite.
DOVE FINISCONO I QUATTRINI? – Attenzione: c'è sempre la riduzione del 30% per coloro che provvederanno al pagamento in misura ridotta entro il 5° giorno dalla contestazione o dalla notifica del verbale. In più, le sanzioni hanno l'incremento previsto per le violazioni accertate in orario notturno, ossia dalle 22 alle 7. Come sempre, è rimasto inascoltato qualsiasi appello al Governo affinché non ci fossero rincari: è la solita telenovela all'italiana che si ripete ogni due anni. Tuttavia, la vera questione è: dove finiscono i soldi delle multe? Quanto viene investito in siciurezza stradale? È possibile che ancora oggi i Comuni non debbano rendiocontare le entrate? È ammissibile che, a distanza di cinque anni, i Comuni possano “mangiare tutta la torta” delle multe date con autovelox piazzati sulle strade provinciali, regionali e statali? Dal 2010, ossia dalla più recente riforma del Codice della strada, si attende un decreto interministeriale che dia l'ok a questa norma. Obiettivo: migliorare la qualità dell'asfalto, visto che la norma impone ai Comuni di girare metà degli incassi ai proprietari delle strade (Province, Regioni, Stato). Invece, i ministeri dormono; e i Comuni incassano, senza dividere il malloppo.
PEDAGGI AUTOSTRADALI – Il 1° gennaio 2015, sono entrati in vigore i previsti aumenti dei pedaggi sulle autostrade italiane. Il ministero dei Trasporti ha diffuso i dati relativi alla rimodulazione delle tariffe, con un aumento medio sull'intera rete dell'1,32% e punte dell'1,5%. Poco? Sì. Però tutto questo si somma ai precedenti rincari: una media del 3,9% e punte dell'8% registrati il 1° gennaio 2014. La maggiorazione è stata decisa in accordo con il ministero dell'Economia e delle Finanze, con l'obiettivo di calmierizzare i rincari. Cerchiamo di capirci: si vuole consentire il superamento dell'attuale negativa congiuntura economico-finanziaria. Si cerca di non ostacolare il completamento degli investimenti previsti. Quel contenimento sotto la soglia dell'1,5% è spacciato dal Governo Renzi come un traguardo raggiunto; non come un rincaro per fare cassa. Sottili giochi di parole fatti da politici consumati davanti alle telecamere dei tg, senza contraddittorio.
ECCO GLI AUMENTI – Prima le eccezioni rappresentate da Asti-Cuneo, Autostrada del Brennero, Consorzio Autostrade Siciliane, Centro Padane e Autostrade Meridionali: hanno mantenuto inalterati i propri prezzi. Per il resto, la situazione è la seguente.
Ativa: +1,5%
Autostrade per l'Italia: +1,46%
Autovie Venete: +1,5%
Brescia-Padova: +1,5%
CAV: +1,5%
Autocamionale della Cisa: +1,5%
Autostrada dei Fiori: +1,5%
Autostrada dei Fiori: +1,5%
Milano Serravalle Milano Tangenziali: +1,5%
Tangenziale di Napoli: +1,5%
RAV: +1,5%
Salt: +1,5%,
SAT: +1,50%
Satap: Tronco A4 +1,5%
Satap: Tronco A21 +1,5%
SAV: +1,5%,
Sitaf: +1,5%
Torino-Savona: +1,5%
Strada dei Parchi: +1,5%
INVESTIMENTI: DOVE E QUANDO? – A parte l'usuale giaculatoria dei politici nostrani, il vero scandalo del rincaro deipedaggi è che non esistono veri controlli né vere penalità sulla carente effettuazione degli investimenti in sicurezza. Un esempio? Sentiamo Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, a proposito della strage di Acqualonga del luglio 2013 (40 morti) e dell'indagine sul guardrail: “Quelle barriere compromesse erano state lasciate lì anche dopo la riqualificazione delle barriere dell'intero tratto Napoli-Avellino, che rientra fra gli investimenti che Autostrade per l'Italia si è impegnata a fare lo scorso decennio per mantenere la concessione (e che concorrono a far scattare i rincari dei pedaggi che paghiamo ogni anno): il gestore non ha ritenuto di intervenire su quelle decine di metri la cui sostituzione sarebbe costata quattro-cinque volte di più rispetto agli stessi metri di un comune tratto di pianura. Ma, soprattutto, nessun controllore gliene ha mai chiesto conto”.