Uber riparte da Black, tribunale di Roma revoca lo stop agli ncc

Il Tribunale di Roma da ragione a Uber nella vertenza con i tassisti e le associazioni di categoria, via libera a Uber Black ma si annunciano ricorsi

29 maggio 2017 - 12:00

Un sospiro di sollievo per Uber. Lo scorso aprile il Tribunale di Roma ordinò alla compagnia di Ride Sharing Uber la sospensione del servizio erogato in Italia tramite le proprie App. L'azione legale è stata mossa dalle associazioni di categoria dei tassisti i quali hanno accusato Uber di concorrenza sleale. La società di San Francisco ha prontamente presentato opposizione, guadagnando tempo e una sospensione di 60 giorni del provvedimento. Una svolta lo scorso fine settimana, il Tribunale ha revocato il provvedimento riabilitando Uber Black e creando non poco malcontento, Federtaxi si dichiara sconcertata.

SI RIBALTA LA POSIZIONE DI UBER, OK AGLI NCC Negli ultimi mesi Uber ha dovuto mandar giù non pochi rospi, la causa con Google per la guida autonoma, la revoca delle autorizzazioni per i test stradali del driverless, gli incidenti stradali dei prototipi (Qui tutta la vicenda dei test bloccati a Pittsburgh) e infine varie cause intentate dai tassisti europei, decisamente impensieriti dalle potenzialità e dalla concorrenza dei servizi offerti dalla compagnia di Ride Sharing. Dopo un periodo decisamente buio è giunto finalmente uno sprazzo di luce sul cammino di Uber; il Tribunale di Roma si è pronunciato definitivamente e dopo aver ordinato l'oscuramento delle App e la sospensione dei servizi ha respinto il ricorso dei tassisti, permettendo alla compagnia nordamericana di svolgere in Italia il servizio Uber Black. Rimangono vietati Uber Pop, il servizio che permetteva a chiunque di “offrire” passaggi in auto retribuiti, e Uber X, congelati da una sentenza dello scorso marzo.

PER GLI OPERATORI DI RIDE SHARING SERVONO NUOVE LEGGI Ovviamente gli uomini di Uber esultano e si dichiarano soddisfatti della pronuncia dei magistrati: “Siamo davvero felici di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner di Uber che potranno continuare ad utilizzare la nostra applicazione in Italia”, nel comunicato ufficiale è stato inoltre specificato “Ora più che mai è forte l'esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città”. Il riferimento alla necessità di cambiare la normativa è esplicito, le nuove forme di mobilità necessitano di adeguamenti alle leggi attualmente in vigore (Daimler e Bosch promettono i taxi robot entro 3 anni).

I TASSISTI PROMETTONO BATTAGLIA La decisione del Tribunale di Roma ha comprensibilmente lasciato l'amaro in bocca ai tassisti e alle organizzazioni che li rappresentano, questa è la reazione di Federtaxi, comunicata dal portavoce nazionale Federico Rolando: “La politica e i poteri forti hanno avuto la meglio. “Il Tribunale ha ritenuto di non poter non tenere in considerazione l'emendamento Lanzillotta approvato nel corso di questa causa che è andato ad incidere sul principio di territorialità e sull'obbligo di rientro a rimessa a carico degli ncc. Pertanto, grazie al nostro Parlamento e agli impegni assunti e non rispettati dal Governo, un servizio completamente potrà continuare ad operare in Italia”. L'associazione dei tassisti ha promesso di non arrendersi e di voler continuare a lottare contro ogni forma di abusivismo, lasciando intendere che la vicenda non si concluderà così (Ancora è aperta la causa per spionaggio tra Google e Uber, leggi qui).

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