Alcoltest: senza verifiche annuali l'etilometro non è attendibile

Se l'etilometro non viene revisionato regolarmente non può dare prova certa della guida in stato di ebbrezza, lo ha stabilito il Tribunale di Venezia

31 maggio 2018 - 13:00

Con una sentenza depositata in cancelleria il 19 aprile 2018, il Tribunale di Venezia ha rilanciato la tesi “garantista”, che ritiene infondate le accuse agli automobilisti la cui ebrezza sia rilevata con etilometri che non hanno fatto controlli entro i 12 mesi precedenti. Si trattava del caso di un incidente stradale avvenuto in Jesolo, uno dei due conducenti era risultato avere un tasso alcolemico pari a 0,97 g/l nella misurazione più bassa, ciò era bastato a farlo sottoporre a procedimento penale. Ma il consulente della difesa sottolinea che le revisioni dell'apparecchio non risultano regolari e il Giudice assolve l'imputato.

L'INCIDENTE, I CONTROLLI, L'EBREZZA MEDIA Il caso riguardava un controllo avvenuto a seguito di incidente stradale. Intervenuti i carabinieri e riscontrato l'alito vinoso in uno dei conducenti, avevano effettuato il test con etilometro e uno dei due era risultato avere 1,06 g/l di tasso alcolemico alla prima misurazione e 0.97 g/l alla seconda misurazione. Ciò configura reato, in base all'art. 186, co. II, n. 2. lett. b) e così il conducente presuntivamente ubriaco è stato tratto a giudizio. Il fatto era avvenuto alle ore 23.15, quindi con l'aggravante delle ore notturne.

L'ASSO NELLA MANICA DEL CONSULENTE DELLA DIFESA Sembrava un caso come tanti altri, in cui la difesa dell'automobilista con etilometro positivo invocava tenuità dell'offesa e formulava eccezioni standard per cercare di tirare fuori l'imputato dalle maglie strette delle norme sulla guida in stato di ebrezza. Poi a un certo punto, il consulente tecnico della difesa, Giorgio Marcon, con un paio di memorie sull'etilometro utilizzato, ha fatto saltare le accuse. Il punto dolente delle prove a carico dell'imputato era che esse derivavano da una misurazione con etilometro che non era stato sottoposto ai periodici controlli annuali, o meglio, era stato controllato con cadenza superiore ai 12 mesi: “la mancanza di corretto adempimento delle verifiche annuali, l'effettività di un margine di errore ulteriore comunque insito nella prova e riconosciuto dalla normativa, induce a ritenere non formata in modo adeguato e dunque oltre ogni ragionevole dubbio la prova che l'imputato fosse alla guida dell'autovettura in condizioni di assunzione alcolica che, sotto il profilo quantitativo, avesse superato la soglia di punibilità ai fini della sanzione penale.”. Con questo passaggio centrale, il Tribunale assolve l'imputato.

LA GUERRA AL DRUNK DRIVING CONTRO LA TUTELA DEI DIRITTI La guerra alla cultura permissiva tipica dei Paesi in cui bere alcolici fa parte della tradizione è ancora lunga. Magari un domani si installeranno i famosi dispositivi che impediscono l'accensione senza previa prova etilometrica (l'alcolock, nell'immagine sopra, è tra gli altri dispositivi che diventeranno obbligatori dal 2020, leggi qui tutti i dettagli), ma nel frattempo le Forze dell'Ordine continuano a mandare alcoltest positivi alle procure e le patenti continuano a saltare. Oltre ai casi clamorosi, in cui trasgressori seriali vengono beccati a guidare con livelli di alcol nel sangue spaventosi, magari dopo aver causato incidenti gravi, ci sono una moltitudine di casi in cui il livello alcolemico è appena sopra la soglia della rilevanza penale (che è 0,8 g/l). E' per questi casi, ancor più che per tutti gli altri, che non pare assurdo pretendere che le rilevazioni siano precise. Subire un processo penale, o ricevere un decreto penale di condanna con cui viene tolta la patente per un anno non è cosa da poco. Giusto che chi sbaglia paghi, ma è giusto pretendere il massimo rigore da chi deve gestire i controlli. SicurAUTO.it si era già occupato dei controlli agli etilometri (leggi l'articolo per approfondire la questione delle revisioni agli etilometri), e avevamo dato conto anche di pronunce della Cassazione contrarie a dare spazio a critiche sull'etilometro (ad esempio contro la rilevanza del margine di errore, leggi l'articolo). La giurisprudenza sembra riflettere l'incertezza sulla politica della sicurezza stradale che appare necessaria ma rischia di sacrificare i diritti. Staremo a vedere.

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